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Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

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Videoteca

A cura di Carlo Nobili

 

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A HISTÓRIA E OS CAMINHOS DA GESTÃO ESCOLAR

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

Serie televisiva.
n. inv. MNPE 66377
 

ÁFRICAS E AFRO-BRASILEIROS BRINQUEDOS E BRINCADEIRAS

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: 54',27'' (23',16''- 23',20''- 7',51'')

Salto para o futuro. Repertorio afro-brasileiro na escola. Serie televisiva. Tre parti.
n. inv. MNPE 66387
 

ÁFRICAS E AFRO-BRASILEIROS NAS BIBLIOTECAS

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: 53',19'' (23',06'' – 23',03'' – 7',10'')

Salto para o futuro. Repertorio afro-brasileiro na escola. Serie televisiva. Tre parti
n. inv. MNPE 66375
 

ÁFRICAS E AFRO-BRASILEIROS NAS VIDEOTECAS

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: 54,13 min (23,59 min, 23,22 min, 6,52 min)

Salto para o futuro. Repertorio afro-brasileiro na escola. Serie televisiva. Tre parti.
n. inv. MNPE 66389

 

ÁFRICAS E AFRO-BRASILEIROS NOS CURRICOLOS

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: 54',28' (23',33''- 23',06''- 7',49'')

Salto para o futuro. Repertorio afro-brasileiro na escola. Serie televisiva. Tre parti.
n. inv. MNPE 66388

 

ALMA CUBANA (SVCD)

Di Antonio Baiano
2006
Durata: ***

Un omaggio a la Isla Mayor attraverso le foto di Antonio Baiano.
n. inv. MNPE 66373
 

ALTARI DELLA SANTERÍA CUBANA A FRASCATI

Di Carlo Nobili
2006
Durata: 18',24''

Allestita nelle Scuderie di Palazzo Aldobrandini ed organizzata (in occasione della Festa per il Tesseramento) dal Circolo "Celia Sánchez" di Frascati e dal Sito WEB "Cuba. Una identità in movimento" — con la collaborazione del Comune di Frascati (Assessorato alle Politiche Culturali) e della Provincia di Roma —, l'Esposizione "Altari della Santería cubana" ha rappresentato una prima occasione per far conoscere al pubblico romano, accorso in gran numero ed alquanto entusiasta ed incuriosito, alcuni aspetti che compongono una delle più complesse, resistenti e vitali religioni afroamericane. A proposito di questa vitalità un amico cubano, l'Olocha e Mayombero, Usniel Daniel González, mi ricorda che per capire a fondo la cultura cubana non è possibile prescindere dalla Santería e dai suoi rituali, perché essa è uno stile di vita, un modo per conoscere il mondo circostante... la Santería a Cuba è ovunque, nella musica, nel cibo, nel modi di vestire, nelle risa delle figlie di Ochún, Oyá o Yemayá, la troviamo nelle strade dell'Avana, nella gente vestita tutta di bianco, nei cortei funebri… nei passaggi a livello, nel lungomare della capitale, il Malecón, e... persino nell'aria che si respira. L'Esposizione — ideata e curata da Carlo Nobili e Donatella Saviola del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, con la consulenza di Yohanka Alfonso Contreras (antropologa, ex direttrice del Museo di Bejucal, L'Avana) e la collaborazione di Violetta Nobili, Antonio Maiorino e Paolo Martini (rispettivamente Segretario ed Economo del Circolo di Frascati) — era costituita da:

·un grande altare di oltre 100 oggetti rituali e un numero indeterminato di oggetti non convenzionali (velari multicolore ed altro);
·11 pannelli didattici (testo e foto), che avevano lo scopo di introdurre il tema e creare il contesto attraverso il quale si ascrive questo fenomeno religioso che svolge un ruolo fondamentale nella determinazione della cultura e dell'identità cubana;
·80 fotografie di grande formato in cui vi erano rappresentati, oltre alla festa habanera del Día de Reyes (il Giorno dei Re) del 6 gennaio, anche numerosi altari domestici ripresi tra il 1996 e il 2002 nei barrios di Regla e Guanabacoa all'Avana;
·una postazione audio da dove veniva irradiata per tutta la sala musica, cantos y rezos della Santería (Lázaro Ros, Merceditas Valdes, Yoruba Andabo, Muñequitos de Matanzas, ecc.)
·una postazione video a grande schermo con proiezioni di film e materiali inerenti al tema trattato;
·un postazione informatica con il multimediale "Los Orishas en Cuba", di Natalia Bolívar Aróstegui.
Gli altari della Santería a Cuba, esempi di un'arte plastica ancora poco studiata e che in genere, anche nei modelli domestici e personali (quelli che è possibile vedere in quasi tutte le case dei cubani, anche in quelle più povere), mescolano il disegno con la pittura, la scultura con la scenografia e manifestano, anche grazie a piante, fiori, frutta, pietre, strumenti di lavoro e musica, la straordinaria ed intima relazione tra uomo, natura e divinità, dandoci così una visione ontologica di questo paese caraibico. Questo fenomeno ci mostra come tra le culture della Diaspora il patrimonio mitico-rituale dell'etnia di origine — malgrado le molte coercizioni abbiano scomposto da subito i vincoli di lignaggio e compromesso l'organicità delle mitologie originarie — non sia stato mai dimenticato del tutto, ovvero come la cultura afroamericana, nello specifico afrocubana, sia riuscita a ricomporre e ricontestualizzare, anche in forme sincretiche e imprestiti culturali dalla cultura bianca (e per certi versi dalla india), quella porzione di culti africani di cui non perse mai la memoria. Di fatto, arrivando a Cuba, gli schiavi trovarono una molteplicità di santi e li adottarono nel loro sistema religioso reinterpretandoli e utilizzandoli come un mezzo per esprimere le loro concezioni religiose, permettendo così che gli "dei africani in esilio" si trasformassero in potenze regnanti sui territori dei culti afroamericani. Formato grazie ad una Collezione Privata di oggetti santeri ed allestito con stoffe che richiamavano colori ed elementi naturali a raffigurare simbolicamente ciascuno oricha del ricco pantheon yoruba (l'etnia di origine nigeriana diffusasi nell'Isla in seguito alla Trata negrera), l'altare ricostruito nella prestigiosa sala delle Scuderie di Palazzo Aldobrandini voleva essere una ricostruzione filologica di questo aspetto materiale e consueto della fede religiosa del cubano, il quale dinanzi ad esso si prostra, chiede grazie e favori agli orichas, gli parla delle proprie inquietudini o gli fa offerte simboliche: venerare questi oggetti su un altare, accendendo candele e offrendo cibi, costituisce uno degli aspetti più importanti della religiosità del cubano. La parte centrale dell'altare era dedicata a Yemayá, la sensuale divinità dei mari e della maternità, con i suoi attributi: la sopera (ricettacolo in terracotta dove vengono contenuti tutti gli attributi di una divinità) di color blu, il corallo, le collane e la rappresentazione del santo in cui a Cuba viene assimilata, la Virgen de Regla. A fianco a questa, la postazione di Ochún, la dea dei fiumi e della bellezza, con i suoi ventagli (abebe), la corona dorata e il colore giallo, a rappresentare l'oro. All'altro lato è stata posta, con il colore viola e le sue collane, la rappresentazione della padrona dei cimiteri, Oyá, colei che rappresenta uno dei cinque elementi vitali, l'aria, ma anche colei che simboleggia il passaggio dalla vita alla morte. A fianco di questo primo gruppo di tre divinità, il poderoso Changó, divinità del fuoco, del lampo, del tuono e della guerra, rappresentato attraverso un mortaio capovolto, la batea di legno di cedro (Cedrela mexicana), l'ascia bipenne (oché) e la spada. Su tutti, con il suo colore bianco e l'agogó (chiamato anche guataca o rebj), i bracciali e gli anelli metallici a forma di serpente, Obatalá, il creatore del genere umano, oricha della pace e della giustizia, "dueño de todas las cabezas". A terra, su di una stuoia africana, vi erano le postazioni di Orula, l'oricha della divinazione, con i suoi parafernalia divinatori, l'ekuelé (o cadena de Ifá) ma soprattutto il tablero de Ifá (Até o Opón Ifá), un grande piatto in legno di cedro — entrambi di esclusivo uso del babalawo (letteralmente "padre del segreto", massimo sacerdote nella gerarchia santera) —, l'iruké (uno strumento fatto con una coda di cavallo che serve per liberare dalle cattive influenze), l'irofá (uno strumento in corno di cervo con il quale si battono colpi sul bordo del tablero durante le cerimonie di divinazione per attirare l'attenzione degli oddun), l'uke, un pennello di crini di cavallo che serve per pulire il tablero dalla polvere yefá, ecc.; di Elegguá, la divinità, capricciosa ed imprevedibile, spietata ma anche burlona ed irriverente, che possiede le chiavi del destino umano e con le quali può aprire o chiudere, a suo piacimento, le porte della disgrazia o della felicità grazie allo strumento che gli è proprio, il garabato, una sorta di gancio o di ramo curvo in legno di guayabo (Psidium guayava); di Oggún, dio dei metalli e delle fucine, rappresentato da un mariwo di fibre di palma, il caldero di ferro, i suoi strumenti di fabbro e il colore verde delle stoffe; di Ochosi, il dio della caccia, con arco e frecce; del taciturno e distaccato Osun, che forma insieme ad Elegguá, Oggún ed Ochosi, il particolare gruppo di orichas denominato dei guerreros. Tra gli orichas trovava posto anche un Embomba, ossia la rappresentazione in ceramica dell'indio cubano, a testimoniare quanto, malgrado la loro precoce scomparsa, i Taíno e i Siboney, le due etnie che abitavano l'isola prima dell'arrivo degli Spagnoli, siano ancora ben presenti nella memoria storica del cubano, il quale gli riconosce un ruolo non certo marginale nell'eredità culturale e nel processo di transculturazione del paese. Ancor'oggi, nella zona che va da Punta Maisí (nella provincia di Guantánamo, sulla costa meridionale), e a Puerto Gíbara (sulla costa settentrionale) — dove numerosi sono i caseríos, nuclei familiari di discendenza indiana —, ma soprattutto a Caridad de los Indios, nei pressi del Municipio di Yateras — dove assai vasta è la comunità costituita da discendenti indocubani ben riconoscibili grazie ai caratteri somatici —, è possibile raccogliere testimonianze di letteratura orale indigena (miti, canti e leggende). Sempre a terra è stata allestita la plaza, quello spazio più prossimale al fedele, in cui trovano posto le varie maracas con le quali vengono salutati i santi (moyugbar) e tutte le offerte che ad essi vengono fatte, soprattutto frutta, zucche, dolci, sigari, ron, candele e denaro. Sulla parte di fondo dell'altare sono stati quindi collocati 12 piccoli quadri, acquerelli su legno, in cui vi erano rappresentati, in maniera allegorica, gli orichas Elegguá, Oggún, Changó, Orula, Obatalá, Yemayá, Ochún, Ochosi, Oyá, Aggayú Solá (bellicoso e collerico, padrone della terra secca, del deserto e dei vulcani), Babalú Ayé (l'oricha del vaiolo, della lebbra, delle malattie veneree e delle affezioni della pelle, rappresentato come un vecchio malato e sofferente, appoggiato a delle stampelle ed in compagnia dei suoi due fedeli cani) e Obba (l'oricha, custode e guerriera senza rivali, sincretizzato con Santa Rita da Cascia o Santa Caterina da Siena). Davanti all'altare, domenica 26 marzo, un Conjunto de Tambores Batá (i tre tamburi sacri usati nelle cerimonie santere) ha quindi celebrato un Oru del Igbodú o Oru seco, una sorta di presentazione dei vari toques propri di ogni santo che ha sostanzialmente la funzione rituale di chiedere il permesso agli orichas per dar inizio alla cerimonia, di salutarli e di chiamarli a partecipare alla festa. Ricordiamo che i toques rispettano un preciso ordine di chiamata, a cominciare da Elegguá, che è sempre la prima e l'ultima divinità a ricevere omaggi e offerte in qualsiasi cerimonia santera; dopo un secondo toque a Elegguá, sarà la volta di Oggún, quindi Ochosi, Obaloké, Inlé, Babalú-Ayé e via via tutti gli altri. Diversamente dalle altre cerimonie, l'Oru del Igbodú non termina con un toque a Elegguá in quanto questa non è realmente la fine, ma l'inizio della festa che poi si svolgerà, distante dall'altare, fuori del Igbodú; il canto a Elegguá verrà poi intonato alla fine della cerimonia pubblica.
Il Conjunto, formato dall'olú-batá (il percussionista più esperto) Humberto "La Película" Oviedo all'Iyá (il tamburo più grande, letteralmente "madre"), Reynaldo "Gollito" Hernández all'Itótele o Omelé enkó (il mediano, "colui che segue sempre") e da Antonio all'Okónkolo o Kónkolo o Omelé o omó (il più piccolo, "figlio"), non ha mancato di mostrare, in un continuo dialogo e incastro ritmico, quanto varia sia la ricchezza poliritmica di questi tamburi bimembranofoni di origine yoruba. Il continuo, a volte grave e al contempo acuto, repiqueteo dei cuoi battuti a mano limpia (ossia senza l'ausilio di bacchette o bastoncini) ha coinvolto il pubblico e ha creato un'atmosfera di grande entusiasmo ed apprezzamento nei confronti dei musicisti e di quello che andavano, in maniera così partecipativa, rappresentando. Il Conjunto ha poi eseguito un Oru de Eyá aranlá o Oru cantado, ossia una musica cantata e danzata in cui il coro (ankorí) risponde al cantante solista (akpwón). In questo contesto si sono inserite le performances dei maestri ballerini della Scuola di Folklore Cubano Aché di Roma, Ulises Mora e Irma Castillo. Il primo ha eseguito la danza di un Elegguá, dispettoso ed allusivo, ma anche dagli atteggiamenti protettivi, come a voler ricordare, così come recita un suo patakí (mito), che questa sorta di trickster è sempre pronto a correre in aiuto di chi lo chiama e a far cadere barriere e ostacoli se deve favorire un suo protetto. Irma Castello — in onore dell'altare, la cui parte centrale era dedicato alla divinità del mare — ha invece impersonato Yemayá in una danza dapprima dolce e soave, quindi sempre più intensa e dai movimenti agitati ed irrequieti, come a voler rappresentare l'allegro andirivieni delle onde marine, ma anche i mulinelli e le ondate minacciose del mare in tempesta.
n. inv. MNPE 66383
 

