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Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

Eventi e News - Mostre temporanee

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Archivio delle mostre e degli eventi temporanei

2011

 

Conferenza

Il "giallo" della Fibula Prenestina. Un caso risolto?

Lunedì 6 giugno, ore 10.30

 

Presentazione delle recenti analisi sulla Fibula Prenestina

 

condotte da

Daniela Ferro

CNR - ISMN - Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati

 

e

Edilberto Formigli

Restauratore, Docente Corso Scienze applicate ai Beni Culturali

Dipartimento di Fisica, Università La Sapienza di Roma

 

Seguirà il dibattito con archeologi, linguisti e studiosi

 

Le ultime ricerche sulla Fibula Prenestina esposta al

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

 

Due specialisti presentano i risultati delle analisi microanalitiche

 

Nella Sala Conferenze del  Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, lunedì 6 giugno 2011 a partire dalle ore 10.30, saranno resi noti i risultati delle analisi sulla Fibula Prenestina condotte da due specialisti di livello internazionale: la dott.ssa Daniela Ferro (CNR - ISMN - Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati) e il prof. Edilberto Formigli (Restauratore e Docente al Corso Scienze applicate ai Beni Culturali, Dipartimento di Fisica, Università La Sapienza di Roma). Le indagini microanalitiche sono state condotte presso il Laboratorio del Dipartimento di Chimica della Sapienza, Università di Roma con microscopio elettronico a scansione.

 

La storia della Fibula Prenestina: oltre un secolo di accesi dibattiti

 

La Fibula Prenestina fin dalla sua presentazione ufficiale nel 1887 da parte di Wolfgang Helbig è stata oggetto di accesi dibattiti, in merito alla sua autenticità e al contesto di appartenenza.
Donata nel 1889 al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dall'antiquario Francesco Martinetti, nel 1900 la fibula è trasferita al Museo Nazionale Preistorico Etnografico del Collegio Romano e riunita al corredo della Tomba Bernardini, una tomba principesca di età Orientalizzante scoperta a Palestrina nel 1876. Tuttavia, non è inserita, nel 1919, nella prima pubblicazione sulla tomba Bernardini, curata da Charles Densmore Curtis, per i dubbi sulla sua reale pertinenza al corredo funerario stesso. 
Nel 1960 il corredo della tomba Bernardini è trasferito dal Collegio Romano al Museo Etrusco di Villa Giulia. La Fibula Prenestina rimane invece al Museo Preistorico ed Etnografico.
A distanza di sessant'anni dalla prima pubblicazione, nel 1978, nel volume curato da Fulvio Canciani e Friedrich-Wilhelm von Hase, la Fibula è inserita in appendice. Ma la sua "storia" non è ancora finita.
Il 27 novembre 1979 esplode un vero e proprio "caso": la fibula Prenestina è dichiarata un falso. La studiosa Margherita Guarducci, in una seduta dell'Accademia dei Lincei, nega l'autenticità del pezzo, sostenendo, inoltre, che l'iscrizione sia  stata realizzata a Roma alla fine dell'Ottocento dallo stesso Wolfgang Helbig.
Archeologi, epigrafisti, linguisti ne sono scossi. Immediate e vivaci le reazioni, sia quelle a sostegno dell'autenticità dell'oggetto e dell'iscrizione, sia quelle a sostegno della falsità dell'iscrizione, incisa in età moderna. Intanto, i manuali scolastici non citano più l'iscrizione della fibula prenestina.
Alla fine degli anni Ottanta Edilberto Formigli studia la struttura fisica della fibula e conferma la sua autenticità. Rimangono, per alcuni linguisti, i dubbi sull'iscrizione.
La Fibula Prenestina è una spilla d'oro lunga 10,7 cm, ritrovata a Palestrina (l'antica Praeneste). Sulla parte esterna della staffa è incisa da destra a sinistra l'iscrizione Manios med fhe fhaked Numasioi (in latino classico Manius me fecit Numasio/Numerio). La fibula è datata attorno alla metà del VII secolo a.C.
La fibula è esposta nel Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.

Daniela Ferro (CNR - ISMN - Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati) - Laureata in chimica e specialista in chimica fisica  dei materiali, compie ricerche sulla termodinamica e sui processi chimico fisici legati alla formazione di materiali innovativi. Studia da tempo i marker diagnostici che consentono di individuare gli antichi processi di realizzazione di oggetti in metalli preziosi, attraverso indagini microanalitiche e morfometriche di superficie.

Edilberto Formigli (Restauratore - Docente Corso Scienze applicate ai Beni Culturali, Dipartimento di Fisica, Università "La Sapienza" di Roma) - Ha lavorato come restauratore presso la Soprintendenza Archeologica per la Toscana. Ha insegnato Teoria e tecnica del Restauro, Tecniche dell'oreficeria antica, Storia del restauro dei bronzi e Tecnologia dei materiali, Restauro dei bronzi archeologici, Storia della tecnologia, settore Metalli. Ha effettuato numerosi lavori di restauro (bronzo "A" di Riace, bronzi di Ercolani, cavallo Capitolino) e studiato i materiali delle oreficerie etrusche.

 

Timbalaye Festival Internacional de Rumba Cubana

Sabato 28 maggio 2011, ore 16

 

in collaborazione con  il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma

e con l'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo di Roma Centro

 

presenta

 

 

Africanía della Rumba cubana: tradizione  e modernità

 

 Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

Piazzale Guglielmo Marconi, 14 – Roma EUR

 

L'evento, legato alle celebrazioni per l'anno degli Afrodiscendenti proclamato dall'UNESCO, si propone di affrontare il tema della rumba cubana dal punto di vista antropologico, come fenomeno umano e culturale di profonda influenza africana, e da un punto di vista artistico, come espressione musicale e folklorica densa di significati sociali che rappresenta usi e costumi del popolo cubano attraverso movimenti e simbologie.

Timbalaye come progetto di integrazione culturale intende utilizzare tutti gli ambiti della cultura per spiegare, analizzare e approfondire gli aspetti del folklore cubano che è fonte di ricchezza culturale generale perché espressione reale dei sentimenti popolari, e per riunire intorno a questo tema PERSONE con interessi, specificità e idee diverse in vista di un accrescimento morale e umano dato dallo scambio e dal confronto costruttivo.

Il titolo dell'evento ne riassume il tema principale  che, data la sua ampiezza, verrà affrontato da molteplici punti di vista per capire i processi di formazione dell'identità cubana a partire dal concetto di TRANSCULTURAZIONE coniato dal noto antropologo cubano Fernando Ortiz, cui è dedicata la terza edizione del Festival Internazionale di Rumba Cubana che si terrà a Cuba dal 1 al 6 settembre 2011.

L'influenza africana a Cuba ha un'importanza straordinaria, sia come principio e fondamento della cultura cubana sia in sé stessa come cultura originale fortemente radicata che, contrariamente a quanto accaduto in altri Paesi dell'America Latina coinvolti nelle deportazioni di schiavi, mantiene qui inalterate le sue connotazioni e caratteristiche.

La rumba è una manifestazione culturale che nasce insieme all'identità cubana in senso sociale, è un esempio di come l'arte sia da sempre forma espressiva del sentimento, della mentalità e delle credenze dell'uomo, un mezzo per rivelare l'identità profonda nel presente senza dimenticare le radici, che, in questo caso specifico, hanno tratto nutrimento sia dal continente africano che da quello europeo, determinando una società nuova che ancora oggi si identifica e riconosce in un sistema di valori tradizionali, che vengono rielaborati in chiave contemporanea.

 

Programma

 

  • 16:00 - 18:00 - Ciclo di Conferenze sul tema Africanía della Rumba Cubana: tradizione e modernità. Intervengono:
    • Luigi La Rocca, Soprintendente al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini".
    • Manuel Garcia Crespo, Consigliere Culturale e Scientifico dell'Ambasciata di Cuba in Italia.
    • Alberto Granado, Direttore del Museo Casa de África La Habana, Cuba.
    • Carlo Nobili, Antropologo americanista del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.
    • Alessandra Ciattini, Dip. di Storia, culture, religioni, La Sapienza, Università di Roma.
    • Ulises Mora, Presidente del Progetto di integrazione culturale Timbalaye.
    • Marco Papacci, Segretario dell'Associazione di Amicizia Italia Cuba Circolo di Roma Centro.
  • 18:30 - 19:30 - Presentazione di un "Altare Afrocubano".
  • 19:30 - Performance di musica e danza Afrocubana e Rumba del gruppo Tammumba, diretto da Giovanni Imparato.

Maggio archeologico

Il Museo intervista ...

