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Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

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Progetti europei

2009-2010. Progetto IFAD/ACRA

La Sezione Etnografica della Soprintendenza è impegnata, all'interno dell'Anno Internazionale della Biodiversità 2010, in collaborazione con il MUM - Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio), nella realizzazione del progetto:

 

Logo (AGRI)-culture(s)

 

Il progetto è finanziato da ACRA (Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina) con fondi IFAD (Fonds International pour le Développement Agricole des Nations Unies - Programma "Agro biodiversity, cultures and local development") ed è parte del programma «Leveraging the intangible patrimony content of agriculture for improving livelihoods of small farmers and migrants».

 

Il progetto prevede che due musei europei particolarmente attivi nel coinvolgimento delle diaspore preparino un'esposizione finalizzata al sostegno della politica di valorizzazione culturale di alcuni prodotti agricoli negletti del Senegal (fonio, moringa, baobab), del Marocco (erbe aromatiche e medicinali [PDF]) e dell'Ecuador (amaranto, quinoa), rafforzando e redifinendo quindi il patrimonio, le culture e le tradizioni locali.

 

L'esposizione prevista a conclusione del progetto si terrà a Roma, presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" (ottobre-dicembre 2010) e a Binche (ottobre-dicembre 2010).

 

La mostra ha come obiettivo quello di raccontare gli aspetti socio-culturali connessi con la promozione e la salvaguardia dell'agro-biodiversità. In seguito a tre missioni congiunte Ong-Musei realizzate in Marocco, Senegal ed Ecuador, sono stati raccolti materiali, interviste, video e fotografie che rappresentano il cuore della mostra. Per questa occasione verrà pubblicato un catalogo in francese e italiano. La mostra è stata concepita anche attraverso il coinvolgimento delle diaspore e si prevede la partecipazione dell'artista Moussa Traoré dal Senegal.

 

 

Le missioni

 

 

Logo ACRA Logo Movimondo Logo UCODEP


 

RIME – Réseau International des Musées d'Ethnographie / Ethnography Museums & World Cultures

Logo Comunità Europea Logo Antenna Culturale

L'Istituto partecipa, in qualità di coorganizzatore, al progetto europeo multiannuale RIME – Réseau International des Musées d'Ethnographie / Ethnography Museums & World Cultures (Programma Cultura della UE 2007-2013), incentrato sulla Modernità e sugli incontri tra le culture.
Il progetto è finalizzato ad allargare la rete internazionale dei musei etnografici per valorizzare la diversità culturale attraverso le collezioni e promuovere il dialogo istituzionale e interculturale.
È prevista l'organizzazione di seminari, laboratori scientifici e colloqui internazionali nonché l'allestimento di una grande esposizione itinerante che farà il giro di sei sedi europee.
Il Museo Pigorini ha organizzato un laboratorio scientifico e metodologico il 30 e 31 marzo 2009 e nel mese di aprile del 2011 organizzerà un Colloquio internazionale sul rapporto tra musei etnografici e modernità.
Capofila del progetto è il Muséè Royal de l'Afrique Centrale di Tervuren. Sono partner del progetto oltre al Museo Pigorini, il Rijksmuseum voor Volkenkunde di Leiden (NL), il Musée du quai Branly di Parigi (F), il Pitt Rivers Museum di Oxford (UK), il Varldskulturmuseet di Goteborg (S),il Linden-Museum di Stuttgart (D), il Museo de America di Madrid (E), il Museum fur Volkerkunde di Vienna (A), il Naprstek's Muzeum di Praga (CZ).

 

 

Sintesi del progetto (versione inglese)

 

 


 

2008. Anno europeo del dialogo interculturale

Logo, Anno europeo del dialogo interculturale 2008Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) è il Coordinatore Nazionale per l'Italia dell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008, programma dell'Unione Europea che si propone di valorizzare le molteplici componenti culturali europee, di stimolare l'interculturalità e di riaffermare il legame fra cultura e sviluppo.

 

Il tema del Dialogo Interculturale è una priorità per l'Unione Europea e interessa in modo trasversale i settori della Cultura e della Comunicazione, dell'Educazione e della Scienza, delle migrazioni e della minoranze, cui si lega il tema del multilinguismo, fino a interessare i settori della Gioventù e del Lavoro.