AMERICA IERI

URIHI
2006
Durata: 16',33''

Il primo a rendersi conto che Cristoforo Colombo non era arrivato nelle Indie ma aveva "scoperto" un nuovo mondo non fu il navigatore genovese, ma un altro italiano – Amerigo Vespucci – da cui il continente prende il nome; così come molti altri navigatori e viaggiatori, al servizio dei re di Spagna, Inghilterra e Francia, lo esplorarono e descrissero. Tra questi merita di essere ricordato Gerolamo Benzoni, che per primo descrisse, nella sua "Historia del Mondo Nuovo"pubblicata nel 1865, le conseguenze tragiche della conquista spagnola, oggi rivisitate dal punto di vista demografico da Massimo Livi Bacci. Trecento anni dopo molti altri italiani – tema di un recente convegno a Genova – cominciarono a raggiungere l'America in cerca di quella libertà che in patria era ancora un miraggio: un esempio per tutti quello del milanese Antonio Raimondi, figura chiave nella conoscenza e valorizzazione del Perù moderno, e simbolo dei rapporti tra i due mondi cementati dal successivo arrivo di milioni di emigranti.
n. inv. MNPE 66381
 

ASCOLTANDO CUBA

Di Paolo Bucceri e Cinzia D'Auria
1998
Durata: 25'

Un ingenuo e attonito sguardo su Cuba che privilegia l'ascolto della musica, dei suoni, delle voci e dei ritmi che scandiscono la vita quotidiana. La colonna sonora, totalmente realizzata in presa diretta, sottolinea la semplicità o la drammaticità delle situazioni, la pesantezza o la leggerezza di scenari, paesaggi o personaggi. Il viaggio attraverso Cuba, interrotto da alcune interviste, si sofferma sull'architettura, la danza, la condizione sociale, gli stereotipi comuni e il "turismo sessuale".
n. inv. MNPE 66380

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BALAM NA KAMPOCOLCHE. L'ULTIMA CASTA?

Autore: Ebe Giovannini
Regia: Ebe Giovannini e Matteo Antonelli
Organizzazione in Messico: Xiimbal / INAH
Durata: 50'

Un viaggio nella cultura dei Maya che permette di scoprire (è la prima volta che si filma all'interno di una piramide) la loro voglia di comunicare con noi e di essere accettati nella loro differenza.
n. inv. MNPE 66374
 

BANCHETTO DI NOZZE

Di Ang Lee
Nazione: Stati Uniti d'America/Taipei Cinese
1993
Cast: Ah-Leh Gua, May Chin, Sihung Lung, Winston Chao, Mitchell Lichtenstein
Durata: 104'

Giovane cinese omosessuale che ha fatto carriera a New York finge di sposare una compatriota pittrice che ha bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno per mettere il cuore in pace ai genitori ai quali non ha mai confessato di essere gay. 2 film di A. Lee (1954), taiwanese cresciuto negli USA, è una commedia degli equivoci che concilia la gravità dei temi con la leggerezza del tocco, l'umorismo, il distacco ironico, l'affetto per i personaggi, la voglia di divertire e il rifiuto degli espedienti facili. Orso d'oro a Berlino 1993.
n. inv. MNPE 65080
 

BAMBINE DELLE ANDE

URIHI
1998

Durata: 14',26''

Discendenti degli abitatori del grande imperio degli Inca, che comprendeva l'attuale Bolivia, il Perù e l'Ecuador, le bambine delle Ande spesso percorrono chilometri per andare a scuola. Questa non è l' unica difficoltà. Molte devono lasciare il villaggio, per lavorare come domestiche in città, in particolare in Perù, dove la grave crisi economica ha costretto migliaia di persone ad emigrare dalle Ande verso la costa in cerca di lavoro. A Lima, sono così nati smisurati e precari insediamenti, dove le bambine, accanto alla scuola, devono lavorare ed assumersi presto grandi responsabilità; e questo, insieme alla fame, produce un calo nel rendimento intellettuale. Ma il loro impegno attivo è un augurio positivo di sviluppo per le nuove generazioni.
n. inv. MNPE 66399
 

BEMBÉ. IL RITMO DEI SANTI

Di Paolo Buccieri e Cinzia D'Auria
1997
Durata: 18'

Nella ricorrenza del Santo Changó (Santa Barbara – 4 dicembre) i cubani festeggiano, danzando e cantando, attraverso particolari cerimonie chiamate toque de tambores o bembé. Il video si sofferma su un rituale in onore di Changó che si svolge in una casa di Trinidad in cui, oltre ad alcuni fenomeni di trance, emergono con forte potere comunicativo la gestualità e la teatralità del rituale.
n. inv. MNPE 66382
 

BRASIL 500 AÑOS. UN MUNDO NA TV

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

A série "500 años: O Novo Mundo na TV" teve inicio em 1998, com os seis episódios que abordam a saga do Descubrimento, desde as Grandes Navegaçoes até o Primeiro Governo Geral do Brasil. O resultado positivo, abriu o espaço para continuar contando a história do País, até o Período Republicano.
n. inv. MNPE 66395
 

BRASIL 500 AÑOS. O BRASIL COLONIA NA TV

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

1.Gente colonial
Meados do século XVI: a convivencia dos colonos portugueses com as nativass. O conflito entre a Igreja e a realidade familiar que se formava, a chaga das primeiras europeias e as relaçoes cotidianas da Colonia mostradas num tom bem humorado.
2.Cana de mel, preço de fel
O universo da casa-grande e da senzala nas proximidades da Vila de Olinda. As relaçoes familiares, o poder do senhor de Engenho, a importancia do azucar no mundo do século XVI, a mao-de-obra africana como sustentaçao da economia açucareira colonial.
3.Na Companhia dos holandeses
Os conflitos que culminaram com as chamadas invasoes holandeses e os transtornos envolvendo brasileiros, portugueses e flamengos. O impulso cultural traziddo por Mauricio de Nassau.
4.Dos Grilhoes ao Quilombo
A crise da economia açucareera agravada pelas constantes revoltas dos negros escravvizaddos. Os quilombos como marcos de resisteencia: Palmeras, Ganga Zumba e Zumbi
5.A conquista da terra e da gente
Os jesuitas e a catequese. Os primeiros conflitos gerados pela escravidao dos nativos. A centenaria evoluçao do sistema de missoes no Sul do Pais. A destruiçao da cultura guarani.
6.Entre a fé e a espada
O processo de colonizaçao da Amazonia sob uma perspectiva dos povos da terra. As varias formas de escravizaçao, o papel da Igreja e das varias ordens religiosas, a importancia de Padre Vieira, o surgimento de uma cultura cabocla.
7.Fausto e pobreza das minas
A descoberta de ouro no interior do Brasil. Ao lado da beleza e da opulencia das igrejas e casarios barrocos, havia a extrema pobreza, a escravidao e a pressao da Coroa Portuesa.
8.Segredos da Inconfidencia
Os fatos que motivaram a Inconfidencia Mineira, desde a ascençao e queda do Marquess do Pombal até a ameaça da Derrama nas Minas Gerais. Os homens qque cconspiraram contra Portugal, seus interesses e suas contradiçoes.
n. inv. MNPE 66398
 