10 domande a …

giovedì 5, 12, 26 maggio, 17.45-19.15

 

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" nel mese di maggio organizza alcuni incontri con esperti internazionali nel campo della paleontologia e dell'archeologia preistorica e protostorica. Viene così offerta l'opportunità di un intrattenimento su temi di estremo interesse, che stimolano curiosità e dibattito anche in un pubblico non specialistico.
Le tematiche saranno l'evoluzione dell'uomo, nonché le ricerche archeologiche ad ampio respiro basate su approfondite conoscenze scientifiche, ma soprattutto si darà risalto ad esperienze professionali vissute in prima persona, che hanno reso la scuola archeologica e paleontologica italiana interprete di alcune tra le più importanti pagine della nostra storia, anche la più antica.
Gli incontri costituiranno poi un'occasione per cogliere lo "sguardo" degli specialisti rivolto al Museo.
Gli incontri, per la loro eccezionalità, saranno a numero chiuso, si consiglia pertanto la prenotazione.
A seguire verrà offerto un aperitivo di saluto.
Ingresso gratuito, prenotazione al n. 0654952269 (Museo Pigorini, dal lunedì al venerdì, 9,00-15,30) per un massimo di 50 partecipanti.

GIOVEDÌ 5 MAGGIO, 17.45-19.15

10 domande a … Giorgio Manzi
Professore associato alla Sapienza, Università di Roma, dove insegna Paleoantropologia, Ecologia umana e Storia naturale dei primati; Direttore del Museo di Antropologia "Giuseppe Sergi".
Le sue ricerche si svolgono nel campo della paleontologia umana e della bio-archeologia, con particolare riferimento al più antico popolamento dell'Europa, all'evoluzione dell'uomo di Neanderthal, alla comparsa della specie moderna e all'adattamento delle popolazioni umane del passato.
La sua produzione scientifica include pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali e in volumi monografici. Noto anche come divulgatore scientifico, ha pubblicato per il Mulino "Homo sapiens" (2006), "L'evoluzione umana" (2007) e "Uomini e ambienti" (con A. Vienna, 2009).

GIOVEDÌ 12 MAGGIO, 17.45-19.15

10 domande a … Anna Maria Bietti Sestieri

Professore ordinario di Protostoria europea all'Università del Salento.
Oltre che a problemi teorici e metodologici, la sua attività di ricerca è stata rivolta principalmente alla protostoria dell'Italia e del Mediterraneo, con numerosi lavori sull'Italia in generale, sul Lazio antico, sulla Sicilia e sulle regioni meridionali, sui rapporti tra Oriente e Occidente mediterranei, apparsi su riviste italiane ed estere.
Nei ruoli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali fino al 2006, oltre ad aver coordinato indagini e prospezioni archeologiche nel territorio della Soprintendenza Archeologica di Roma, ha progettato e curato l'esposizione permanente sulla cultura laziale del Museo Nazionale Romano. È stata Soprintendente Archeologo dell'Abruzzo e membro del Comitato di Settore per i Beni Archeologici.
È autrice di alcune monografie e manuali universitari sulla protostoria italiana e nel 1996 la Prehistoric Society le ha conferito l'Europa Prize per i risultati raggiunti con la sua ricerca sul complesso dell'età del ferro di Osteria dell'Osa (Roma). Collabora con il British Museum di Londra per lo studio di manufatti italiani di bronzo e nel 2007 ha pubblicato "Prehistoric metal artefacts from Italy (3500-720 BC) in the British Museum", London (con E. Macnamara).



GIOVEDÌ 26 MAGGIO, 17.45-19.15

10 domande a … Marcello Piperno

Già ordinario di Paletnologia alla Sapienza, Università di Roma.
Specialista di Paleolitico, ha svolto ricerche e scavi all'estero in Iran, Sudan, Egitto e in Etiopia, a Melka Kunture, uno dei siti chiave per le prime fasi dell'evoluzione dell'uomo in Africa occidentale, la cui musealizzazione rappresenta la conclusione di 40 anni di indagini e tuttora in corso.
In Italia, tra gli altri, ha diretto gli scavi nel giacimento del Paleolitico inferiore di Notarchirico (Venosa) contribuendo, in maniera incisiva, alla sua conoscenza e valorizzazione attraverso la creazione di un parco preistorico. Attualmente conduce indagini nei depositi del Paleolitico medio-superiore della grotta di Roccia San Sebastiano (Mondragone, Caserta).
Ha pubblicato oltre 250 lavori in riviste italiane, americane, francesi e inglesi; curato l'edizione di libri e di numerose monografie, frutto delle sue ricerche, e l'edizione italiana del "Dizionario della Preistoria" di A. Leroi-Gourhan (1991-1992).
 

II Salone dell'Editoria Archeologica

19-22 maggio 2011

Inaugurazione giovedì 19 maggio, ore 10.30

La seconda edizione del "Salone dell'Editoria Archeologica di Roma", manifestazione culturale promossa dalla Ediarché-Editoria per l'Archeologia Srl e patrocinata dalla SAIA-Scuola Archeologica Italiana di Atene, dal DAINST-Istituto Archeologico Germanico e dall'École Française de Rome, ha come protagonista privilegiato il libro di archeologia. Centro della manifestazione è, infatti, proprio l'esposizione-vendita di pubblicazioni di archeologia, antropologia e storia antica all'interno di stand espositivi oppure nella Biblioarché, la Libreria in Comune che raccoglie i prodotti editoriali più significativi e le novità delle case editrici specializzate. La cornice all'evento è ancora una volta la prestigiosa sede della Soprintendenza al
Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", istituzione pubblica al servizio della società multiculturale e del suo sviluppo civile, impegnata nella ricerca, nella salvaguardia e nella promozione della comunicazione - a fini conoscitivi, educativi e ricreativi - del patrimonio materiale e immateriale d'interesse paletnologico ed etnoantropologico.

 

Un ricco programma di presentazioni di libri, conferenze, lezioni universitarie, dibattiti, convegni accompagna l'esposizione-vendita.

 

Il Salone dell'Editoria Archeologica è, dunque, luogo di incontro e scambio culturale tra case editrici specializzate e operatori del settore, Istituzioni, Enti Pubblici, Università, Centri di ricerca, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali, fino a coinvolgere gli appassionati e i curiosi dell'antichità. Gli stand delle case editrici e la Biblioarché, nel percorso espositivo organizzato, usufruiscono di un suggestivo scenario creato dall'esposizione di reperti archeologici e immagini fotografiche messe a disposizione dal Museo Pigorini, visitabile per l'occasione gratuitamente.

 

Notte dei Musei

14-15 maggio 2011 - dalle 20,00 alle 2,00

 

Notte di rumba ... piena

proiezioni di video musicali e film

 

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" partecipa al grande evento a carattere
europeo l "Notte dei Musei", un'apertura straordinaria mirata a diffondere la conoscenza del patrimonio culturale presso il più ampio numero di cittadini, venendo incontro alle persone che hanno difficoltà a fruirne nel normale orario di visita.
L'ingresso gratuito è previsto dalle ore 20.00 del 14 maggio alle ore 02.00 del 15 maggio (ultimo ingresso 01.00).
 

Presso la grande vetrata policroma al primo piano del Museo verranno trasmessi video musicali dedicati alla rumba cubana.
Presso la Sala Conferenze verranno trasmessi tre importanti film cubani.
Inoltre, a cura dell'Associazione Amici del Museo Pigorini, sono organizzate delle visite guidate
alle sale espositive del Museo, tre alla Sezione Preistoria, tre alla Sezione Etnografia.
Appuntamento presso la biglietteria del Museo a partire dalle 20,30 con intervalli di 30 minuti.

Programma della
Sala Conferenze

A tutta Cuba
Rassegna di film cubani


ore 20.15

Guantanamera di Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabio, 1995 (101')

Adolfo, dirigente cubano, decide di razionalizzare i trasporti funebri nell'isola iniziando da quello dell'ex stella del musical Georgina, zia della moglie Gina, tornata da poco in patria che spira tra le braccia dell'antico innamorato, Candido, che ha appena il tempo di rivederla. Un'automobile Volga inizia il lungo viaggio che, attraversando i centri principali dell'isola, deve approdare all'Avana. Sulla stessa strada c'è anche il camion di Mariano e del fedele compagno Ramón. Il primo, ingegnere-camionista, ritrova dopo 13 anni Gina la professoressa di cui era innamorato. Durante il lungo viaggio avvengono diverse peripezie: l'automobile al seguito carica una donna che deve partorire d'urgenza, e lo fa a bordo. Tra una tappa e l'altra compaiono camion che fanno da autobus, osterie clandestine e vari generi alimentari di contrabbando, tra cui un maiale ed un tacchino. Offeso da una frase irriguardosa di Adolfo su Georgina, Candido preferisce andare a piedi, e vien soccorso da Mariano, che per recuperare Gina le invia un biglietto di pace tramite Tony, l'autista di Adolfo. Ma l'esperimento di Adolfo è sempre meno riuscito: per non ritardare, due bare vengono caricate sulla stessa automobile e vengono scambiate. Mentre Gina e Adolfo litigano, Candido, al vedere un volto barbuto di contadino al posto di quello dell'amata, ha un infarto e muore. Poi Adolfo pronuncia l'orazione funebre per i fedeli amanti su un piedistallo sotto la pioggia, che mette tutti in fuga, rimanendovi bloccato mentre Gina e Mariano si allontanano insieme.
      
ore 22.15
La vita è un fischio
di Fernando Pérez, 1998 (100').