La Creatività degli artisti e degli operatori culturali trae da sempre forza dal dialogo fra culture diverse: se, però, il confronto interculturale sarà condiviso non più soltanto dagli attori del processo creativo, ma da tutti gli esponenti della società civile, che è espressa dai cittadini, dai mezzi di comunicazione, dal mondo del lavoro e dell'impresa, dai giovani, dalle minoranze religiose e linguistiche, si avrà un rafforzamento della coesione sociale e dell'identità culturale collettiva, nell'Europa intera e in ogni Paese membro.

 

L'Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008 ha quindi lo scopo di promuovere questo nuovo approccio trasversale all'intercultura.

 

In tale ambito il MiBAC è anche coordinatore di un progetto a carattere nazionale, "Mosaico. Melting the Colours of Europe", che si compone di una serie di iniziative a carattere culturale (seminari, symposia, convegni) e di eventi legati alle arti dello spettacolo.

 

In occasione dell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale, e all'interno del progetto "Mosaico", il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" ha presentato

 

Saperci Fare. Educazione e comunicazione interculturale al Museo

 

Una mostra-evento che dal 5 aprile all'8 giugno 2008, ha aperto il Museo al confronto e al dialogo tra le culture e le generazioni, con l'obiettivo di stimolare la comprensione e il riconoscimento delle differenze che contraddistinguono l'odierna società multiculturale.

 

Che cos'è "Saperci fare"?

 

Un'esposizione basata sul fare e sul veder fare, non sul semplice osservare, costruita attraverso la collaborazione di esponenti delle comunità immigrate.

 

Un laboratorio interculturale articolato in quattro iperluoghi – Cina, Africa sub-sahariana, Marocco e Perù – dove tecniche e saperi sono presentati in un contesto urbano diasporico.

Un'esperienza multiculturale finalizzata a coinvolgere, divertire e meravigliare, incuriosire il pubblico nei confronti di culture diverse dalla propria.

Il visitatore ha potuto giocare a mah-jong in un chadian cinese, creato decori con l'hennè in un salotto marocchino, sperimentato le forme coreutiche e musicali delle comunità africane, scoperto i rituali agrari delle Ande.

Visite guidate, laboratori didattici per le scuole e per le famiglie, presentazioni di libri, proiezioni, spettacoli, concerti e performance hanno accompagnatol'evento, in un ricco programma di iniziative.

 

Guarda il Quaderno didattico

 


 

READ-ME

Réseau Européen des Associations de Diasporas & Musées Ethnographiques

Il museo esce dai depositi

Per un dialogo tra musei etnografici europei e diaspore

 

Atelier scientifico

 

Museo e diaspora

maschere e identità plurali

5, 6, 7 giugno 2008

 

"Il discorso della diaspora si sta diffondendo sempre più. Va permeando il mondo intero, per ragioni che hanno a che fare con la decolonizzazione, l'accresciuta immigrazione, le comunicazioni e i trasporti sul piano planetario - tutta una serie di fenomeni che favoriscono l'attaccamento a molti luoghi diversi, residenze plurime e una intensa attività di viaggio dentro e attraverso le nazioni".

(James Clifford)

 

Il progetto READ-ME

 

I musei etnografici sono da tempo impegnati nella ridefinizione del loro rapporto con le culture che hanno prodotto le opere e le testimonianze custodite nei depositi e che reclamano una nuova visibilità.

D'altro canto, le comunità di immigrati presenti nelle realtà sociali europee rivendicano una maggiore visibilità nell'organizzazione di eventi e nella promozione della propria cultura.

Questa nuova coscienza incoraggia i musei etnografici europei a uscire dai propri depositi e ad offrire al pubblico delle comunità della diaspora occasioni di incontro e di collaborazione.

La posta in gioco consiste nella capacità di connettere efficacemente e sapientemente culture della diaspora, patrimoni e musei.