BRASIL 500 AÑOS. O BRASIL IMPÉRIO NA TV

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

1.A Corte desembarca na Colonia
2.Rebelioses no Império
3.O Brasil dos Viajantes
4.O Reino do Café
5.A Capital do Império
6.Guerra do Paraguai, guerra do Exterminio
7.A modernidade chega a vapor
8.A aboliçao
n. inv. MNPE 66397
 

BRASIL 500 AÑOS. O BRASIL REPUBLICA NA TV

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

1.Essa gente brasileira
2.Questao social caso de policia
3.Canudos e Contestado guerrade Deus e do Diablo
4.O puxa-encolhe da borracha
5.A Era Vargas
6.Uma cidade se faz do sonho
7.No regime dos militares
8.Da Nova Republica ao Real
n. inv. MNPE 66396
 

BRASILE. NON SOLO DI STRADA

A cura di: Giovanna Cossia, Daniela Pizzi, Marco De Poli
URIHI
1998
Durata: 13',50''

Il paese più grande e più ricco dell'America del Sud deve affrontare grandi problemi tuttora irrisolti. Da Rio de Janeiro al bacino amazzonico, dalle favelas di Belo Horizonte e Recife fino a Salvador de Bahia, dove gli schiavi neri hanno portato le loro culture d'origine, i bambini ci parlano del rispetto per l'ambiente o della fuga da casa alla ricerca del padre, dei tanti mestieri inventati ogni giorno per sopravvivere, della fame e della violenza di cui sono vittime, della colla annusata come una droga per dimenticare. Eppure hanno voglia di impegnarsi e di imparare, hanno aspirazioni e sogni da realizzare: come quello di diventare acrobati di circo.
n. inv. MNPE 65851
 

BRAZZA

Di Léon Poirier
France
Scénario et dialogues: Léon Poirier
Décors: Laurent et Druard
Image: Georges Million et Georges Goudard
Son: Maurice Menot et Arthur Faber
Montage: Jacques Grassi et Raymonde Nevers
Directeur de production: Henri le Brument
Musique: J.E. Szyfer et Claude Delvincourt
Production: Société de Production du Film Brazza
Cast: Odette Barencey (La Colombe), Jacqueline Baudoin (la promise), Robert Darène (Brazza), Thomy Bourdelle (Stanley), Jean Galland (Léopold II), Jean Daurand (Hamon), Pierre Vernet (Dr. Ballay), Jean Worms (Amiral de Montaignac), E. Langlois (Léon Gambetta), René Fleur (Georges Clémenceau), René Navarre (Jules Ferry)
1939
Durata: 98'

Simple page de l'histoire de notre empire dédiée à la France et à ceux qui l'aiment", et "Ceci n'est ni un roman, ni un film documentaire. C'est l'évocation épisodique des moments vécus, il y a plus de soixante ans, par de jeunes Français dont le courage peut servir d'exemple au monde". Ainsi s'ouvre le générique de cette épopée qui retrace les voyages en Afrique de Pierre Savorgnan de Brazza, italien d'origine, mais français d'élection, grand explorateur et fondateur de Brazzaville. Les scènes européennes ont été tournées aux Studios Eclair et les scènes africaines au Gabon et au Congo
n. inv. MNPE 66372

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CAMPESINOS BOLIVIANI

Regia: Marco De Poli
Commento: Giovanna Cossia
Fotografia: Eugenio Bongiovanni
Durata: 27',56''

Dalla festa dell'Inti Raymi a Tiahuanaco, dove gli Aymara celebrano ogni 21 giugno il loro rito al Dio sole, a Potosí, nelle cui miniere d'argento 8 milioni di morti in 300 anni di dominio coloniale spagnolo segnano la nascita sanguinosa del capitalismo moderno. Ma nelle campagne andine i campesinos indigeni rinnovarono ogni giorno, nella fatica del lavoro, la loro unione profonda con la madre terra. Oggi nel loro congresso, a Sucre, essi ritrovano la coscienza dei propri diritti e della propria forza. Non lontano da Sucre, a Tarabuco, gli indios sconfissero nel 1816 i soldati spagnoli, primo passo nell'indipendenza della Bolivia. Oggi gli indigeni Tarabuco conservano i modi di vita e i costumi originari, come risulta dallo straordinario lavoro tessile delle donne, e dalla festa dei Phujillay, con cui ogni anno ricordano con orgoglio quella lontana vittoria.
n. inv. MNPE 66390
 

CAMPESINOS DELLE ANDE: PERÙ

Regia: Marco De Poli
Commento: Giovanna Cossia
Fotografia: Eugenio Bongiovanni
Durata: 26',25''

Dal Cuzco, cuore dell'Impero degli Incas, con le sue chiese barocche sovrapposte alle strutture incaiche, agli indios che ripetono nelle strade segni e gesti di una antica civiltà, il documentario esce nelle campagne, cercandovi le tracce di un mondo lontano nel tempo ma ancora vivo negli usi e nelle tradizioni. Dal lavoro comunitario dei campi alla filatura e tessitura femminili; dall'uso della coca al ruolo della donna andina, una serie di incontri che ci schiudono le porte di un mondo lontano e diverso.
n. inv. MNPE 66390
 

CAVALHO MARINHO (CAVALLUCCIO MARINO)

Di Filippo Lilloni
2005
Durata: 40',15''

Il film raccoglie in un raccontino il folklore popolare dei paesini dell'agreste Pernambucano.
n. inv. MNPE 66130
 

CONTADINI SENZA TERRA

URIHI
2002
Durata: 22',25''

Mentre in Europa la terra non è più redditizia per i contadini che la lavorano, nei paesi in via di sviluppo masse crescenti di contadini non hanno campi da coltivare. Un problema drammatico in sud Africa, dove ai cambiamenti politici seguiti all'elezione di Mandela non hanno corrisposto analoghe trasformazioni in campo sociale ed economico. In Brasile dopo un breve excursus storico su cento anni di lotte contadine, gettiamo uno sguardo sui sogni e sulle lotte di milioni di lavoratori rurali che hanno dato vita negli ultimi anni al movimento dei Sem Terra. I contadini senza terra, che reclamano oggi il ruolo di protagonisti del loro futuro.
n. inv. MNPE 66399
 

CUBA: UN'INFANZIA PROTETTA

A cura di: Giovanna Cossia, Daniela Pizzi, Marco De Poli
URIHI
1998
Durata: 14',14''

Ogni scuola dell'isola mostra immediatamente il carattere multietnico della società cubana. Con la rivoluzione, l'analfabetismo è stato sconfitto, il tasso di scolarizzazione si avvicina al 100%, nonostante la crisi economica. Il clima tropicale dell'isola fa sì che gran parte della vita si svolga all'aperto, per le strade e nelle piazze; intere classi fanno ginnastica sotto gli occhi attenti degli insegnanti; o giocano liberamente, con allegria contagiosa e spensierata nelle ore libere. Per strada abbiamo ripreso un gruppo di ragazzine che si esibisce per noi nella "tabla", uno spettacolo di ginnastica ritmica, con serietà ed impegno.
n. inv. MNPE 65851

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DALLA CAMPANIA A CARACAS - PRIMA PARTE

URIHI
1995
Durata: 8'

Il documentario, girato nel Cilento e in Venezuela, ricostruisce alcuni momenti dell'emigrazione negli anni '50 e '60, attirata dal boom del petrolio nel paese sudamericano, dove gli italiani hanno portato un pezzo della loro storia e cultura. Sono emigrati a decine di migliaia, lasciando un mondo contadino chiuso e immobile nel tempo, duro nella tormenta geografia e nella miseria e splendido nei paesaggi che si affacciano sul mare, che oggi comincia a cambiare proprio grazie al ritorno di tanti emigrati. Ma quelli che sono rimasti a Caracas hanno visto crescere il loro ruolo economico e sociale, come dimostrano il Circolo dei Campani, il Centro Italiano Venezuelano e la Camera di Commercio Venezuelano-Italiana, a cui aderiscono il 60% delle piccole e medie imprese del paese.
n. inv. MNPE 66385

 

DALLA CAMPANIA A CARACAS - SECONDA PARTE

URIHI
1995
Durata: 8',33''

Il documentario, girato nel Cilento e in Venezuela, ricostruisce alcuni momenti dell'emigrazione negli anni '50 e '60, attirata dal boom del petrolio nel paese sudamericano, dove gli italiani hanno portato un pezzo della loro storia e cultura. Sono emigrati a decine di migliaia, lasciando un mondo contadino chiuso e immobile nel tempo, duro nella tormenta geografia e nella miseria e splendido nei paesaggi che si affacciano sul mare, che oggi comincia a cambiare proprio grazie al ritorno di tanti emigrati. Ma quelli che sono rimasti a Caracas hanno visto crescere il loro ruolo economico e sociale, come dimostrano il Circolo dei Campani, il Centro Italiano Venezuelano e la Camera di Commercio Venezuelano-Italiana, a cui aderiscono il 60% delle piccole e medie imprese del paese.
n. inv. MNPE 66385

 

DE FEUILLES ET DE TERRE. ARCHITECTURE TRIBALE TRADITIONNELLE DU CAMEROUN

Di Dominique Theron
Durata: 45'

Le Cameroun est un pays où les hommes et les femmes continuent à construire leurs maisons avec des méthodes ancestrales et en parfaite harmonie avec l'environnement dans lequel ils vivent. Des rives du lac Tchad jusqu'à la grande forêt équatoriale, nous sommes tour à tour guidés par l'écrivain André Gide, un professeur d'école pygmée, le chef d'une tribu de montagne et le sultan de Kotokos. En plus de l'architecture, nous découvrons les coutumes sociales et les danses. Un documentaire instructif qui propose également une extraordinaire exploration de l'atmosphère. En retraçant la route suivie par Gide en 1926, avec des extraits de son journal et des rushs tournés pendant le voyage, nous plongeons dans ces cultures exotiques, fascinantes et étrangement tristes, qui influencèrent de nombreux artistes et écrivains modernes en Europe.
n. inv. MNPE 66130
 

DIVENTARE DONNE A OKRIKA

Di Elisa Mereghetti e Judith Gleason
ETHNOS
1990
Durata: 28',59''

Nel Delta del Niger (Nigeria) il momento di passaggio dall'adolescenza all'età adulta è segnato per le ragazze da un complesso rituale chiamato Iria. Il rituale consiste nella segregazione delle ragazze per un periodo di tre settimane nella "stanza dell'ingrassamento"; qui vengono nutrite e accudite al fine di ingrassare il più possibile. Infatti un corpo di donna pieno e florido è considerato bello. Alla fine della corsa le ragazze partecipano ad una grande corsa, inseguite da uno spirito ancestrale, l'Osokolo.