Bebé ha 18 anni, è serena e non capisce perché gli altri non lo siano. Mariana è una ballerina ambiziosa che sogna di ottenere il ruolo di "Giselle". Julia fa l'assistente sociale e sviene ogni volta che si pronuncia la parola "sesso". Elpidio Valdés vive alla giornata, facendo musica e pescando. Nell'Avana dei nostri giorni, la storia divertente ed emozionante di quattro persone alla ricerca della felicità. E di un angolo di Paradiso in terra.

ore 23.15
Lista d'attesa
di Juan Carlos Tabio, 1999 (106').
Nella stazione degli autobus di una cittadina cubana, una piccola folla aspetta di poter partire, ma quando tutti sono riusciti a prendere posto sull'unico mezzo disponibile questo si rompe. I passeggeri sono quindi obbligati a condividere una lunga attesa. I tentativi di trovare delle soluzioni faranno emergere le qualità nascoste in ognuno. Non resta che aspettare e ingannare l'attesa tra imprevedibili incontri e un crescendo di situazioni comiche e surreali. Per scoprire che si può cambiare, in meglio, il proprio destino.

 

Grotta di Fumane, Neandertal e le penne ornamentali

Sala Olimpica del Teatro Vittoria a Bosco Chiesanuova (Verona)

2 marzo 2011, ore 16.00

 

 

L'Università di Ferrara, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, la Regione del Veneto -  Dipartimento Cultura, la Comunità Montana della Lessinia – Parco Naturale Regionale della Lessinia, il Comune di Fumane e la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", hanno il piacere di presentare una scoperta archeologica di straordinario interesse per la studio dell'Uomo di Neandertal (Homo neanderthalensis) e, in generale, per l'evoluzione umana, emersa in seguito a uno studio condotto su resti ossei di varie specie di uccelli (avvoltoi, aquila, falco cuculo, gracchio alpino, ecc.) provenienti da uno strato risalente a 44mila anni fa a Grotta di Fumane (Monti Lessini, Verona). I risultati aprono un nuovo scenario sul comportamento degli ultimi neandertaliani, dimostrando come questi nostri cugini scomparsi dall'Europa poche migliaia di anni dopo, si servissero delle ali o delle penne più spettacolari a fini ornamentali. Grazie al perfetto stato di conservazione delle ossa, è stato possibile analizzare questi reperti con moderne tecniche microscopiche e riconoscere tracce di tagli  effettuati con strumenti in pietra, finalizzati al recupero delle ali e delle penne  remiganti più vistose.

Oltre a retrodatare di decine di migliaia di anni questa pratica nella storia evolutiva umana (sinora considerata appannaggio di società più complesse, riconducibili esclusivamente ad Homo sapiens anatomicamente moderno), l'evidenza rafforza precedenti ipotesi che suggerivano un uso a fini simbolici e/o ornamentali di coloranti minerali da parte di Homo neanderthalensis per dipingersi il corpo.

L'ipotesi che i neandertaliani possedessero o meno delle capacità di espressione simbolica è stato uno dei più accesi dibattiti nella comunità scientifica archeologica e antropologica negli ultimi anni.  La scoperta che si presenta rafforza l'opinione di quanti pensano che Neandertal avesse comportamenti astratti molto simili a quelli del contemporaneo H. sapiens anatomicamente moderno, e contribuisce a modificare l'immagine di "bruti" che per oltre cento anni ha ingiustamente accompagnato, nella letteratura scientifica e non, questo nostro stretto parente. 

L'eccezionalità della scoperta è tale che per garantirne una diffusione a livello scientifico mondiale è stata pubblicata nella prestigiosa rivista multidisciplinare Proceedings of the National Academy of Science (PNAS), Washington, USA.
Finanziato da Regione del Veneto, Comunità Montana della Lessinia, Comune di Fumane e Fondazione Cariverona, lo studio è stato condotto dal Dipartimento di Biologia ed Evoluzione dell'Università di Ferrara (M. Peresani & M. Romandini) e dalla Sezione di Paleontologia del Quaternario e Archeozoologia della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" (A. Tagliacozzo, I. Fiore, M. Gala).  

La presentazione ufficiale dei risultati dello studio avrà luogo il giorno 2 marzo 2011 alle ore 16.00 nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria a Bosco Chiesanuova (VR), alla presenza di:

  • Claudio Melotti, Presidente Comunità Montana della Lessinia – Parco Naturale Regionale
  • Domenico Bianchi, Sindaco  Comune di Fumane
  • Diego Lonardoni, Direttore Parco Naturale regionale della Lessinia
  • Vincenzo Tiné, Soprintendente, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto
  • Luigi La Rocca, Soprintendente, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", Roma
  • Fausta Bressani, Dirigente Direzione Regionale Cultura
  • Fondazione Cariverona
     

Per info e comunicazioni:

Marco Peresani - Sezione di Paleobiologia, Preistoria e Antropologia, Dipartimento di Biologia ed Evoluzione, Università di Ferrara, Corso Ercole I d'Este 32, I-44100 Ferrara, Italy. marco.peresani@unife.it
Antonio Tagliacozzo - Sezione di Paleontologia del Quaternario e Archeozoologia, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", P.le G. Marconi 14, I-00144 Rome, Italy. antonio.tagliacozzo@beniculturali.it
 

Per leggere l'abstract:

http://www.pnas.org/content/early/2011/02/11/1016212108
 

per il download del supplemento informativo

http://www.pnas.org/content/suppl/2011/02/13/1016212108.DCSupplemental

 

 

Così lontano, così vicino. Il Perù: una tradizione antica che si rinnova

domenica 13 marzo 2011 - ore 11.00

 

Da lunedì 7 a lunedì 14 marzo, Roma sarà al centro dei rapporti fra Italia e Perù con l'iniziativa "Così lontano, così vicino. Il Perù: una tradizione antica che si rinnova" sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nell'ambito dell'accordo su "I Beni culturali come risorsa per la pace, il dialogo e la conoscenza tra i popoli".

 

Nell'anno dedicato alle Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Ambasciata del Perù in Italia, l'Ambasciata d'Italia in Perù - Istituto Italiano di Cultura e l'Università Roma Tre hanno organizzato dal 7 al 14 marzo la Settimana della Cultura Peruviana per sottolineare il legame particolare che lega l'Italia al Perù, Paese nel quale visse e operò Giuseppe Garibaldi che ne prese addirittura la cittadinanza. In Perù Garibaldi era, ed è tuttora, un eroe popolare, insieme ad un altro grande personaggio italiano, Antonio Raimondi, che pure combatté per l'Unità d'Italia, ma che poi dedicò la sua vita e le sue opere allo sviluppo culturale ed economico del Perù.

 

Uno degli obiettivi delle manifestazioni previste per la Settimana della cultura peruviana è quello di far conoscere aspetti diversi delle tradizioni del Perù, un Paese geograficamente lontano, ma più vicino di quanto si possa pensare nelle tradizioni culturali, all'Italia.
 

La Settimana della Cultura Peruviana è organizzata in collaborazione con: Dipartimento di Studi Storico-artistici, Acheologici e sulla Conservazione-Università Roma Tre; Museo degli Sguardi di Rimini; Museo Nazionale Preistorico Etnografico 'Luigi Pigorini', CRISA-Centro di Ricerche Interdipartimentali e Studi Americani-Università degli Studi Roma Tre; Società Geografica Italiana, Associazione Culturale 'Uniti nel Mondo'.

Leggi il Programma completo [PDF]

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico 'Luigi Pigorini' partecipa all'iniziativa:

 

Scopri l'America a Roma
Visita guidata di Donatella Saviola alla sezione dedicata alle antiche civiltà del Perù e di altri Paesi d'America


per la visita, con ingresso gratuito, prenotazioni: didattica@amicidelpigorini.it


I tessuti e i riti della danza
ore 12.30 – giardino antistante al Museo "Luigi Pigorini"
Esibizione di musica e danze a cura dell'Associazione Culturale "Uniti nel Mondo", con la partecipazione di
MARIA VITTORIA CIRIMBILLA, A.S. Olgiata Riding Club, Roma
 

 

Volti dalle Ande: omaggio a José María Arguedas

21 gennaio - 26 febbraio 2011

 

Nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della nascita del grande scrittore peruviano promosse dall'Associazione Culturale Nuovi Orizzonti Latini,

 

venerdì 21 gennaio alle ore 16.30

 

verrà inaugurata la mostra fotografica "Volti dalle Ande: omaggio a José María Arguedas". Alle immagini dell'artista, ritratto con noti intellettuali o amici andini, si affiancheranno scatti del meno noto Arguedas "etnologo", ritratto durante i suoi viaggi presso le popolazioni andine.
 