Quattro tra i più importanti musei etnografici europei, il Muséè Royal de l'Afrique Centrale di Tervuren (Bruxelles), il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, l'Etnografiska Museet di Stoccolma, il Musée du quai Branly di Parigi, sono i partener del progetto READ-ME, finalizzato appunto alla promozione di un rapporto con le culture della diaspora più maturo e consapevole.

Il progetto è incentrato sulla maschera quale oggetto museale transculturale utile al dialogo tra le diverse comunità della diaspora. Partendo da questo oggetto presente in tutte le culture del mondo, si vuole discutere sui problemi legati alla diaspora e alla al dialogo interculturale.

 

Il calendario delle iniziative READ-ME prevede:

  • un Atelier scientifico presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" di Roma sul tema "Museo e diaspora. Maschere e identità plurali" (5, 6 e 7 giugno 2008);
    Programma delle giornate
  • un Atelier e un Festival del film antropologico presso l'Etnografiska Museet di Stoccolma (ottobre 2008);
  • un Colloquio internazionale sul tema della diaspora al Musée du quai Branly di Parigi (marzo 2009);
  • concluderà il programma con una grande mostra sulle maschere contemporanee africane e sui rispettivi rituali al Muséè Royal de l'Afrique Centrale di Tervuren (maggio del 2009).

Gli atelier

 

In ciascuno degli atelier previsti sarà centrale la presenza, al fianco dei curatori dei diversi musei etnografici, di due rappresentanti delle associazioni delle diaspore dei paesi partecipanti. Gli incontri saranno occasione di dibattito e di riflessione per antropologi, etnologi, sociologi, storici dell'arte, museologi e museografi e per gli studenti di queste discipline. 

Oltre alle questioni relative al tema della diaspora e al concetto che questo termine esprime, la riflessione investirà anche lo sguardo critico che i rappresentanti delle diaspore hanno nei confronti dei musei che "mettono in scena" le loro culture d'origine. Saranno inoltre affrontati i temi legati ai rapporti tra paesi europei ed ex colonie nella nuova prospettiva postcoloniale.

Il tema della maschera, patrimonio condiviso anche nelle culture occidentali, metafora dei comportamenti umani e strumento di costruzione delle identità, è l'elemento polisemico scelto per raggiungere le finalità del progetto.

 

Finalità del progetto

 

Il progetto ha il suo centro nella costruzione di un rapporto sempre più saldo tra museo etnografico e diaspora e punta sulla condivisa necessità di sviluppare una nuova visione museografica La convinzione è che attraverso la collaborazione europea:

  1. I musei etnografici possano finalmente sperimentare una nuova museografia partecipata e possano costruire future collaborazioni internazionali, frutto degli scambi di esperienze e di rapporti con gli specialisti degli altri musei.
  2. Le professionalità della museografia etnografica e gli studiosi delle diaspore possano darsi l'occasione per riflettere sull'interazione collaborativa tra musei etnografici e membri della diaspora.
  3. Le comunità della diaspora partecipino in modo attivo alla riflessione e all'elaborazione di attività scientifiche destinate ad allargare il dialogo interculturale.
  4. Le comunità della diaspora istituiscano rapporti privilegiati con le istituzioni museali al fine di valorizzare un patrimonio ancora poco conosciuto in Europa.
  5. Le comunità della diaspora possano "riscoprire" e rivalorizzare il proprio patrimonio culturale al fine di una ricostruzione identitaria.
  6. L'esperienza collaborativa alimenti la riflessione sulla memoria e il museo possa promuovere "qui ed ora" la valorizzazione del suo patrimonio culturale;
  7. Il pubblico abbia la possibilità di comprendere meglio il fenomeno dell'immigrazione, che si intreccia quotidianamente con le nostre vite, e di conoscere più a fondo un patrimonio culturale che è il portato dei gruppi di immigrazione presenti nei paesi d'Europa.