Premi/Festival
Primo Premio alla Rassegna Internazionale di Film Antropologico ed Etnografico, Nuoro 1990.
Festival dei Popoli - sezione- antropologica (Roma, Museo Pigorini, 1990)
Festival di Bellaria -(1990)
Margaret Mead Film Festival (New York, 1991)
American Film and Video Festival
American Anthropological Association-(1990)
XIV Edizione degli Incontri di Cinema e Donne (Firenze, 1992)
"Una notte ci svegliamo alle due, e ci avviamo verso il villaggio. Il cielo è rosso. Si vedono dei bagliori, come fuochi d'artificio nell'aria spessa: è la raffineria. I tubi massicci in cui scorre il petrolio attraversano tutto il paese, sono parte integrante del paesaggio di lamiera. Nell'afa notturna andiamo a sentire le ragazze che alla luce delle lanterne cantano le canzoni tradizionali dell'Iria. Le loro voci acute sono fortissime, e il ritmo è scandito dal suono metallico dei gambali di ottone. Dopo pochi minuti tutti i vicini da casa sono svegli, e si affacciano ad ascoltare i canti. Lo svolgimento del rito prevale su qualsiasi bisogno individuale: l'iniziazione delle ragazze è importante per tutta la collettività. Le canzoni parlano di spiriti delle acque, di mangrovie, di pesca, di vita quotidiana, di amori acquatici e terrestri, parlano dei capi del villaggio che pretendono soldi, che si arricchiscono alle spalle della gente. Parlano anche di noi, le tre donne bianche venute a turbare, con le loro videocamere, l'intimità del momento più delicato nella vita di una giovane donna".
n. inv. MNPE 66392
 

DIVINE HORSEMEN. THE LIVING GODS OF HAITI

Di Maya Deren
1947-51
Durata: 54'

Vudu haitiano: ritmo, danza e fenomeni di possessione. Maya Deren si recò nel '47 ad Haiti con l'intento di girare un film d'arte sulla danza dell' isola e nel corso di tre viaggi divenne un'iniziata sacerdotessa della religione vudu. I materiali del film furono editi dal marito della cineasta dopo la morte di quest'ultima.
n. inv. MNPE 65604
 

DONNE RURALI

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
2000
Durata: 15',47''

Le contadine, una categoria sociale quasi invisibile, che comprende però oltre un miliardo di persone nei cinque continenti. Al loro insostituibile lavoro è dedicata in tutto il mondo la giornata del 16 ottobre.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393

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ERITREA. A LAND OF DIVERSITY, EXCITEMENT AND ENDLESS ADVENTURES. 3 SEASONS IN 2 HOURS

(2 copie)
Ministero del Turismo eritreo
Durata: ***

Film a corredo della mostra Eritrea. Colori, ritratti, emozioni.
n. inv. MNPE 66216
 

ERITREA. COLORI, RITRATTI, EMOZIONI…

(2 copie)
2006
Durata: ***

Film a corredo dell'omonima mostra.
n. inv. MNPE 66215

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FILHO DO BOTO

Di Filippo Lilloni
2005
Durata: 39'

Il film affronta il difficile tema della paternità attraverso il mito del delfino rosa delle Amazzoni.
n. inv. MNPE 65601
 

FOME ZERO SEDE ZERO

Scritto e diretto da Pietro Orsatti
Produzione Miliaplus
Con la collaborazione della CICA (Comunità Internazionale Capodarco)
Italia
2004
Durata: 59',45''

Il documentario, girato in Brasile nell'autunno 2004 a ridosso delle elezioni amministrative, racconta le speranze, i bisogni, le contraddizioni legate al programma Fome Zero, fiore all'occhiello delle politiche del presidente Lula. Il programma Fame Zero è visto, nel film, come una metafora delle speranze dei movimenti sociali e della gente comune che ancora oggi lotta per superare l'eredità di più di vent'anni di dittatura militare. Un lungo reportage nelle megalopoli brasiliane, nel nord est semiarido e nell'interno dello stato di Minas Gerais e Goías.
n. inv. MNPE 66394

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GLI ANGELI DEL BRASILE

Scritto da: Silvia Capucci e Pietro Orsatti
Regia: di Pietro Orsatti
Foto: Robson Oliveira
Montaggio: HandyMedia Lab Comunità Capodarco Roma
Produzione: www.aracna.net
Con il contributo di: Modena Terzo Mondo nell'ambito della Campagna Stop Sexual Tourism
2005
Durata: 29',43''

Ogni anno circa 500.000 turisti stranieri, europei e non, si recano in Brasile in cerca di sesso a buon mercato. Gli italiani, fra le 70.000 e le 80.000 presenze annue, sono fra i principali utenti di questo sistema illecito. Questo reportage, attraversando le città di Rio de Janeiro, Recife e Fortaleza, mostra la gravità e complessità di un fenomeno complesso e in continua espansione.
n. inv. MNPE 65851
 

GLI ARCHETIPI DELL'ARTE

Di Anna Addamiano
2005
Durata: ***

Film a corredo dell'omonima mostra.
n. inv. MNPE 65603
 

GLI EREDI DEI MAYA

(2 copie)
Regia: Marco De Poli
Commento: Giovanna Cossia
Fotografia: Eugenio Bongiovanni
URIHI
1992
Durata: 25',44''

Dalle imponenti e maestose rovine di Copán e Tikal, che testimoniano la straordinaria civiltà fiorita tra le popolazioni Maya precolombiane, alle attuali condizioni di vita quotidiana: il mercato Chortí a Jocotán e quello Quiché di Chichicastenango, con le cerimonie nella chiesa di San Tomás e il "baile de moros y cristianos" nella piazza principale. Ci si sposta poi nel triangolo Ixil, sul altipiano al confine sol Messico, duramente colpito dalla repressione militare contro la guerriglia. Siamo nei giorni intorno al Natale, e possiamo così assistere a cerimonie in cui si mischiano elementi della fede cristiana e della religiosità autoctona india: la "Cerimonia dei maggiordomi" e le "posadas" a Nebaj; la messa della "noche buena" a Chajul. A queste espressioni della festa fanno da contraltare quelli del lavoro, sopratutto tessile, dato che l'abito tradizionale costituisce per le donne del Guatemala il simbolo della propria collocazione sociale e l'orgogliosa difesa della propria cultura tradizionale.
n. inv. MNPE 65074 e 66385
 

GUATEMALA: VEDOVE SENZA LACRIME

A cura di Giovanna Cossia e Marco De Poli
Realizzato con il contributo di COE e IFAD
URIHI
1993
Durata: 29',33''

Nel colorito mosaico etnico che costituisce la realtà indigena del Guatemala (oltre il 70 per cento della popolazione) le donne rappresentano il centro della vita economica e sociale, le eredi e le custodi delle tradizioni culturali. Un incontro di donne indigene a Nebaj, sul tema delle differenze tra uomo e donna, e tra donna indigena e donna "ladina" (cioè occidentalizzata), ci offre una prima introduzione alla difficile condizione femminile nel paese centro-americano. Ma è solo entrando nella casa di una di queste donne, ascoltando la storia della sua vita, che si rivela la drammatica dimensione di un problema storico: negli ultimi vent'anni il paese è stato sconvolto da una lunga violenza, che ha causato oltre 100.000 morti e ha colpito sopratutto la popolazione indigena. Moltissimi uomini sono stati uccisi o sono scomparsi senza lasciare traccia per opera della polizia o dell'esercito, lasciando intere famiglie distrutte, bambini e ragazzi orfani; ma sopratutto vedove senza lacrime, che ci raccontano questi avvenimenti terribili con orgoglioso pudore ma senza rassegnazione, traendone anzi la forza per proseguire la propria lotta. Una lotta di cui è diventata il simbolo Rigoberta Menchú, prima indigena americana ad essere insignita nel 1992 del Premio Nobel per la Pace.
n. inv. MNPE 66394

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HK TALES

Di Filippo Lilloni
2003
Durata: 52'

Nella stessa viuzza del quartiere collinare di Wang Chai vivono, senza conoscersi, Miyuki Lam, giapponese, e Istiaq Khan, pakistano. Lei ha 21 anni e lavora come segretaria in una ditta d'informatica e di notte fa la DJ, lui 26enne impiegato d'una aerolinea indiana, di notte si allena con una squadra di orientali honkonghesi di hockey su prato. Il primo sguardo sull'immensità della metropoli di Hong Kong è da una finestra ad oblò che per forma sembra duplicare l'occhio umano e l'occhio della macchina da presa. Il suono ripetuto di un telefono e poi la voce di Miyuki. Dal primo momento il regista sceglie di esplicitare i due piani del documentario che si sviluppano nel film: da un lato la città, colta nel suo fervore di luci, colori, suoni e movimenti, dall'altra parte il racconto degli individui che emergono con un nome e una storia dalla desolante anonimità della metropoli. La distanza tra il mondo individuale e il mondo sociale è sottolineata innanzitutto dalle scelte formali: i primissimi piani sui due protagonisti si oppongono agli sguardi più distanti, ai colpi d'occhio che raccontano la vita delle strade. In particolare nella sequenza in cui una ripresa aerea della città è seguita da inquadrature più ravvicinate sui personaggi, si coglie molto bene l'intenzione di calarsi dal generale al particolare delle piccole storie, delle esistenze personali. Due esistenze, tra le milioni presenti nella metropoli, vengono scovate e messe a confronto, prima a distanza e poi in maniera diretta. Miyuki e Istiaq rappresentano due modalità diverse di vivere in un ambiente così disorientante: l'annichilimento e la depressione di lei, la difficoltà di coerenza spirituale di lui messa alla prova da un luogo così moderno e tentatore. In questa "giungla di cemento", in questo luogo in cui le case sembrano alveari, il regista Filippo Lilloni mette in atto un pedinamento molto ravvicinato del personaggio di Miyuki; in alcuni momenti del film arriva a violarne l'intimità trasmettendo, senza mediazioni, la sua sofferenza e il suo disorientamento. Molto suggestive le musiche curate da Vincenzo Mingiansi. "Dopo la lunga e gloriosa colonizzazione inglese, Hong Kong è tornata ad essere un territorio cinese ma di fatto ha mantenuto le barriere e più che una città sembra un grande mercato che commercializza merci prodotte nella grande fabbrica. La Cina è a 20 minuti di metrò, ma occorrono cento dollari e quattro giorni per il visto, per di più attraversando il confine il logo con l'aquila di Giorgio Armani, perde una stanghetta. Invece di averne tre rimane con due ma i prezzi si dimezzano esponenzialmente. La fila di persone invece è uguale. Moltitudini di giovani affollano i negozi "taroccati" e spendono, come insegnatoli dal grande fratello americano, tutto lo stipendio. Almeno oggi ne hanno uno da dilapidare. Purtroppo l'età d'oro di Hong Kong è finita. Gli europei si ritirano e lasciano il posto a pakistani, indiani, filippini, cinesi di Taiwan ed ai russi".
Il film è stato premiato nella Sezione "Migliore Documentario" al 44 Festival dei Popoli di Firenze con la seguente motivazione: "Per aver saputo ironicamente e storicamente riassumere, in un contesto strettamente locale, quarant'anni di disordine edilizio e di cronico malcostume politico".
n. inv. MNPE 65600
 