Programma dell'inaugurazione (ingresso libero):

 

  • Ore 16.30 – Saluti Istituzionali (Luigi La Rocca, soprintendente MNPE)
    Omaggio a José María Arguedas (Sonia Castillo, presidente Associazione Orizzonti Latini - Claudio Cavatrunci, americanista)
  • Ore 17.10 – Proiezione cortometraggio: Danzak di Gabriela Yepes. Perù, 2008 (19 min.) sottotitoli in italiano a cura di EMM.
    La vita di Nina, una bambina di 10 anni che vive in un paesino delle Ande, cambia radicalmente quando suo padre, un ballerino molto malato, le chiede di esaudire il suo ultimo desiderio.
    Gabriela Yepes (1975) - filmmaker e produttrice, vive tra Lima, Perù e Stati Uniti. Lavora sia nell'ambito del documentario sia del cinema di finzione e i suoi film sono stati proiettati in numerosi festival in America e in Europa. Ha anche lavorato come scrittrice, assistente alla regia, direttore di produzione e supervisore alla sceneggiatura in diversi corti e lungometraggi. Attualmente sta lavorando a un film documentario sugli effetti del riscaldamento globale in Perù.
  • Ore 17.30 – Visita all'esposizione
  • Ore 18.00 – Vino d'onore

    Info: tel. 06.54952269 / e-mail: s-mnpe.comunicazione@beniculturali.it
    www.nuoviorizzontilatini.it (tel. 392.0989238 /
    e-mail: nuoviorizzontilatini@fastwebnet.it
     

José María Arguedas - Scrittore e antropologo peruviano, è nato a Andahuaylas (Perù) il 18 gennaio 1911, nel cuore della zona andina più povera e dimenticata dal Paese.
Il suo lavoro come romanziere, come traduttore e diffusore della letteratura quechua e come antropologo ed etnologo, hanno fatto di lui una delle figure chiavi tra coloro che hanno cercato, nel secolo XX, di incorporare la cultura indigena alla grande corrente della letteratura peruviana scritta in spagnolo. Arguedas sin da bambino è entrato in contatto con gli ambienti e personaggi che poi sarebbero divenuti fondamentali nelle sue opere. La morte di sua madre e le frequenti assenze di suo padre avvocato, lo obbligarono a cercare rifugio tra i servitori e i contadini indigeni della zona, la cui lingua, credo e valori acquisì come propri. Come studente universitario a San Marcos, iniziò il suo difficile compito di adattarsi alla vita di Lima senza rinunciare alla sua tradizione indigena, vivendo in prima persona l'esperienza di ogni trapiantato andino costretto ad assimilare un altro ritmo di vita.
La questione fondamentale che propongono le loro opere, è quella di un paese diviso tra due culture - quella andina di origine quechua e quella urbana di radici europee - che devono integrarsi in una relazione armonica di carattere meticcio.
Nei primi tre racconti della prima edizione di Acqua (1935), nella sua prima novella Yawar Fiesta (1941) e nella raccolta di Diamantes y Pedernales (1954), si apprezza lo sforzo dell'autore per offrire una versione  più autentica possibile della vita andina da una prospettiva interiorizzata e senza i convenzionalismi  della anteriore letteratura indigena. In quelle opere Arguedas rivendica la validità del essere indigeno, senza cadere in un razzismo alla rovescia. L'opera matura di Arguedas comprende almeno tre romanzi: I fiumi profondi (1956), Tutte le stirpi (1964) e La volpe di sopra e la volpe di sotto (1971); l'ultima è il romanzo - diario troncato dalla sua morte.
In Tutte le stirpi, presentando le principali forze che lottano tra di sé per sopravvivere o imporsi, raccoglie, in un racconto sulla distruzione dell'universo, le prime avvisaglie della costruzione di una nuova identità meticcia. Altri racconti come Il sesto (1961), L'agonia di Rasu Ñiti (1962) e Amore mondo (1967) completano questa visione.
Il processo di adattamento alla vita di Lima non fu mai completato da Arguedas. I traumi verificatisi nella infanzia lo debilitarono psichicamente rendendo ardua la lotta che si era proposto, non solo sul piano culturale ma anche su quello politico. Questi aspetti insieme all'acuta crisi nazionale che il paese cominciò a soffrire a partire del 1968 lo spinsero al suicidio. Muore dopo lenta agonia il 2 dicembre 1969, evento che ha contribuito a convertirlo in una figura mitica per  molti intellettuali e per  movimenti impegnati nello stesso compito politico.
 

 

Le manifestazioni avranno inizio domenica 16 gennaio alle 17.00 con un evento organizzato in collaborazione con i Musei Capitolini del Comune di Roma presso la Sala Pietro da Cortona (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria: tel. 392.0989238), alla quale interverranno il prof. Aldo Morrone, il prof. Antonio Melis, il prof. Riccardo Badini, la dott.ssa Liliana Ocmin, la dott.ssa Sonia Castillo. Al termine si terrà un concerto di chitarra del maestro Shin Sasakubo, specialista in musica andina peruviana e musica classica contemporanea. Presenta l'evento Cecilia Rinaldini, giornalista Radio Rai.

La sezione dedicata al Cinema tratto dalle opere letterarie dello scrittore peruviano si svolgerà presso l'Auditorio dell'INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà - V. San Gallicano, 25 - Trastevere)

L'Omaggio al Maestro Arguedas al momento conta sul Patrocinio di: Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", Università "La Sapienza" di Roma, Facoltà di Lettere dell'Università di Siena, Facoltà di lingue e letterature Straniere dell'università di Cagliari, Facoltà di Lettere dell'Universidad Nacional Mayor de San Marcos (Perù).
Sponsor della manifestazione: Agriturismo Il Capannacio, Kipus Films, Ristoranti BAIRES e La Fortaleza del Inca.
Si ringrazia la Libreria Spagnola e il Diario La Primera (Perù).

 

 

(Agri)culture(s). Quando l'agricoltura smaschera la cultura

Sala Conferenza
Sabato 26 febbraio 2011- ore 15,00

 

In occasione della mostra (Agri)culture(s). Quando l'agricoltura smaschera la cultura (14 ottobre 2010 - 8 marzo 2011) il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" organizza per sabato 26 febbraio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, un pomeriggio dedicato alla biodiversità con una visita guidata all'esposizione e la proiezione di filmati sul tema.

La mostra è il risultato di un progetto culturale condiviso con il Musée International du Carnaval et du Masque di Binche (Belgio) ed è parte del programma "Agrobiodiversità, culture e sviluppo locale" finanziato dal Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e realizzato dall'Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina (ACRA) e da OXFAM-Italia.
L'esposizione illustra come le comunità rurali di alcune aree marginali del Senegal, del Marocco e dell'Ecuador trasformino, nel loro rapporto con l'ambiente, il dato naturale in patrimonio culturale e come i prodotti agricoli possano essere lo spunto per presentare tradizioni ed estetiche locali sia tradizionali sia contemporanee.
La mostra - organizzata in spazi allestitivi scenografici che ospitano le collezioni del Museo, postazioni audiovisive con documenti di terreno e installazioni di arte contemporanea - restituisce il senso e i contenuti del discorso sull'agrobiodiversità attraverso la costruzione di percorsi comunicativi in cui confluiscono i risultati della ricerca svolta dal Museo sia in loco sia con le comunità diasporiche del Marocco, dell'Ecuador e del Senegal residenti a Roma.

 

Film presentati [programma in PDF]


BATAD*
di Benji Garcia
Filippine, 2006, col. - 91' - DVD
Versione originale (tagalog) con sottotitoli in italiano

 

Batad è una località incantevole sulle montagne terrazzate delle Filippine, dichiarata come uno dei luoghi a rischio della terra dal World Heritage Committee. Difatti, come spesso accade, là dove le tradizioni si mantengono inalterate nel tempo, gli abitanti del luogo vivono in condizioni dure e difficili come nel passato, mentre i turisti accorrono sempre più numerosi per respirare il fascino dei tempi antichi. Da sempre la famiglia di Ag-ap vive in una casa-capanna coltivando il riso con pazienza sulle terrazze. Anche Ag-ap, un giorno, dovrà decidere se partire o restare.

 

BAOBAB
di Laurence Attali
Senegal, 2000, col. - 25' - DVD
Versione originale (francese, wolof) con sottotitoli in italiano

Accompagnati dallo spirito del baobab, simbolo del Senegal, impariamo a scorgere l'invisibile, ad ascoltare la foresta. Un road movie tra fiction e documentario, tra mitologia e attualità; un viaggio iniziatico che ci aiuta a capire questo Paese, sullo sfondo delle elezioni del 2000, mentre soffia il "sopi", il vento del cambiamento.