Atelier scientifico di Roma

 

Museo e diaspora

maschere e identità plurali

[Foto delle giornate]

  • Materiali prodotti dall'atelier - Video
    Voci dalla diapora
    versione integrale
    [18'57", 37,70 Mb]



    versione ridotta [6'42", 12,82 Mb]


 

Le direttive generali del progetto READ-ME fanno del tema della maschera, intesa come elemento transculturale, il perno concettuale attorno al quale ruotano una serie di finalità e obiettivi tesi alla creazione di momenti di collaborazione tra il museo etnografico e le associazioni della diaspora extraeuropea. La maschera è il contenitore e il veicolo di riflessioni sulla ridefinizione della natura e della missione del museo etnografico contemporaneo e sul ruolo che le associazioni e le comunità della diaspora possono acquisire nei processi di patrimonializzazione museografica.

 

Lo spirito del progetto in cui l'atelier si inserisce riflette la necessità di fare del museo etnografico il luogo in cui innescare un processo di convergenza tra diversi attori sociali intorno al tema più ampio della diaspora. E' sembrato pertanto riduttivo, nell'organizzazione tematica del convegno, limitare il campo di interesse alla maschera in quanto oggetto etnografico connotato da specifiche valenze culturali. Questa scelta avrebbe innescato meccanismi di esclusione e le comunità coinvolte avrebbero potuto non riconoscere nell'oggetto-maschera un elemento rappresentativo del proprio patrimonio culturale.

 

Partendo da queste considerazioni, e accogliendo il contributo e le suggestioni dei rappresentanti delle associazioni della diaspora coinvolte nel progetto dal Museo Pigorini, l'elemento maschera è stato inserito in una prospettiva narrativa più ampia ed è divenuto un dispositivo simbolico polisemantico e inclusivo, un metadiscorso sui processi di costruzione dell'identità in contesti di immigrazione.

In questa prospettiva – ci siamo detti - la maschera può diventare un potente strumento evocativo dei molteplici miti collettivi che raccontano la condizione dell'umanità in diaspora, la necessità di nascondere e di adattarsi a determinate pratiche e poetiche culturali, di trasformare la propria identità in relazione ai diversi contesti.

 

La declinazione del tema della maschera nell'atelier del Museo Pigorini risente quindi volutamente di questo stiramento semantico, che sposta la centralità ai meccanismi di mascheramento e di trasformazione dell'identità propri dei processi di integrazione. Il mascheramento, una volta svelato e decostruito, permette infatti di entrare dentro la maschera e di riflettere sull'ambiguità e sul paradosso del conoscersi e riconoscersi, di costruire nella reciproca conoscenza una nuova identità.

 

Questo non significa aver eliminato dall'atelier il taglio proprio delle prospettive etnografiche, che collegano la maschera a una dimensione mitico-rituale tesa alla domesticazione della natura e a una classificazione del mondo (la maschera è elemento di collegamento-separazione tra la vita e la morte, tra il mondo animale e quello umano, tra l'universo maschile e quello femminile, ecc. ecc.). Questo taglio specifico trova un suo spazio nella più ampia prospettiva individuata, è il punto di partenza per la riflessione sulla maschera come agente di trasformazione per la reciproca comprensione delle differenze.

 

Il ruolo della maschera nei processi di educazione e di formazione dell'individuo ci raccontano della trasformazione dei riferimenti identitari che gli immigrati si trovano a vivere nei contesti della diaspora. I segreti della maschera ci raccontano i rischi e l'ambivalenza dell'incontro con la diversità, l'ambiguità inscritta nei progetti di dialogo interculturale e di mediazione, l'intricata matassa di falsità e autenticità dello sguardo sull'altro.

Il museo etnografico, nel mondo contemporaneo, è il luogo più appropriato per buttare giù la maschera e rinnovare il nostro essere al mondo, in quanto l'ambiguità della maschera è inscritta nelle sue ragioni storiche e nei suoi dispositivi discorsivi.

 

Il museo etnografico è esso stesso una maschera dell'identità: le esposizioni mostrano pezzi di culture che si svelano attraverso meccanismi di smascheramento, artefatti che oscillano tra la vita e la morte, di cui solo pochi conoscono quei segreti che li renderebbero nuovamente presenti, contemporanei, vivi. Il museo mostra occultando, nasconde; ma può smascherare il nascosto e i processi di occultamento. Può aprire i depositi, portare alla luce oggetti e documenti per sottoporli a nuove modalità di fruizione, ad una scomposizione simbolica che potrebbe essere il pretesto per innescare un processo di smascheramento di definizioni ed etichette identitarie.