HISTÓRIA DO BRASIL POR BORIS FAUSTO

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: 198',34''

Serie televisiva.
1.Colonia
2.Império
3.Repubblica Velha
4.A Era Vargas
5.Periodo Democrático
6.Regime Militar
7.Redemocratição
n. inv. MNPE 66378
 

HISTÓRIA DO BRASIL POR BORIS FAUSTO. Vol. 1

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

Serie televisiva.
·Colonia
·Império
·Repubblica Velha
·A Era Vargas
n. inv. MNPE 66391
 

HISTÓRIA DO BRASIL POR BORIS FAUSTO. Vol. 2

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

Serie televisiva.
·Periodo Democrático
·Regime Militar
·Redemocratição
n. inv. MNPE 66391

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IL GIRO DEL MONDO IN DIECIMILA FOTOGRAFIE

Di Vito Lattanzi
1993
Durata: 14',09''

Film a corredo della Mostra Un viaggio intorno al mondo. Il racconto fotografico di Enrico Hillyer Giglioli (1865-1868), (Roma, Soprintendenza Speciale al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" – Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, febbraio – giugno 1993).
n. inv. MNPE 44186
 

IL MIO SOGNO PIÙ GRANDE, VOCI DI GIOVANI PALESTINESI

Produzione: Overseas
2005
Durata: 38',24''
 
I giovani della Palestina vivono momenti difficili. Sono nati sotto l'occupazione israeliana e la loro adolescenza è stata marcata dal clima di repressione dopo la seconda Intifada, la paura per la costruzione del Muro di separazione e la progressiva mancanza d'acqua. In questo documentario un gruppo di giovani racconta come vede il conflitto e cosa pensa del presente: famiglia, tradizione, matrimonio, tempo libero e tossicodipendenza. Il futuro dal punto di vista di una generazione immersa in un pesante conflitto che avverte il desiderio di un forte cambiamento culturale.
n. inv. MNPE 65859
 

IL TEMPO DEI GITANI

Di Emir Kusturica
Nazione: Jugoslavia
Produzione:Columbia Tristar
1989
Cast: Bora Todorovic, Zabit Memedov, Davor Dujmovic, Husnija Hasimovic, Sinolicka Trpkova,
Ljubica Adzovic
Durata: 135'

Figlio naturale di una zingara, il giovane Penhan (D. Dujmovic) è costretto a seguire il capo in Italia, a rubare e trafficare in bambini, nani, infermi. Perde l'innocenza, le illusioni, la vita. Opus n. 3 del bosniaco E. Kusturica (1955), scritto con Gordan Mihic, è un film d'amore, di avventure e un romanzo di formazione che nell'edizione originale, destinata alla TV, durava 5 ore. La sua tumultuosa vicenda procede per accumulazione su un arco di quindici anni attraverso peripezie ora buffe, ora sanguinose in altalena tra tenerezza e ignominia. Il regista s'è immerso nel mondo e nelle cultura dei Rom con passione senza benevolenza, con una partecipazione che non esclude la lucidità, con una simpatia che non diventa idealizzazione. Sconnesso, ridondante, visionario. L'organizzazione del materiale è discutibile, ma le invenzioni strepitose abbondano. Mai vista al cinema una Milano così onirica e stralunata.
n. inv. MNPE 65078
 

IMPERO

ARCOIRIS TV
Durata: 31',03''

Il dopoguerra ed il Nuovo Ordine Mondiale raccontati per mezzo di documentari, film di guerra, fotografie e reperti vari. Waco, Oklahoma City, l'11 Settembre, la guerra al terrorismo e le leggi speciali, l' "Altra America" e la distruzione della Costituzione. Nella marcia delle ultime amministrazione presidenziali c'è il desiderio di annullarsi nell'infinito, con il consenso di Dio.
n. inv. MNPE 65859
 

INDIOS DELL'AMAZZONIA — PERÙ, ECUADOR, BRASILE

Regia: Marco De Poli
Commento: Giovanna Cossia
Fotografia: Eugenio Bongiovanni
URIHI
1992
Durata: 25',17''

Il documentario illustra le condizioni attuali di vita di diversi gruppi indigeni dell'Amazzonia. I lamistas, nella "selva alta" peruviana, sono arrivati a forme di compromesso con la civiltà dei bianchi; mentre nei pressi di Iquitos gli Yaguas vivono ancora in capanne di legno nella giungla, e conservano, forse anche ad uso dei turisti, l'uso della cerbottana e i loro costumi tipici. Nell' "Oriente" ecuadoriano assistiamo presso una comunità quechua a una cerimonia curativa sciamanica; una donna realizza ceramiche ispirate ai miti del suo popolo. In Brasile, al confine con il Venezuela, gli Yanomani sono una delle ultime popolazioni indigene che vivono ancora in modo primitivo, senza alcun contatto con la cosiddetta "civiltà".
n. inv. MNPE 65851

 

ÍNDIOS DO BRASIL

Ministero della Educazione. Brasile
Durata: ***

Serie televisiva.
n. inv. MNPE 66376
 

ITALIA - AMERICA

URIHI
2002
Durata: 18'

L'America Latina: un continente che ha forti legami culturali ed economici con l'Italia: "scoperto" più di 500 anni fa dal Genovese Colombo, deve il suo nome al fiorentino Amerigo Vespucci; è stato esplorato e descritto da tanti italiani, prima di diventare negli ultimi due secoli la meta sognata per milioni di nostri emigranti: si calcola che oggi gli italo-americani siano più di 50 milioni. In due servizi viene ricostruita la storia di due personaggi che hanno contribuito alla formazione dei paesi in cui hanno operato: l'architetto bolognese Giuseppe Landi nell'Amazzonia brasiliana; e Agostino Codazzi, geografo e cartografo nel Venezuela appena liberato dal dominio spagnolo. Due dei tanti esempi di intrecci che legano realtà geograficamente lontane ma culturalmente e storicamente vicine.
n. inv. MNPE 66401

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KUNA DI PANAMA

Regia: Marco De Poli
Commento: Giovanna Cossia
Fotografia: Eugenio Bongiovanni
URIHI
1995
Durata: 25',19''

I Kuna sono gli abitatori originali della costa atlantica di Panama. Attualmente vivono su un arcipelago di isolotti che costituiscono la Comarca di San Blas, mantenendo una propria autonomia amministrativa e conservando i propri usi e costumi tradizionali, in un delicato e ammirevole equilibrio tra uomo e natura che può dare un'idea della situazione delle popolazioni indigene americane 500 anni fa, prima dell'arrivo di Colombo e della "civiltà" europea.
n. inv. MNPE 66385

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LA BALLATA DEL MONTE KENYA

Genere: film documentario
Regia: Andrea Deaglio
Produzione: Blips: Images and Communities
Anno: 2006
Durata: 30',22''

La ballata del monte Kenya è una girandola di immagini e piccole storie dell'Africa nera. Nei villaggi alle pendici del monte Kenya si conserva un mondo arcaico dove due vecchi contadini sognano di portare l'elettricità alle loro case grazie alla forza di una grande cascata. Presso le rive del fiume Mutonga gli uomini delle cave di pietra lavorano in condizioni durissime, e ogni giorno rischiano la loro vita. Le popolazioni di queste terre sono pacifiche e ospitali ma vengono sterminare dal virus dell'HIV. L'Associazione Italiana Nomadi dell'Amore ha una casa famiglia per bambini ammalati e il progetto di costruirne un'altra. E poi ci sono i diversi: albini d'Africa, ciechi e multihandicappati, un piccolo coro di freaks, prima abbandonati poi recuperati, educati e reinseriti in società dalla St. Lucy School For The Blind. C'è una cura ai mali dell'Africa? Sì, nelle energie quotidiane e spesso volontarie di chi dedica il proprio tempo a queste genti. E nonostante tutto l'Africa nera ha un cuore vivo e pulsante che batte ostinato e lontano dal progresso e dalle preoccupazioni della civiltà occidentale.
n. inv. MNPE ***
 

LA DONNA NUTRE IL MONDO: AFRICA

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
1999
Durata: 12',32''

Da secoli gli artisti hanno celebrato il nobile gesto della donna che nutre la propria famiglia. Oggi, più che mai, questa immagine testimonia una realtà. Il ruolo femminile come importante mezzo di trasformazione e crescita è sempre più riconosciuto e valorizzato dalle agenzie per lo sviluppo. Anche la comunità internazionale ne ha grandemente enfatizzato la consapevolezza e la potenzialità, ma molto resta da fare per tradurre questa presa di coscienza in azioni concrete. Le attuali politiche di sviluppo agricolo non riflettono ancora adeguatamente i bisogni delle donne, e là dove sono presenti tardano ad essere messe in pratica. Questo è un ostacolo verso il traguardo di garantire cibo per tutti in un prossimo futuro.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393
 

LA DONNA NUTRE IL MONDO: AMERICA LATINA E CARAIBI

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
1999
Durata: 12',32''

Da secoli gli artisti hanno celebrato il nobile gesto della donna che nutre la propria famiglia. Oggi, più che mai, questa immagine testimonia una realtà. Il ruolo femminile come importante mezzo di trasformazione e crescita è sempre più riconosciuto e valorizzato dalle agenzie per lo sviluppo. Anche la comunità internazionale ne ha grandemente enfatizzato la consapevolezza e la potenzialità, ma molto resta da fare per tradurre questa presa di coscienza in azioni concrete. Le attuali politiche di sviluppo agricolo non riflettono ancora adeguatamente i bisogni delle donne, e là dove sono presenti tardano ad essere messe in pratica. Questo è un ostacolo verso il traguardo di garantire cibo per tutti in un prossimo futuro.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393 e MNPE 66399
 

LA DONNA NUTRE IL MONDO: ASIA

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
1999
Durata: 10',49''

Da secoli gli artisti hanno celebrato il nobile gesto della donna che nutre la propria famiglia. Oggi, più che mai, questa immagine testimonia una realtà. Il ruolo femminile come importante mezzo di trasformazione e crescita è sempre più riconosciuto e valorizzato dalle agenzie per lo sviluppo. Anche la comunità internazionale ne ha grandemente enfatizzato la consapevolezza e la potenzialità, ma molto resta da fare per tradurre questa presa di coscienza in azioni concrete. Le attuali politiche di sviluppo agricolo non riflettono ancora adeguatamente i bisogni delle donne, e là dove sono presenti tardano ad essere messe in pratica. Questo è un ostacolo verso il traguardo di garantire cibo per tutti in un prossimo futuro.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393
 

LA DONNA NUTRE IL MONDO: EUROPA

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
1999
Durata: 10',27''