 

* I film selezionati fanno parte dell'archivio del Festival del Cinema Africano di Milano
(www.festivalcinemaafricano.org)


(www.festivalcinemaafricano.org)

 

 

La Metropoli Rurale - Concorso fotografico

28 novembre – 11 dicembre 2010

 

La Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" dal 28 novembre all'11 dicembre 2010 ospiterà la mostra fotografica "La metropoli rurale" che nasce dal concorso organizzato dal Municipio Roma XII Eur, in collaborazione con l'Associazione Culturale Wide Shut Photography - WSP.

 

Il tema, che trae ispirazione dai beni monumentali e dall'agro romano del Municipio XII, è l'incontro tra città e campagna, tra uno stile di vita urbano e metropolitano e lo stile ecologico e sostenibile di chi è legato agli antichi mestieri della terra. Le opere esposte descrivono come città e campagna, metropoli e ruralità, progresso ed ecologia, si ritrovino, si integrino e si completino all'interno del XII Municipio attraverso scorci, atmosfere, situazioni, paesaggi, prospettive, sguardi, persone e particolari punti di vista.

 

La mostra è divisa in due sezioni: "Storie e Persone", "Paesaggio e Architettura".

 

Il 28 novembre 2010 alle ore 11.00, Sala Conferenze, si terrà la premiazione.

 

Presidente della giuria è il fotografo professionista Tano D'Amico. La giuria assegnerà un premio per ogni categoria. Sono inoltre previste menzioni d'onore segnalate dai partner dell'iniziativa:

 

  • Premio "Museo Pigorini" per la migliore foto legata al tema della difesa del patrimonio ambientale e culturale e alla biodiversità;
  • Premio "La Nuova Ecologia" per la miglior foto sul tema rapporto uomo territorio e natura: eco sostenibilità e qualità della vita;
  • Premio "Round Robin" per la migliore storia narrata attraverso le immagini;
  • Premio "WSP Photography" per il miglior giovane fotografo.

 

Il prato in fondo al mare

Martedì, 30 novembre 2010, ore 17,00

 

Presentazione del libro

Il prato in fondo al mare

di Stanislao Nievo

Nuova edizione – Marsilio Editori
 

Sala Conferenze

 

Interverranno
Cesare De Michelis

Docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, Università di Padova
 

Mariarosa Santiloni

Segretario Generale Fondazione Nievo

 

Letture teatrali di Thomas Otto Zinzi

 

Prima della presentazione sarà possibile visitare la mostra

 

Il viaggiatore del sogno.

La Melanesia di Stanislao Nievo tra letteratura ed etnografia

con i curatori

 

Vin d'honneur offerto da Casale del Giglio - Azienda Agricola

 

La nuova edizione di questo romanzo, tradotto in molte lingue, e attesa da tempo poiché le precedenti di questi anni sono tutte esaurite, appare particolarmente significativa in questo scorcio di fine d'anno, all'inizio delle celebrazioni dell'Unità d'Italia.

 

Il libro, per il valore documentario sulle vicende che hanno portato alla scomparsa di Ippolito Nievo, è nella cinquina del Premio Cassino - Letteratura dal Fronte 2011, indirizzato agli  studenti delle Scuole Superiori.

 

5 marzo 1861 -  Verso  l'alba, al largo della costa di Sorrento, durante un fortunale, cola a picco il vapore Ercole. Tra gli scomparsi, il colonnello Ippolito Nievo, vice Intendente di Finanza dell'esercito garibaldino, in viaggio verso Napoli  per fornire alle autorità piemontesi il rendiconto della spedizione dei Mille. Nessun superstite viene ritrovato, nessuna  traccia del vapore appare sulla superficie calma del mare, nessuna inchiesta che riesca a far luce su quanto accaduto.

 

5 marzo 1961 – Al Castello di Colloredo di Monte Albano, in occasione del centenario della morte di Ippolito Nievo, il pronipote Stanislao, abbagliato da un flash, avverte quasi un richiamo a riaprire le ricerche su quella fine misteriosa. Così inizia un percorso di indagine, che durerà dieci anni, per raccogliere ogni notizia, ogni indizio utile a ricostruire quel capitolo di storia patria.

 

Il risultato è questo libro, Premio Campiello 1975 e Premio Comisso, che inaugura un nuovo tipo di narrazione, in cui alla ricerca rigorosa si intreccia la creatività dello scrittore a formare un racconto avvincente.

 

"Inizia come romanzo storico, peraltro con risvolti politici sempre attuali, diventa romanzo d'avventura, con magnifiche (e terribili) scene di tempeste e naufragi e si trasforma infine nel sofferto diario di un'inchiesta che tenterà ogni strada per avvicinarsi il più possibile alla verità" (dalla prefazione di Romolo Bugaro).

 

5 marzo 2011 – Centocinquantesimo anniversario della scomparsa di Ippolito Nievo, ancora avvolta nel mistero.

 

Musei in Musica

Sabato, 20 novembre 2010

 

Emozioni e virtuosismi del pianoforte argentino

al pianoforte: Mauricio Annunziata

 

Argentina per molti equivale a Tango: Mauricio Annunziata sfata questo luogo comune aprendo una finestra su una terra ricca di tradizioni, attraverso una rilettura di  miti e forme musicali proprie di contesti culturali molto differenti tra loro.  L'artista ci offrirà una panoramica che dall'estremo sud della Patagonia, ci condurrà alle ampie pianure dalla Pampa fino alla Cordigliera delle Ande: ascolteremo sue composizioni accanto all'opera di Alberto Williams (1862-1952), autore riscoperto nella sua grandezza proprio grazie alle interpretazioni di Annunziata.

Un viaggio che ci condurrà nella multiforme città di Buenos Aires, in quei bassifondi malavitosi dove le tensioni culturali urbane degli inizi del '900 hanno trovato la loro massima espressione artistica proprio nel Tango e nelle sonorità del suo strumento principe: il bandoneón, non a caso chiamato il tutta l'America latina "sua maestà"


Mauricio Annunziata - Compositore e pianista, è nato a Buenos Aires da famiglia di origine italiana. Attratto fin dall'infanzia dalla musica e dalla composizione, studia pianoforte con il M° Lia Cimaglia Espinosa, allieva prediletta di Alberto Williams. Giunto in Italia nel 1990, si perfezione in pianoforte con il M° Giovanni Nenna, particolarmente nel repertorio spagnolo e mediterraneo, laureandosi in Informatica alla Facoltà di Ingegneria dell'Aquila (con tesi "Sistema automatico per l'analisi musicale"). 
Vincitore come pianista di importanti premi internazionali (tra cui ricordiamo tre edizione del premio argentino A. Williams), raccogliere una serie di successi in concorsi di composizione, tra cui ricordiamo: Masterprize (Londra), Young Composers (Warner Bross, Giappone), Giovani Compositori Italiani (Bologna), F. Mompou (Spagna). Fin da giovanissimo tiene  in patria concerti come solista e per pianoforte ed orchestra, raccogliendo in seguito importanti successi in Italia ed in altre capitali eupopee.
E' il fondatore dell'Orchestra Iberoamericana de Cataluna e, come portavoce di pace ed integrazione dell'America Latina, è invitato a tenere concerti presso importanti sedi artistiche e istituzionali.
Di particolare rilievo il suo lavoro di diffusione della cultura argentina sia nei vari stili musicali, sia nei miti e leggende: spicca il Ciclo di Opera Lirica Multimedia ® (tra cui  titoli come Cielo andino, Dones divinos, Enigma Patagonia, Pampa milagrosa) che formano un corpus di opere uniche nel genere, di cui l'artista è creatore.  Ha composto circa centocinquanta opere in quasi tutti i generi e forme, curandone l'estetica, l'originalità, l'universalità, la potenza descrittiva.


Secondo il giornale La Vanguardia "le nuove musiche di Mauricio Annunziata, per maestria tecnica, bellezza delle idee ed espressività raggiungono l'altezza delle grandi Scuole Nazionali europee".

 

IV Premio Forma Urbis

5 novembre 2010, ore 16,30

 

Il mensile archeologico Forma Urbis per il quarto anno consecutivo ha dedicato il numero di ottobre alla pubblicazione dei lavori che hanno ottenuto i primi cinque posti nella classifica del "Premio Forma Urbis". La risposta entusiastica all'iniziativa ha confermato le aspettative degli ideatori motivandone gli intenti: consentire agli studiosi più giovani, all'inizio della loro carriera, di pubblicare lavori inediti di alto valore scientifico e spiccata originalità.
I criteri che hanno determinato l'attribuzione dei premi riguardano, per l'appunto, l'originalità dei contenuti, la ricchezza della documentazione, la chiarezza espressiva e il taglio giornalistico.
La commissione esaminatrice del premio è composta dal Professor Claudio Moccheggiani Carpano, Direttore Scientifico di Forma Urbis, e da alcuni componenti del Comitato scientifico: il dott. Luca Attenni, il dott. Gianfranco De Rossi e la dott.ssa Simona Sanchirico.