 

Comitato organizzativo dell'atelier scientifico:

 

  • Vito Lattanzi (MNPE "Luigi Pigorini"),
  • Egidio Cossa (MNPE "L. Pigorini"),
  • Donatella Saviola (MNPE "L. Pigorini"),
  • Marco Wong (AssoCina),
  • Godwin Chukwu (Federazione della diaspora africana di Roma e del Lazio),
  • Saber Mounia (Acmid Donna),
  • Mabel Rivas Monzon (Comunità Peruviana di Roma),
  • Rossana Di Lella,
  • Francesco Staffa

 

Sede: Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L.Pigorini"

Piazzale Marconi 14 – 00144 ROMA (EUR)

Tel. 06.549521; fax 06.54952310;


Per informazioni:

Ufficio Comunicazione, tel. 06.54952274

smn-pe.comunicazione@beniculturali.it

Ufficio pubbliche relazioni e mostre, tel. 06.5495319.

 


 

F-MU.S.EU.M. Form Multimedia System from a European Museum

 

Logo progetto MU.S.EU.MF-MU.S.EU.M portal provides access to the "Virtual Museum of the European Roots", where the visitor can explore the most remarkable items of several European museums together with selected thematic routes, that will guide visitors to the discovery of the European prehistoric culture and heritage. The "Virtual Museum of the European Roots" documents how Europe is founded upon a common ancient matrix, which is consequential to the absence of rigid boundaries, to continuous migrations and interactions and to a plurality of cultural roots and imprints.

Four e-courses, available in four different languages, guide experts and museum professionals in achieving the skills needed for establishing and managing a Virtual Museum.

F-MU.S.EU.M. is based on the results of the MU.S.EU.M. project and its online learning model. It is realized under the Leonardo Da Vinci Programme framework.

 

The F-MU.S.EU.M. project

 

The general aim of the project is the transfer and systematization of outcomes and outputs achieved and realised during the implementation of the project MU.S.EU.M.. In fact, although within a context of experimentation, It has been proved the effectiveness of the training, organizational and communication Model produced during the project, in answering to the increasing need, within the museum sector, of new professional competences concerning the planning and management of a mix of culture-art-technology-economy, implying innovative modalities to present and divulge cultural heritages that symbolize not only the specific national identities, but also the European one. The countries that, a part Italy, have been chosen to realise the transfer are Bulgaria and Romania, because of the delay they register in involving Museums in the development of the Information Society and of Net-economy and because in both countries it is necessary and urgent to produce a meaningful impact at system level.

 

The specific goals of the proposal are:

 

  • to realise a transfer action so as to foster the development of 4 specific professional branches of the museum sector (management, technical, contents and communication), in order to answer to the fast evolution that the technological and organisation innovations are imposing to the management and valorisation of cultural properties by wider and wider categories of users;
  • to promote the adoption of the F-MU.S.EU.M. innovative lifelong learning model, through the contents, linguistic and technological updating of the prototypical product;
  • to realise the necessary adjustment of the training model through the activation of local laboratories for the experimentation, within the 3 countries partner.

The partnership hold the whole range of competences required for the project implementation: research and training centres, Museums, Institutional local administrations, organisations with technological expertise.

Among the expected outcomes, also in terms of impact, in addition to the further development of the existent website and to the improvement of the competences of the targeted - professional profiles, can be listed the following:

 

  • updating of data and information (on European scale and starting from a field analysis), related to the occupational and professional needs of the different professional profiles working within the sector of the museum data transmission offer, in order to foster and support the guidance process addressed to both young unemployed and adults in need of professional retraining, and providing a tool for the elaboration of a strategy aimed at facing the labour market;
  • creation of a Network for the continuous training of European museums, given the meaningful translational character of the project;
  • providing the partner representing countries entered in Europe recently with the opportunity of adopt and experimenting training innovative and technologically advanced practices, that can support the process - still in progress - of modernization of the public administrations, being the last a priority indicated by the European community in the pre-admission period.
     

 

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Ultima modifica: mercoledì 10 marzo 2010

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