Da secoli gli artisti hanno celebrato il nobile gesto della donna che nutre la propria famiglia. Oggi, più che mai, questa immagine testimonia una realtà. Il ruolo femminile come importante mezzo di trasformazione e crescita è sempre più riconosciuto e valorizzato dalle agenzie per lo sviluppo. Anche la comunità internazionale ne ha grandemente enfatizzato la consapevolezza e la potenzialità, ma molto resta da fare per tradurre questa presa di coscienza in azioni concrete. Le attuali politiche di sviluppo agricolo non riflettono ancora adeguatamente i bisogni delle donne, e là dove sono presenti tardano ad essere messe in pratica. Questo è un ostacolo verso il traguardo di garantire cibo per tutti in un prossimo futuro.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393
 

LA DONNA NUTRE IL MONDO: VICINO ORIENTE

A cura di Giovanna Cossia
Regia di Marco De Poli
URIHI
1999
Durata: 10',15''

Da secoli gli artisti hanno celebrato il nobile gesto della donna che nutre la propria famiglia. Oggi, più che mai, questa immagine testimonia una realtà. Il ruolo femminile come importante mezzo di trasformazione e crescita è sempre più riconosciuto e valorizzato dalle agenzie per lo sviluppo. Anche la comunità internazionale ne ha grandemente enfatizzato la consapevolezza e la potenzialità, ma molto resta da fare per tradurre questa presa di coscienza in azioni concrete. Le attuali politiche di sviluppo agricolo non riflettono ancora adeguatamente i bisogni delle donne, e là dove sono presenti tardano ad essere messe in pratica. Questo è un ostacolo verso il traguardo di garantire cibo per tutti in un prossimo futuro.
La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) lavora per il progresso della donna nelle aree rurali, poiché il loro contributo alla produzione agricola è la chiave per raggiungere la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile.
URIHI ha realizzato il progetto in oltre un anno di lavoro, mettendo a disposizione il proprio archivio video e andando a scoprire situazioni "nuove" nelle cinque aree del mondo. Tradotti in quattro lingue, i documentari sono stati distribuiti a 2000 organizzazioni contadine in tutto il mondo, per sottolineare pur nelle differenze la sostanziale somiglianza nelle condizioni di vita delle donne contadine di tutto il mondo.
n. inv. MNPE 66393
 

LA LUCHA SIGUE

2003
Durata: 16',14''

Documentario sulla marcia zapatista che il primo Gennaio 2003 ha raccolto oltre 20 mila indigeni ribelli per le strade di San Cristobal de Las Casas (Chiapas - Messico), per rompere un silenzio durato oltre due anni e ricordare ai governanti messicani e al resto del mondo che la loro lotta prosegue senza sosta. Il video sostiene la raccolta fondi per Promedios, un'organizzazione non governativa di San Cristobal de Las Casas che si occupa di fornire conoscenze e tecnologie relative ai mezzi di comunicazione alle comunità indigene (www.oltreconfine.info).
n. inv. MNPE 66394

 

LAMERICA

Di Gianni Amelio
Nazione: Francia/Italia
Produzione: Cecchi Gori
Cast: Piro Milkani, Michele Placido, Enrico Lo Verso, Carmelo Di Mazzarelli
Elida Janushi
1994
Durata: 135'

Abbandonato dal suo socio (M. Placido) con cui nell'Albania del 1991 aveva progettato una grossa speculazione, l'italiano Gino (E. Lo Verso) cerca di tornare in Italia portandosi con sé Spiro, ovvero Michele Talarico (P. Milkani), un compatriota che ha perso la memoria e crede di essere in Sicilia, pronto a emigrare verso l'America. In bilico tra epica e intimismo, realismo e metafora, è un film di viaggio a 2 strati: il primo è sugli albanesi che nel '91, usciti dagli orrori del comunismo reale e attratti dalla merda televisiva, si precipitano verso l'Italia, illusoria America del paradiso capitalista; il secondo, quello "vero", è sull'emigrazione italiana del primo dopoguerra. Di solito si raccontano storie di ieri per parlare dell'oggi. Amelio ribalta genialmente lo schema. Scritto con Andrea Porporati e Alessandro Sermoneta, fotografato da Luca Bigazzi in Cinemascope e Vistavision, è meno armonioso e riuscito di Il ladro di bambini: qualche squilibrio nella costruzione drammatica, passaggi troppo programmatici in senso ideologico, indugi sui tempi morti dell'azione anche se, rispetto all'edizione esposta alla Mostra di Venezia dove ebbe un premio di consolazione , è stato prosciugato dal regista di circa un quarto d'ora. Appartiene a quella categoria di film imperfetti che contano più di quelli riusciti, almeno per chi li ha fatti. Suggestiva e funzionale musica di Franco Piersanti. In un primo tempo per il personaggio di Spiro/Michele era stato previsto G.M. Volontè. Premio Felix per il miglior film europeo del 1994.
n. inv. MNPE 65079
 

LA NASCITA DELLA LUNA

Di Maurizio Bettelli
1986
Durata: 29'

Documentario girato tra i Nawa del Perù.
n. inv. MNPE 65075
 

LE MANI DELLE AMERICHE

URIHI
1997
Durata: 8',56''

Tessuti gioielli utensili e oggetti d'uso quotidiano di quattro etnie del Centro e Sud America. Una selezione di lavori artistici e d'uso della tradizione millenaria delle donne indigene americane, geograficamente lontane ma in realtà vicine alle nostre radici culturali. La donna come cardine dell'organizzazione sociale e custode dei valori della comunità di appartenenza. Le mostre, attraverso i tessuti, gli abiti tradizionali, i telai, i monili d'argento, gli utensili e gli oggetti d'uso quotidiano (più di 200 pezzi, alcuni dei quali assolutamente inediti in Italia) di 4 etnie fra le più significative d'america, si propongono come uno strumento conoscitivo nei confronti dei culture diverse, che hanno mantenuto la loro identità ed originalità nonostante le pesanti influenze delle varie colonizzazioni e conservano il profondo legame con la terra e l'equilibro naturale.
n. inv. MNPE 66385

 

LILA: "LA notte sacra". Confraternita Gnawa (Bled es sudan)

Di Cristiana Ranieri
Riprese: Medina di Rabat, 1997. Montaggio in digitale: 2001
Durata: 32 min

La Lila, rituale di musica e danza, ha la durata di una notte: dal tramonto all'alba.
La pratica rituale è una cerimonia collettiva che ripristina l'equilibrio dell'uomo con l'universo, liberandolo dalla "influenza" del Mlouk; è al tempo stesso memoria e guarigione, sapere cosmogonico e antropologico, movimento mistico dell'anima ed esperienza che permette la conoscenza dell'invisibile.
Nella Lila si manifestano sette coorti di Mlouk, ciascuna simbolizzata attraverso il suo colore e celebrata attraverso la sua musica, i suoi passi di danza, il suo profumo. Durante la Lila i Mlouk arriveranno attirati dal suono del ghnbrì (liuto-tamburo), dai profumi, dai colori e dall'assemblea rituale.
Al tramonto i Gnawa si riuniscono nel luogo dell'abitazione che ospita la Lila, con i loro strumenti musicali: due t'bola (grandi tamburi a membrana) e i qraqéb (crotali di ferro).
La sua caratteristica è quella di essere allo stesso tempo pubblica e segreta: per gli iniziati si tratta di un rituale, il suo scopo è mistico; per i partecipanti il rituale si configura come una esperienza che instaura tra gli invitati il senso della comunità e della realtà condivisa.
I fenomeni che si manifestano durante il rituale, e che sono considerati come uno stato di grazia, un dono divino,  sono: predizione, chiaroveggenza, guarigioni miracolose, invulnerabilità al fuoco e alle ferite.
La danza delle candele, con tutto il carico simbolico che esse comportano, è frequente nel mondo religioso, nel cadre della cerimonia dei Gnawa viene riferita come una celebrazione delle entità legate alla storia degli scambi del Marocco con "bled es sudan". Le fiamme passate sulle braccia, sulle gambe, sul collo, accompagnano l'evolversi del percorso iniziatici.
Ciascuno dei numerosi genies chiamati possiede un canto, un abito, un simbolo, un ornamento, un colore definito. Tra essi vi sono le divinità femminili  tra le quali Lalla Aicha Kandicha, che precede la chiusura della Lila e segna l'apice della transe al sorgere dell'alba.
L'evolversi incalzante della musica vede i partecipanti sempre più coinvolti nella danza e coloro che si lasciano cadere vengono assistiti per il risveglio da fumigazioni di incenso sulle membra tremanti e rigide e dalla dispensa dell'essenza d'arancio da sorseggiare.
Nel filmato se ne possono sentire i suoni. Aicha "es sudania" sembra legata al mondo del deserto e questa in opposizione alle altre due grandi figure di Aicha che sarebbero piuttosto delle divinità delle acque. Aicha, la sudaniana,  indica il suo rapporto privilegiato con i Gnawa che si considerano i soli guardiani della tradizione orale del "bled es sudan" in Marocco.
Le pratiche rituali hanno inizio con un sacrificio, dbiha, a cui segue la divinazione. La persona che si avvia ad un percorso iniziatico siede davanti ai musicisti, coperta di veli colorati; la capra da sacrificare viene fatta girare tre volte intorno al sacrificante e accostata per tre volte al suo corpo, tutti i familiari sono avvolti dal fumo dell'incenso.
La preghiera di apertura si compie spesso in tre sequenze chiamate al Ada, Ouled Bambara e Ftih ar Rahba.
n. inv. MNPE 69367

 

L'ULTIMA ONDA

Di Peter Weir
Cast: Olivia Hamnett, Frederick Parslow, Nanjiwarra Amagula, David Gulpilil, Vivean Gray, Richard Chamberlain
Titolo originale: The Last Wave
Nazione: Australia
1977
Durata: 100'

Un giovane avvocato di Sydney accetta la difesa di un aborigeno accusato di aver ucciso un bianco. Intanto strani fenomeni naturali annunciano, secondo l'interpretazione tribale, la fine di un'era e l'inizio di un'altra. Dopo Picnic ad Hanging Rock, P. Weir riprende il tema delle antiche civiltà aborigene in chiave fantastica, puntando su una atmosfera di attesa e di angosciosa inquietudine che verso il finale scade nell'artificioso. Suggestivi effetti speciali, ottima fotografia di Russell Boyd.
n. inv. MNPE 65077

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MAROCCO: UNA REALTÀ VELATA

A cura di Giovanna Cossia e Marco de Poli
Realizzato con il contributo di IFAD — International Fund for Agricultural Development
URIHI
1995
Durata: 29',6''

Al di là di immagini turistiche, molte realtà del paese, come i volti di tante donne marocchine, continuano a rimanere velate. In un'economia ancora prevalentemente rurale, le donne non solo prendono parte attiva al duro lavoro nei campi e all'allevamento, ma fanno della propria casa il centro di un universo femminile che sta lentamente cambiando. La alfabetizzazione e il sistema sanitario si stano sviluppando, e molte donne cominciano a riunirsi in cooperative di lavoro artigianale — si fanno soprattutto ricami e i celebrati tappeti — che mettono a frutto la grande abilità manuale e la loro fantasia per integrare lo scarso bilancio familiare: primo passo verso un'autonomia economica e sociale che migliori la loro vita e valorizzi la loro condizione.
n. inv. MNPE 65859
 