La cerimonia di premiazione con l'assegnazione del premio e delle targhe ai primi cinque classificati si svolgerà il 5 novembre alle ore 16,30 al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, nella Sala Conferenze, alla presenza dell'Editore Promotore del Premio Luciano Pasquali e del Presidente del Municipio XII EUR Pasquale Calzetta.

Primo Classificato: Daniela Costanzo – Il tripode dei Crotoniati a Delfi. Un'offerta monumentale tra politica e ideologia apollinea
Secondo Classificato: Leonardo Fuduli – Il Serapieion di Taormina: il tempio e la sua trasformazione in chiesa cristiana
Terzo Classificato: Raffaella Bucolo – La villa romana di Minori
Quarto Classificato: Silvia Menichelli – Tra armi, corazze ed elmi: Etruschi in guerra
Quinto Classificato: Isidoro Tantillo – Edifici sacri della Sicilia romana (I sec. a.C. – II sec. d.C.)

Durante la manifestazione verranno presentati alcuni  numeri della rivista Forma Urbis, pubblicati nel corso del 2010, che hanno visto, coinvolte in un'ampia e proficua collaborazione, prestigiose istituzioni archeologiche.

Il numero di gennaio sugli scavi della "Sapienza" – Università di Roma a Lanuvio sarà introdotto dal Direttore della I Scuola di Specializzazione in Archeologia, prof.ssa Maria Letizia Lazzarini;
il numero di febbraio sull'archeologia subacquea dal prof. Claudio Mocchegiani Carpano, Direttore scientifico di Forma Urbis e Ispettore Onorario per le problematiche dell'Archeologia Subacquea;
il numero di aprile sulla Scuola Archeologica Italiana di Atene dal Direttore, prof. Emanuele Greco;
il numero di maggio sul Museo Preistorico Etnografico "L. Pigorini" dal Soprintendente, dott. Luigi La Rocca;
il numero di settembre sull'Istituto Archeologico Germanico di Roma dal Direttore della Biblioteca, dott. Thomas Fröhlich;
in anteprima il numero di novembre sull'archeologia aerea verrà introdotto dal prof. Giuseppe Ceraudo – Università del Salento e dalla dott.ssa Elizabeth J. Shepherd - ICCD Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

A conclusione dell'evento, prima del brindisi, verrà proiettato un breve documentario inedito di archeologia "Herculaneum. Diaries of Darkness and light", regia di Marcellino de Baggis, film vincitore del prestigioso riconoscimento "Il Capitello d'Oro".

 

Conferenze e workshop

luglio - ottobre 2010

 

L u g l i o

22 giovedì, 11,00-13,00 [obbligo di prenotazione]
Conservazione e Restauro. Laboratorio di Conservazione e Restauro
Dietro le quinte. Visita al Laboratorio di Conservazione e Restauro. I problemi di degrado e le soluzioni adottate. (L. Rossi, F. Quarato)
27 martedì, 16,00-19,00
Antropologia fisica. Sala Conferenze
Mummiologia. Mummia naturale o artificiale? La storia e la diffusione geografica. (G. Baggieri)
31 sabato, 16,00-19,00
Fotografia. Sala Conferenze
Storie da fotografare. Cosa raccontano le raccolte fotografiche dei musei? (M. Mineo)

 

A g o s t o

7 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Africa. Deposito collezioni africane
Tesori Nascosti. Alla scoperta dei "tesori nascosti" del Continente Nero. (E. Cossa)
24 martedì, 16,00-19,00
Preistoria. Sala conferenze
Tempo, spazio e cronologia. Passeggiata attraverso il tempo con fermata al Neolitico. Il caso dei paesi scandinavi. (M. Mineo)
28 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Antropologia fisica. Laboratorio di Antropologia fisica
È tempo di dieta. Cosa ci raccontano i resti umani? Come viveva l'uomo nel passato? (L. Salvadei)
28 sabato, 16,00-19,00
Oceania. Sala conferenze
Cannibal Tours. Il backstage e l'anteprima di una mostra. (C. Nobili)
31 martedì, 16,00-19,00
Antropologia fisica. Sala conferenze
Stress e artrosi. Ma l'uomo antico soffrica di stress? e come si curava? (G. Baggieri)

 

S e t t e m b r e

7 martedì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Preistoria. Sala espositiva
Le banche preistoriche. Il metallo come bene economico. (E. Mangani)
10 venerdì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione, max 50]
Dialoghi in Museo.
10 domande a Luigi Pigorini sulla missione del Museo. V. Lattanzi incontra L. Pigorini.
Hora Felix
In occasione del primo appuntamento dei "Dialoghi in Museo" l'Associazione Culturale Vita Romana propone la cucina di una tipica osteria di fine Ottocento in compagnia di Pellegrino Artusi, coevo ed emiliano come Luigi Pigorini e anche lui partecipe a suo modo alla costruzione di una nuova cultura nazionale – attraverso la cucina – nella neonata Italia Unita.
Assaggi e degustazioni di
Crostini al prosciutto alla Gioacchino Belli
Sformatini di semolino con ragù di carne
Donzelline aromatiche con fichi
Vino Sangiovese Doc
Caffè e ricotta

11 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione, max 50]
Eventi in Museo. Sala conferenze
Jazz - Black Music. Le radici del jazz, la contaminazione tra musica africana e musica europea. (M.S. Diabaté, L. Onori, A. Serges)
Hora Felix
La storia del Jazz ci porterà ad "assaporare" l'incontro tra Africa e Francia in terra americana. Pensando alla Louisiana e al Mississipi, culle della musica americana di profonde radici nere e fecondi innesti locali, gusteremo la cucina Creola e quella Cajun, che raccontano di schiavi, cuochi francesi e contadini emigrati.
Assaggi e degustazioni di
Hushpuppies (frittelle speziate)
Pollo alla Creola
Fagioli rossi Cajun
Patate caramellate
Rum
14 martedì, 11,00-13,00 [obbligo di prenotazione]
Conservazione e Restauro. Laboratorio di Conservazione e Restauro
Dietro le quinte. Visita al Laboratorio di Conservazione e Restauro. I problemi di degrado e le soluzioni adottate. (L. Rossi, F. Quarato)
14 martedì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Preistoria. Sala espositiva
Elefanti a Roma. Conosciamo veramente Roma e la campagna romana? (G.M. Bulgarelli)
17 venerdì, 17,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Africa. Sala espositiva
Segni e simboli dell'universo tribale. Introduzione all'estetica africana (E. Cossa).

18 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Archeozoologia. Laboratorio di Archeozoologia
Dal lupo al cane. Un viaggio con il migliore amico dell'uomo. (A. Tagliacozzo)
18 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione, max 50]
Dialoghi in Museo.
Museo e città multiculturale. Incontro con, M. Wong (AssoCina) e A. Darif (Presidente Consulta Cittadina Comunità Straniere), coordina V. Lattanzi.
Hora Felix
Quando le popolazioni da una sponda all'altra del Mediterraneo si guardavano negli occhi e condividevano la stessa complessa, articolata civilizzazione. Accennando a Roma – prima metropoli cosmopolita della storia – assaporeremo quei piatti dei ricettari antichi che dimostrano lo scambio di ingredienti e di gusti attraverso il Mare Nostrum e oltre.
Assaggi e degustazioni di
Epytirum (olive, erbe e spezie)
Lenticula  (lenticchie, miele, erbe e spezie)
Minutal di percoche (carne, verdure, albicocche)
Dulcia domestica (datteri, pinoli, miele)
Mulsum (vino, miele e pepe)
Idromele (liquore ottenuto dalla fermentazione del miele)

21 martedì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Antropologia fisica. Laboratorio di Antropologia fisica
Uomini in cenere. Il rituale funerario della cremazione, che storia ci raccontano i resti? (L. Salvadei)
23 giovedì, 11,00-13,00 [obbligo di prenotazione]
Conservazione e Restauro. Laboratorio di Conservazione e Restauro
Dietro le quinte. Visita al Laboratorio di Conservazione e Restauro. I problemi di degrado e le soluzioni adottate. (L. Rossi, F. Quarato)
24 venerdì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Antropologia fisica. Laboratorio di Antropologia fisica
Nonno Neandertal. Neandertal e Sapiens si sono mai incontrati? (L. Bondioli)
25 sabato, 11,00-13,00 [obbligo di prenotazione]
Africa. Sala espositiva
Il bambino è padre dell'uomo. Il tempo e la vita attraverso le sculture rituali africane. (D. Saviola)
25 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione, max 50]
Dialoghi in Museo. Sala conferenze
La collezione dipinta. Una collezione descritta su acquerelli. (V. Crisafulli, L. Paderni)

Hora Felix
Dall'Etna al Fujiyama. Il viaggio dello scultore e "mediatore culturale" palermitano Vincenzo Ragusa (1841-1927) e i suoi rapporti con il paese del Sol Levante saranno ricordati con un tentativo di cucina "fusion": piatti palermitani esaltati dai migliori sake in circolazione. Ed è proprio su questa deliziosa bevanda semisconosciuta in Occidente e sulle sue varietà che "giocheremo".
Assaggi e degustazioni di
Involtini di melanzane in bianco -  Sake Daiginjyo
Pasta con le sarde alla palermitana - Sake Jyosen 
Cannolini siciliani - Sake Gingjyo

