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Giuseppe Candeo (1859-1899)
Viaggiatore italiano, nato a Noale (Venezia) nel 1859, ivi morto il 15 maggio 1899. Nel 1891 fu con Baudi di Vesme nel suo viaggio di esplorazione nella Somalia centrale e a lui si deve la conoscenza dell'Ogaden e la compilazione della grande carta della stessa regione. Giunto ad Harar, il 22 maggio venne imprigionato per ordine del Ras Maconnen e il giorno dopo Baudi di Vesme seguì la stessa sorte. Venne liberato poco dopo, ma dovette abbandonare la Somalia.
Gaetano Chierici (1819-1886)
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Frequenta prima la scuola delle belle arti e poi il liceo classico presso il Collegio Dei Gesuiti a Reggio Emilia. Nel 1838, interrompe gli studi ed entra in seminario dove riceve gli ordini nel 1842. Nel 1844 la possibilità di viaggiare a Roma e nel sud dell'Italia stimola la sua passione per archeologia. Nel 1847 ottiene la cattedra di Ermeneutica e Fisica Sacra nel Seminario di Reggio, impostando l'intero corso sull'archeologia biblica, dal quale trae due trattati uno sull'architettura e uno sulla geologia. Negli anni delle due guerre d'indipendenza 1848-1860 si distingue come sostenitore della causa dell'unità nazionale fino ad aderire ad una società di giovani studenti di cui riscrive le regole in chiave più restrittiva. Questa sua adesione alla causa, i molti avvenimenti e capovolgimenti di fronte, lo mettono in gravi difficoltà dalla quali uscirà solo alla fine della seconda guerra d'indipendenza. Sono innumerevoli i lavori svolti in quegli anni di forti tensioni indipendentiste, ma è l'istituzione della Deputazione di Storia Patria, nel 1860, che gli permette di dare il via ad un programma di scavo archeologico nel sito dell'antica Luceria. In occasione dello scavo entra in contatto con il giovane Luigi Pigorini. Nel 1862 lo troviamo a scavare all'interno della Cattedrale di Reggio, a Codisotto e a costituire il Gabinetto di Antichità Patrie a Reggio Emilia. L'anno seguente edita gli scavi di Brescello. In quell'occasione Pigorini lo invita a indirizzare le sue ricerche alle terremare. Chierici accetta volentieri l'invito e viene incaricato di avviare indagini sistematiche nelle terramare del reggiano, iniziano così gli scavi di Servirola presso San Polo d'Enza, della Terramara di Torretta, di Brescello, di Montata, tana della Mussina, Monte Venera, Roteglia. Nel 1875 con Luigi Pigorini e Pellegrino Strobel fonda il Bullettino di Paletnologia Italiana. Nel 1876 è nominato Ispettore degli scavi e Monumenti per la Provincia di Reggio Emilia. La lettura dei "I Criteri della Paletnologia" alla presenza dei soci del C.A.I. il 9 febbraio 1877 e un articolo pubblicato sul B.P.I del 1877 sono l'occasione per affermare i propri insegnamenti e il tentativo di consolidare una scuola di pensiero che consisteva nel dimostrare che il succedersi delle tre epoche preistoriche (della pietra, del bronzo, del ferro) rispecchiasse la legge naturale del progresso umano. Dopo quest'anno la sua produzione scientifica comincia a scemare e a diventare più sintetica. Il 1881 lo vede confrontare i corredi d Fumarola con quelli di Cantalupo e Sgurgola, l'ossevazione lo conduce all'individuazione di una fase intermedia tra Neolitico ed età del Bronzo che lo scavo di Remedello gli conferma e a cui da il nome di Eneolitico.
[a cura di M. Mineo]
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