MESTRE PEDRO

Di Filippo Lilloni
2000
Durata: 45'

Salvador Bahia ore 7 della mattina. Tornavo a casa dopo una notte di carnevale, mentre scendevo ladeira do Desterro incontro in un tizio che balla ancora. Era un vecchio negro con la gamba sinistra fasciata ed un bandana che gli reggeva un piccolo crocefisso fosforescente in mezzo alla fronte. Credevo fosse uno del carnevale, ma la settimana successiva lo incontro di nuovo e il miraggio di quella notte di carnevale è ancora lì davanti ai miei occhi. Accendo la videocamera e scopro che si chiama Mestre Pedro, vive da 16 anni nella baixa do sapeteiro dopo che un incidente al piede gli aveva impedito di insegnare la capoeira. Mi racconta delle lezioni di mestre Pastinha e del suo amore per la pittura, dice che gli piace vivere di fronte ad una casa azzurra. In quella casa abita il maestro Siron che quando torna dai suoi impegni gli regala i colori per continuare il suo lavoro.
n. inv. MNPE 66130
 

MONTAGNA SEGNI PAROLE

(2 copie)
Di Gianfranco Calandra e Yves Bergeret
2005
Durata: 17',24''

Sulle montagne del Nord Est del Mali, alle soglie del Sahara, è in atto un processo di creazione artistica nato dalla collaborazione tra un poeta francese e una piccola comunità rurale. Il risultato è un nuovo modello di dialogo Nord-Sud, in cui l'impatto esterno sulla cultura locale genera una produzione artistica di grande qualità che si fonda su un dialogo di solidarietà, nel massimo rispetto della dimensione culturale locale, producendo risorse per un progetto di micro-sviluppo gestito dalla comunità stessa. Sono opere realizzate per terra, all'aperto. Segni ideografici tracciati dai pittori interpretano e traducono il significato di brevissimi testi poetici composti lì per lì da Yves Bergeret. I testi sono suggeriti al poeta dalla vita che egli condivide più volte l'anno con la comunità del villaggio. Sono metafore semplici e intense che Bergeret scrive con un pennello su grandi tele colorate e che, immediatamente tradotte e commentate dagli anziani, sono illustrate da segni e ideogrammi che i pittori-contadini tracciano sulla tela.
n. inv. MNPE 66285
 

MOTHER OF THE WATERS

(2 copie)
Di Elisa Mereghetti e Judith Gleason
1988
Durata: 30',19''

Il culto tributato alla dea del mare Yemanjá nella cultura afro-brasiliana.
n. inv. MNPE 65499

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NON CI STANCHEREMO

Durata: 16',57''

"Non ci stancheremo", documentario eccezionalmente realizzato all'interno del Municipio Autonomo Ribelle di San Pedro Polho, Chiapas, Messico. Le donne indigene hanno accettato di farsi intervistare per far conoscere al resto del mondo la loro quotidianità fatta di lavori domestici e lotta zapatista. Il video sostiene la raccolta fondi per Promedios, un'organizzazione non governativa di San Cristobal de Las Casas che si occupa di fornire conoscenze e tecnologie relative ai mezzi di comunicazione alle comunità indigene (www.oltreconfine.info).
n. inv. MNPE 66399

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OLTRE IL VESTITO. L'AMAZZONIA MITICA E QUELLA REALE: ARTE PLUMARIA E PITTURE CORPORALI

URIHI
Durata: 5',05''

La mostra vuole fornire un percorso didattico e storico, dalle stampe di Giulio Ferrario dei primi dell'800 fino alle foto di attualità dall'Amazzonia. È presenta una raffinata selezione di arte plumaria: diademi e maschere rituali, realizzati con piume multicolori; usati ancor oggi, accanto alle pitture corporali, come "vestito" dalle etnie native brasiliane: espressione di culture "diverse", che hanno mantenuto la loro identità ed originalità, nonostante le pesanti influenze delle varie colonizzazioni e devastazioni ambientali, conservando un profondo legame con la terra e l'equilibrio naturale.
n. inv. MNPE 66399
 

ONCE WERE WARRIORS

Di Lee Tamahori
Nazione: Nuova Zelanda
Cast: Temuera Morrison, Mamaengaroa Kerr-Bell, Rachel Morris Jr., Rena Owen
1994
Durata: 103'

Alla periferia di Auckland una madre maori di cinque figli lotta per tenere unita la famiglia contro il marito ubriacone e violento e due figli adolescenti invischiati nella logica delle bande giovanili. Quando la figlia tredicenne, stuprata da uno zio, s'impicca, si ribella. Questo Rocco e i suoi fratelli degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di R. Owen.
n. inv. MNPE 65081
 

OS MALUCOS EM BUSCA DE OUTRO DESTINO (MATTI ALLA RICERCA DI UN ALTRO DESTINO)

Di Filippo Lilloni
2005
Durata: 53',50''

Il film segue un circo a conduzione famigliare al limite del sertão infuocato.
n. inv. MNPE 66131

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RONDONIA

Di Filippo Lilloni
2002
Durata: 30'

Nei primi anni del 900 un maresciallo dell'esercito brasiliano entra con un drappello di truppe esploratrici nelle foreste di quella parte d'Amazzonia che confina con la Bolivia. Rondon, questo il suo nome apre per primo un cammino a nord ovest fondando la città di Ji-Paraná. Lo stato di Rondonia che sorgerà da li a poco sarà uno dei più giovani nella confederazione degli stati brasiliani. Fin dagli anni sessanta è meta di migliaia di coloni che si spostano dalle aride terre nordestine e dai poveri pascoli del sud in cerca di fortuna, questo esodo è facilitato dalla allora vigente classe dirigente brasiliana che divise le fitte foreste tropicali dello stato in appezzamenti per favorire l'agropecuaria (i pascoli).
n. inv. MNPE 65599

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SELK'NAM

Consejo Nacional de la Cultura y las Artes
1990
Durata: 5',34''

Punta Arenas, XII Región. Libera ricostruzione della cultura dei Selk'nam, basata su un forte vincolo con la natura, sulla mistica e il culto dei corpi dipinti.
n. inv. MNPE 66399

 

SEM TERRA: IMMAGINI TRATTE DA UN CAMPAMENTO DI SEM TERRA TAPIRAPUÁ, GOIÁS

ARCOIRIS TV
2004
Durata: 21',46''

Immagini tratte da un Campamento di Sem Terra Tapirapuá, Goiás
Con sottofondo di musica Capoeira
n. inv. MNPE 66379
 

SEM TERRA: INTERVISTA A UN COORDINATORE DI UN CAMPAMENTO SEM TERRA DI ITAPIRAPUÁ, GOIÁS

ARCOIRIS TV
2004
Durata: 6',01''

Intervista a un coordinatore di un Campamento Sem Terra di Itapirapuá, Goiás.
Due copie: versione con sottotitoli in italiano, versione in lingua originale.
n. inv. MNPE 66379
 

SEM TERRA: RAIZ FORTE. IL MOVIMENTO SEM TERRA E IL BRASILE DI LULA

Di Aline Sashara e Maria Luisa Mendonça
Edizione italiana a cura di Renato Peronetto e Luca Fanelli
Settimanale CARTA
2003
Durata: 52',09''

"Credo che la parte migliore del progetto di società del Movimento Sem Terra sia questo: prendi una persona che cammina a testa bassa, con una famiglia numerosa che soffre la fame, con un sacro rispetto dell'inviolabilità della proprietà privata; gli parli, gli proponi di occupare la terra e di abbandonare l'apatia, di lottare per qualcosa di grande, e quella persona inizia a lottare". E con queste parole di un suo militante che si può forse assumere la natura del MST brasiliano, affascinante per la ricchezza delle sue attività: l'occupazione delle terre e l'organizzazione della produzione agricola la spinta per un ritorno nelle campagne, la creazione di "villaggi" di contadini senza terra, le lotte "cittadine" contro il neoliberismo. È questa "società dei Sem Terra" che una piccola troupe ha raccontato con questo film, viaggiando per dieci stati del brasile e intervistando contadini dirigenti del MST, intellettuali legati al movimento. In più una intervista a Joao-Pedro Stédile, che parla della posizione del MST all' indomani dell'elezione di Lula a Presidente del Brasile.
n. inv. MNPE 66379
 

SOBRE PIEDRAS

Consejo Nacional de la Cultura y las Artes
1999
Durata: 5',34''

Punta Arenas, XII Región. Indios patagonici, Fernando Magellano, il loro scopritore, e la colonizzazione della Patagonia: territorio dove eroici viaggiatori venuti da posti lontani vanno alla ricerca di fama e ricchezza.
n. inv. MNPE 66399
 

STRATI D'ANIMO

Di Gianfranco Calandra
2004
Durata: 6',13''

In Giappone si dice che "Le pieghe di un kimono sono come le sfumature del cuore" perché l'abito tradizionale è destinato più a scoprire l'animo che a coprire il corpo. Esso è al tempo stesso espressione del gusto e delle reazioni umane davanti alla natura, ai suoi colori, alla sua freschezza, alle sue emozioni. Dall'abito di corte del periodo Heian (IX-XII sec.), altamente formalizzato, al fantasioso e trasgressivo look dei giovani di oggi, il Giappone ci parla di sé in un modo frivolo solo in apparenza. I diversi strati dell'antico abito cerimoniale di corte, che irrigidiscono la persona con la loro sovrapposizione rendendola un'icona del suo ruolo sociale, rivelano il loro apporto individuale alla costruzione dell'immagine di una bellezza che non è mai esibita ma nascosta, iniziatica. Oggi la raffinatezza estetica di un lontano passato si scontra con l'abbigliamento sfrontato delle giovani generazioni. Anche per loro tanti strati sovrapposti, anche per loro il vestito è un linguaggio; ma laddove l'abito di corte rivela la sublimazione del ruolo, del dovere di conformarsi per confermare un sistema condiviso, l'ostentazione sfacciata e l'abbattimento delle regole del "buon gusto" affermano con un urlo cromatico la nuova esigenza di libertà dei coloratissimi giovani giapponesi. In un caleidoscopio di immagini questi due mondi dialogano in mostra per parlarci di un Giappone in straordinaria trasformazione, per schiuderci le porte della sua più intima contemporaneità. Si ringraziano la Benetton e la Phaidon Press per la gentile concessione all'utilizzo delle immagini in mostra.
n. inv. MNPE 66371

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TANZANIA: CONTRADDIZIONI E SPERANZE

Fondazione "Aiutare i bambini"
Durata: 19',52''
 