28 martedì, 16,00-19,00
Videoteca. Sala conferenze
Mal d'Africa. Il contributo della cultura occidentale alla modifica dell'Africa. (C. Nobili)

 

Ot t o b r e

2 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Preistoria. Sala espositiva
Le Veneri preistoriche. La rappresentazione della figura femminile: naturalismo o simbolismo? (G.M. Bulgarelli)
5 martedì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Preistoria. Sala espositiva
Un'indagione archeologica. Chi era la giovane donna sepolta nella tomba 3 di Osteria dell'Osa (Roma)? (A. Serges)
7 giovedì, 11,00-13,00 [obbligo di prenotazione]
Conservazione e Restauro. Laboratorio di Conservazione e Restauro
Dietro le quinte. Visita al Laboratorio di Conservazione e Restauro. I problemi di degrado e le soluzioni adottate. (L. Rossi, F. Quarato)
9 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Le Americhe. Sala espositiva
Lezioni americane. Identità meticce e nuovi cibi. (D. Saviola)
12 martedi, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Archeozoologia. Laboratorio di Archeozoologia
Archeozoologo per un giorno. Cosa ci raccontano le ossa animali? (A. Tagliacozzo)
19 martedì, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Antropologia fisica. Laboratorio di Antropologia fisica
La terza mano. Denti per masticare, denti per lavorare. (L. Bondioli)
23 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione]
Preistoria. Sala espositiva Egeo
I pionieri dell'archeologia. La missione archeologica italiana a Creta. (E. Mangani)
30 sabato, 16,00-19,00 [obbligo di prenotazione, max 50]
Dialoghi in Museo. Sala conferenze
Capolavori nel web. 70 musei d'arte orientale in rete. (L. Paderni, A. Petrassi)

Hora Felix
Non c'è Oriente senza riso e non c'è riso senza tè: due ingredienti fondamentali della nutrizione e della cultura orientale riscoperti attraverso tre tipologie diverse di riso e di tè, in altrettante declinazioni nazionali: Turchia, India, Thailandia.
Assaggi e degustazioni di
Riso Venere nero con Dahal rosso (India) - Tè Darjeeling
Pilaf di riso Basmati (Turchia) - Tè Nero
Dolce di riso Botan al cocco e zucchero di palma caramellato (Thailandia) - Tè Jasmine

 

Gli incontri evidenziati prevedono un'Hora Felix, un incontro tra mente e palato sulle contaminazioni transculturali di cibi e sapori, a cura dell'Associazione Culturale Vita Romana.

Per prenotarsi telefonare al Servizio di Informazione e Comunicazione tel. 0654952269, dalle ore 9,00 alle ore 15,30, dal lunedì al venerdì.

Per iscriversi alla Mailing list del Museo segui il link.

 

Con la collaborazione di
Associazione Culturale Vita Romana
Via Francesco Gentile, 19 E/20 - 00173 Roma
Fax 067218829 - cell: 3392196368 - www.vitaromana.it - info@vitaromana.it

 

Jazz. Black Music

20 giugno - 12 settembre 2010 [prorogata al 23 ottobre 2010]

 

Inaugurazione 20 giugno 2010, ore 11.30

 

In occasione della Festa della Musica 2010, la Soprintendenza e Graffiti presenta la mostra fotografica Jazz. Black music di Gianni Pinnizzotto.

 

 

 

La Graffiti è Associazione Culturale, Scuola Permanente di Fotografia, Agenzia Fotogiornalistica. Il direttore è Gianni Pinnizzotto.

L'Associazione Culturale Graffiti lavora da molti anni nel campo della promozione delle arti visive e della comunicazione per i media. Dispone di un archivio fotografico informatizzato; una biblioteca dotata di circa 1.000 libri tecnico-pratici, divulgativi e di grandi autori; una emeroteca dedicata ad immagini di reportage, di moda, di sport e di spettacolo.

La Scuola Permanente di Fotografia Graffiti organizza corsi con lezioni teoriche e pratiche di vario livello sia per principianti sia di specializzazione fino all'avviamento professionale.

L'Agenzia Fotogiornalistica Graffiti Press nasce negli anni '80 ad opera del direttore Gianni Pinnizzotto. I reporter che la compongono provengono da percorsi diversi, seppur paralleli, nell'ambito della fotografia sociale e hanno documentato l'evoluzione della comunità nell'Italia della seconda Repubblica. Data la rilevanza degli eventi politici di questo ventennio l'Agenzia ha allargato i suoi orizzonti alla fotografia politica e ha inserito nelle sue trattazioni importanti reportage sul mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport. L'Agenzia è nota per il suo spiccato taglio sociale e i suoi metodi espressivi altamente innovativi testati su i grandi scenari internazionali.

Gianni Pinnizzotto è fotoreporter dal 1970 e giornalista dal 1984. Ha collaborato con alcuni dei maggiori quotidiani nazionali (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, L'Unità, Paese Sera, Il Manifesto), con importanti settimanali (L'Europeo, L'Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Anna) e con periodici specializzati nel settore della difesa (Defence Today, Informazioni della Difesa, Flap, Quadrante), realizzando numerosi reportage in Italia e all'estero. Da sempre appassionato di Jazz, nella sua lunga carriera ha potuto fotografare i migliori musicisti del '900 da Miles Davis a Ornett Coleman da McCoy Tyner a Sonny Rollins. Si occupa da molti anni della formazione dei giovani fotogiornalisti e del loro inserimento nel mondo del lavoro.
 

Seguirà alle ore 12.00

 

Jazz - Black Music. Live performance

 

a cura dell'Associazione

 

Associazione Percento Musica

Progetto musicale di Luca Nostro

 

Seguirà aperitivo

 

Ingresso gratuito

 

 

Con il contributo di: Suono Musica

 

Settimana della Cultura Scientifica

18-22 ottobre

 

Ossa, denti, calibri e cervelli: un giorno da paleoantropologo.
Laboratori al Museo Pigorini per le scuole primarie e secondarie
 

Nell'ambito della Settimana della Cultura Scientifica indetta dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR).
 

18-22 ottobre 2010

 

Natura dell'iniziativa: laboratori didattici di Paleoantropologia

 

Per chi: alunni delle scuole primarie (III, IV e V) e secondarie di primo grado.

 

Articolazione: tutte le mattine, da lunedì 18 ottobre a venerdì 22 ottobre (dalle 10.00 alle 12.00)

 

Presso: Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, P.le Marconi 14, 00144 Roma

 

Info e prenotazioni: I laboratori sono gratuiti. Prenotazione obbligatoria.

POSTI ESAURITI.

Per informazioni su laboratori a pagamento telefonare 06 54952238 (lun-ven 9:00-15:30).

Le classi che faranno richiesta potranno partecipare ai laboratori didattici offerti dalla Sezione di Antropologia del Museo Pigorini nell'ambito della Settimana della Cultura Scientifica.
Attraverso i laboratori, i ragazzi sperimenteranno in prima persona le modalità di indagine della scienza, svilupperanno interesse per le tematiche presentate e acquisteranno capacità e padronanza nel trattare le evidenze scientifiche.

Ai partecipanti al laboratorio verrà distribuito gratuitamente il quaderno didattico intitolato "La Storia Naturale di Homo" edito dalla Soprintendenza Speciale al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini, inoltre verrà somministrato un questionario anonimo sulle preconoscenze sul cervello messo a punto nell'ambito del progetto "Un litro e mezzo di coscienza: laboratori didattici sull'evoluzione del cervello".
 

Calendario

 

  • Lunedì 18 ottobre. Laboratorio: Il cespuglio dell'evoluzione umana: osservo, misuro e confronto i crani degli ominidi. Dott. Paola Rossi
  • Martedì 19 ottobre. Laboratorio: Antropologi per un giorno per scoprire come erano fatti e come vivevano gli antichi romani. Dott. Paola Rossi
  • Martedì 19 ottobre. Laboratorio: Il cespuglio dell'evoluzione umana: osservo, misuro e confronto i crani degli ominidi. Dott. Alessandra Sperduti
  • Mercoledì 20 ottobre. Laboratorio: Antropologi per un giorno per scoprire come erano fatti e come vivevano gli antichi romani. Dott. Alessandra Sperduti
  • Giovedì 21 ottobre. Laboratorio: Un litro e mezzo di coscienza: l'evoluzione del cervello. Dott. Alessandra Sperduti
  • Venerdì 22 ottobre. Laboratorio: Un litro e mezzo di coscienza: l'evoluzione del cervello. Dott. Paola Rossi

 

Tutti i laboratori proposti in questa iniziativa sono stati ideati, sperimentati e validati nell'ambito dei progetti per la "diffusione della cultura scientifica" realizzati negli ultimi anni dal Museo Pigorini e co-finanziati dal MIUR.
 