Nella zona di Mtwango in Tanzania, dove l'AIDS è in continuo aumento, aumentano gli orfani. La loro eredità è solitudine, malnutrizione e malattia. Il "Villaggio della speranza", progetto della Fondazione "Aiutare i bambini" è un'alternativa alle conseguenze di questa eredità: 9 case-famiglia per 100 bambini orfani e ammalati che possono così trovare un ambiente familiare, cure mediche e un'alimentazione adeguata. Il video documenta le numerose contraddizioni del Paese: squilli di telefoni cellulari, cartelloni pubblicitari e antenne paraboliche in un luogo di estrema povertà e malattia. La narrazione esprime tutto lo smarrimento di fronte a una tale realtà e con uno sguardo sia partecipe che distaccato lascia un messaggio da condividere con chi ha voglia di ascoltare.
n. inv. MNPE ***
 

TRACCE. DIETRO LE COSE… LE STORIE

Da un'idea di Rosa Anna Di Lella e Damiano Rosa
Interviste di Rosa Anna Di Lella
Foto di Damiano Rosa
Foto dei materiali di Fabio Naccari
Montaggio di Gianfranco Calandra e Rosa Anna Di Lella
2005
Durata: 7',10''

Un film con M'Barka Elkobi a corredo dell'omonima Esposizione.
n. inv. MNPE 66386

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UM AMAZONAS

Di Junior Rodriguez
2005
Durata: 86'

O Festival UM AMAZONAS é una iniciativa bastante original que se realiza no Estado do Amazonas. Um legitimo documentto de videos e filmes do Amazonas para o Vrasil e o Mundo. O presente DVD traz trabalhos com um minuto de duraçao feitos por realizadores amadores, cineastas iniciantes, experimentadores, que foram selecionados para as ediçoes de 2002, 2003 e 2004 do UM AMAZONAS. As principais tematicas dos curtas sao a vida do interior, brincadeiras, historias populares, lendas e questoes sociais, todas capturadas com humor e linguagem unicos.
n. inv. MNPE 65516
 

UN MUSEO COME LABORATORIO

Di E. Barduagni
Durata: 6,30 min

Servizio del Telegiornale sul Museo "Pigorini" e le sue collezioni.
n. inv. MNPE 65518
 

UN SECOLO DI CINEMA E ARCHEOLOGIA

Di Massimo Becattini
Durata: ***

Serie televisiva.
n. inv. MNPE 65082
 

UNA DANZA HAITIANA PER LE VIE DELL'AVANA

Riprese video: Roberto Ravenna
Montaggio video e testi: Carlo Nobili
2005
Durata: 15',29''

Grazie alla Rivoluzione nera di Toussaint Louverture, già nel 1801 Haiti si era liberata dalla schiavitù, proclamandosi indipendente. Ristabilita per mano del generale Leclerc, cognato di Napoleone, l'autorità francese sugli antichi schiavi, bisognerà aspettare il 1° gennaio 1804 perché nell'isola possa definitivamente trionfare, al grido "Koupé tet, boulé kai" di Jean-Jacques Dessalines, la Rivoluzione degli "africani" di Haiti. Le Nazioni Unite hanno recentemente stimato che la popolazione nera in America Latina raggiunge il 7% circa. Ad Haiti essa costituisce invece il 95%. Questa danza, eseguita nel gennaio 2004, per le vie dell'Avana, per celebrare il Bicentenario della Rivoluzione haitiana, racchiude in sé la storia di questo martoriato paese delle Antille. SPERANZA DI LIBERTÀ, RAGIONE DI VITA, RADICE DI CULTURA. Questa danza è di fatto un'immersione in un mondo colorato e pulsante che evoca alcuni momenti della storia e ci avvicina ad un universo culturale di grande profondità, poesia e bellezza. Il poeta cubano Anselmo Suarez y Romero scriveva che: "... il tamburo, per i negri e per i criollos che crescono con essi, è l'alienazione, strappa loro l'anima: quando lo sentono pare loro di stare in cielo..." … e questa danza haitiana dimostra quanto il ritmo dei tamburi scandisca nostalgie e allegrie e custodisca di fatto le radici e l'identità di uno dei tanti "popoli nuovi" della terra d'America.
n. inv. MNPE 65850

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VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
A CUBA: CRONISTI, COSTRUTTORI, ARTISTI

URIHI
1998
Durata: 19',43''

Cuba, come è noto, venne "scoperta" proprio da Cristoforo Colombo. Un'intervista all'historiador della città prof. Eusebio Real ci ricorda come il primo cronista della storia dell'isola fu un altro lombardo: Pietro Martire d'Anghiera. Alla famiglia Antonelli, dinastia di ingegneri militari, si devono le opere di fortificazione del porto e le mura di cinta della città, il piano regolatore ed il primo acquedotto. Il viaggio prosegue per le vie dell'Avana Vieja, alla ricerca degli artisti italiani che nel corso dei secoli abbellirono la città.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 65851
 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
ANTONIO RAIMONDI: UN MILANESE ALLA SCOPERTA DEL PERÙ

URIHI
1990
Durata: 37',54''

Girato nel 1989/90 a Milano e in Perù, il video si propone di far conoscere nel centenario della morte, il grande viaggiatore, geografo, naturalista e botanico, popolare ed amato in Perù, ma del tutto sconosciuto in Italia. Il racconto si svolge sul filo dei ricordi di Raimondi (Milano 1824 — San Pedro de Lloc 1890), usando le sue stesse parole, che rivelano ancora oggi, ad oltre cento anni di distanza, la loro modernità e attualità. Raimondi fu viaggiatore puntuale, discreto, senza pregiudizi, ma attento e partecipe della realtà diversa che lo circondava.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66400

 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
DA SEGUSINO A CHIPILO

URIHI
1994
Durata: 26',29''

Nel 1882 oltre 550 poveri contadini veneti partirono da Segusino, nell'alta valle del Piave, per colonizzare un pezzo dell'altopiano messicano. Dopo più di un secolo e 5 generazioni, gli abitanti di Chipilo (Puebla) conservano ancora in grande maggioranza non solo i tratti somatici — capelli biondi e occhi azzurri — ma soprattutto il dialetto originario, il che ne fa non solo un'oasi linguistica, ma un "caso" quasi unico nella storia della emigrazione italiana, che il documentario ricostruisce attraverso immagini storiche e di attualità, testimonianze e ricordi, tanto in Messico quanto in Italia.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66385
 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
GAETANO OSCULATI: L'AMAZZONIA MITICA E QUELLA REALE

URIHI
1992
Durata: 32',38''

Gaetano Osculati (Monza 1808 — Milano 1884) ha legato il suo nome alla prima traversata completa dell'Amazzonia da parte di un viaggiatore italiano. Partito dal porto di Guayaquil sul Pacifico nel 1847, Osculati valicò le Ande, e navigando lungo il Rio Napo raggiunse il rio delle Amazzoni percorrendo in tutta la sua lunghezza fino all'Oceano Atlantico, sulle tracce del conquistatore spagnolo De Orellana, scopritore del più grande fiume del mondo. Girato in Ecuador, Perù e Brasile, il documentario illustra il viaggio compiuto dall'esploratore lombardo, mettendo a confronto l'Amazzonia mitica da lui descritta 150 anni fa nel suo diario di viaggio, con la realtà e i problemi attuali della più grande foresta tropicale del mondo.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66400

 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
LOMBARDI IN MESSICO: P. MARTIRE, J. PABLOS, L. BOTURINI

URIHI
1993
Durata: 24',48"

Il primo cronista d'America è il lombardo Pietro Martire d'Anghiera, consigliere della Regina Isabella di Spagna. Nel suo "De orbe novo" largo spazio è dato alla conquista del Messico da parte di Cortés. A Mexico, divenuta capitale della Nuova Spagna, giunge pochi anni dopo il tipografo bresciano Giovanni Paoli, che diviene (col nome di Juan Pablos) il primo stampatore d'America.Nel XVIII secolo è un altro lombardo, Lorenzo Boturini, di nobile famiglia originaria della Valtellina, a raccogliere con amore e a salvare dalla distruzione i codici in lingua nahuatl che gettano un'importante luce sulla storia degli Aztechi, una delle più grandi e splendide civiltà precolombiane.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66401
 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
LUIGI CASTIGLIONI E LA NASCITA DEGLI STATI UNITI

URIHI
1993
Durata: 32',59''

Il documentario, girato lungo la costa Atlantica, dalla South Carolina al Maine, visita luoghi descritti dal viaggiatore milanese nei 13 stati originari, allora abitati non solo dai coloni di origine europea ma da tribù indigene come Cherokee e Irochesi, non ancora in aperto conflitto con i bianchi. A Jamestown e Plymouth vediamo la ricostruzione dei primi insediamenti inglesi in America; a Williamsburg un complesso di edifici restaurati, "animati" da attori in costume d'epoca, ci introduce nella vita quotidiana di una città della Virginia alla fine del '700. Da Monticello, residenza di Thomas Jefferson, a Mount Vernon, dove fu ospite di Washington, fino a Philadelphia, dove reincontrò il suo amico Franklin, il viaggio in compagnia di Castiglioni ci conduce a New York.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66401
 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
PAOLO MANTEGAZZA E GLI ITALIANI IN ARGENTINA

URIHI
1997
Durata: 21',43''

Nel suo libro "Viaggio nei paesi del Rio de la Plata" il giovane medico descrive Buenos Aires, dove osserva con curiosità una società in formazione; ma anche il mondo e la vita del gaucho della pampa, e le popolazioni autoctone andine, da cui trarrà ispirazione per la sua futura attività di antropologo. Tornato in Italia nel 1858, insegna a Pavia, dove fonda il laboratorio di Patologia Generale, primo in Europa. Mantiene negli anni stretti contatti con l'Argentina, un paese segnato dalla nostra immigrazione, attraverso la quale si rinnova lo stretto legame tra i due paesi, in qualche modo anticipato 150 anni fa dal giovane Mantegazza nel suo viaggio al di là dell'oceano.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66400

 

VIAGGIATORI ITALIANI IN AMERICA.
PRODOTTI... DAL NUOVO MONDO

URIHI
1993
Durata: 30',53''

Il 12 ottobre le caravelle di Colombo, cercando ad occidente una via per le Indie, arrivano in un "Nuovo Mondo" fino allora sconosciuto agli Europei. I conquistadores troveranno non solo l'oro e l'argento, ma anche una natura vergine e rigogliosa, animali e piante di cui non si conosceva l'esistenza. Inizia così il processo di scambio tra vecchio e nuovo mondo che ha portato in Europa e in Italia prodotti che hanno trasformato la nostra alimentazione e la nostra vita quotidiana.
Il documentario illustra i più importanti di questi prodotti nelle loro terre d'origine; e con un breve excursus storico il loro inserimento nella realtà italiana.
Realizzati grazie a un contributo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, "Viaggiatori italiani in America", illustrano la vita, il lavoro, gli studi di viaggiatori scienziati, artisti italiani che hanno contribuito alla costruzione del nuovo continente.
n. inv. MNPE 66401

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Ultima modifica: giovedì 3 marzo 2011

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