 

 

 

Porte aperte per tutta la famiglia al Museo Pigorini con il film "Adèle e l'enigma del faraone"

Domenica 10 ottobre 2010 - ore 15.00 - 18.00

 

locandina_faraone


In occasione dell'uscita del film,
il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini"
organizza una giornata dedicata a grandi e piccini:
giochi, visite guidate, incontri con gli esperti
e un gadget di Adèle per tutti i bambini!
 

INGRESSO GRATUITO

 

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"Adèle e l'Enigma del Faraone", il nuovo film di Luc Besson distribuito da Medusa e in uscita nelle sale italiane il 15 ottobre, vi porta a scoprire gratuitamente insieme a tutta la famiglia i misteri dell'antico Egitto al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" il 10 ottobre 2010 dalle ore 15.00 alle 18.00

 

Il divertimento è assicurato al museo! Tutti i bambini e i loro accompagnatori potranno accedere gratuitamente al museo, scoprire in anteprima il film e partecipare a giochi, visite guidate e incontri didattici. Per tutti i piccini, in più, un originale gadget "Adèle e l'enigma del faraone".
 

Programma dell'evento

 

L'Italia ai tempi dei Faraoni

Visite guidate nelle sale espositive della preistoria a cura dell'Associazione Amici del Museo Pigorini.
Gruppi di 25 persone, durata 40 minuti, partenze ogni 20 minuti a partire dalle ore 15.20.
Si consiglia la prenotazione dal lunedì al venerdì ai seguenti numeri:
ore 9.00 - 13.00  tel. 0654952238
ore 13.00 - 16.00 tel. 0654952269

 

Scrivi il tuo nome in geroglifico

Impara a scrivere il tuo nome in geroglifico con l'esperto dell'Associazione Amici del Museo Pigorini (postazione didattica fissa)

 

Scopriamo l'Egitto prima dei faraoni

Incontro didattico con Mario Cappozzo, egittologo
Sala Conferenze, ore 15.30 - durata 1 ora circa
 

Le cure del corpo nella vita e oltre la morte: dalla medicina dei papiri all'imbalsamazione
Incontro didattico con Gaspare Baggieri, paleoantropologo
Sala Conferenze, ore 16.30 - durata 1 ora circa
 

Proiezione in esclusiva deii primi minuti del film
in Sala Conferenze e nelle Postazioni Video
a tutti i partecipanti uno sconto per la visione del film al cinema The Space (Parco De' Medici) venerdì 15 ottobre 2010 presentando il biglietto del Museo e il coupon incluso nel dèpliant
 

"Adèle e l'enigma del faraone": il film

1912. L'intrepida e giovane giornalista Adèle Blanc-Sec è pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. Per questo arriverà fino in Egitto per affrontare mummie di ogni forma e dimensione. Nel frattempo, però, Parigi è in preda al panico: un uovo di pterodattilo di 136 milioni di anni fa, conservato in una teca del museo di storia naturale, si è improvvisamente e misteriosamente schiuso liberando un uccello che terrorizza i cieli della città.
Ma nulla può preoccupare Adèle Blanc-Sec, le cui straordinarie avventure riservano tante altre sorprese…

 

 

Favella. Un villaggio del Neolitico antico nella Sibaritide

(a cura di Vincenzo Tiné)

Sala conferenze
Venerdì 1 ottobre, ore 15,30

 

Invito alla presentazione del libro: Favella. Un villaggio del Neolitico antico nella Sibaritide.

 

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

 

Sala conferenze
Venerdì 1 ottobre, ore 15,30

 


Il prof. Jean Guilaine del Collège de France
presenterà il volume


Favella. Un villaggio del Neolitico antico nella Sibaritide

(a cura di Vincenzo Tiné)


Saranno presenti il Curatore e gli Autori e interverranno:
M. Cipolloni, M.A. Fugazzola, R. Grifoni, A. Manfredini, F. Martini, M. Pearce, A. Pedrotti, A. Pessina, R. Poggiani, G. Radi, F. Radina, J. Robb, L. Sarti, A. Traverso, S. Tusa, N. Vella.


Il Soprintendente, Luigi La Rocca, è lieto di invitare la S.V.

 

[PDF indice]

 

 

Introduzione

 

Il villaggio neolitico di Favella è stato scoperto cinquant'anni fa (1957), indagato per la prima volta all'inizio degli anni '60 e scavato quasi in continuità tra il 1990 e il 2002. Come spesso accade, lunghi e faticosi anni di studio ed elaborazione sono stati necessari, poi, per arrivare alla pubblicazione dei risultati delle ricerche.

Dopo tanti anni Favella è ancora l'unico sito neolitico noto in tutta la piana di Sibari e uno dei pochissimi esplorati sistematicamente per quanto riguarda la più antica fase della neolitizzazione del Sud-Est: quella caratterizzata, all'inizio del VI millennio a.C., dalle cosiddette Ceramiche Impresse Arcaiche. Purtroppo, la profonda alterazione del paesaggio della Sibaritide, a seguito dell'introduzione dell'agricoltura meccanizzata, ha profondamente compromesso la conservazione del record archeologico originario – già interessato dall'impatto
agrario di età classica ed ellenistica – e gravemente menomato le possibilità di lettura e interpretazione.

Tenendo presenti questi limiti per quanto riguarda l'assetto stratigrafico residuale del sito, l'importanza di Favella per la prima storia del territorio Sibari appare, in ogni caso, secondaria rispetto alla possibilità, che questo sito offre, di indagare la fase iniziale della neolitizzazione in un contesto sostanzialmente monofase. La rioccupazione del sito nelle fasi più avanzate del Neolitico (recente e finale) è, infatti, distanziata dalla prima di almeno 1500 anni, caratterizzandosi in maniera del tutto diversa per quanto riguarda l'intero spettro
ergologico: dalla cultura materiale alle risultanze strutturali.

Il breve arco di vita della prima fase di occupazione neolitica di Favella, circoscritto dall'esclusiva presenza di ceramiche impresse di tipo arcaico e dalle datazioni radiometriche ai primi secoli del VI millennio a.C., rappresenta la migliore garanzia di un'analisi specifica, senza che siano possibili inquinamenti e commistioni con materiali di fasi immediatamente successive, come tipicamente avviene negli altri siti-chiave dello stesso orizzonte. Questa particolarità era già stata intuita da Santo Tiné con le brevi campagne degli anni '60 e ha motivato la ripresa degli scavi a Favella nel 1990 e la lunga e complicata fase gestionale dei dati ricavati dalle indagini.

Il diverso peso e importanza delle due distinte fasi neolitiche di Favella è rispecchiato dalla ripartizione dei relativi contributi in questo volume, nettamente sbilanciata verso il Neolitico antico. Gli oltre trenta autori provengono da vari ambiti disciplinari e diversi enti di ricerca, con i Laboratori della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" come capofila. Con tutti loro sono in debito di disponibilità e pazienza, ma vorrei ringraziare qui, in particolare: Elena Natali, Fiorenzo Fuolega, Antonio Tagliacozzo, Beatriz Pino Uría e Cristina Zamboni per l'impegno pluriennale profuso nella cura dei rispettivi capitoli e nella condivisione in itinere dei risultati. I loro studi offrono spunti particolarmente importanti per la comprensione delle dinamiche socio-economiche e produttive della fase della neolitizzazione, anche alla luce del confronto puntuale con gli altri siti-chiave della facies arcaica delle Impresse, che sono già stati oggetto di pubblicazione più o meno sistematica: in particolare Torre Sabea, per cui disponiamo del recente studio collettivo curato da J. Guilaine e G. Cremonesi (2003), Rendina e Trasano, di cui si attendono ancora le edizioni definitive.

L'impostazione generale del lavoro, per quanto a carattere strettamente tematico, è stata orientata a valorizzare le correlazioni interdisciplinari tra le diverse metodologie di approccio. Troppo spesso, infatti, i singoli contributi di opere collettive perdono di vista la necessità di questa interazione, finendo per restituire un quadro disomogeneo, esito di una mancata corrispondenza tra le diverse categorie di dati e le relative ipotesi esplanatorie. Non sempre è stato possibile e quasi mai è stato facile, ma, approfittando di un ambiente di lavoro comune per molti di noi e di un coinvolgimento di quasi tutti anche nelle fasi di indagine sul campo, abbiamo cercato di condividere i rispettivi dati analitici (soprattutto stratigrafici e tafonomici) e discutere congiuntamente i relativi modelli interpretativi, sfruttando le sinergie offerte da questo scambio per rivedere e correggere i modelli e le ipotesi derivati da ciascun settore della ricerca.

Una certa inclinazione post-processuale, che caratterizza l'approccio di diversi autori e in particolare del sottoscritto nei capitoli dedicati alle strutture e alle statuine, non rappresenta solo un meccanismo di reazione all'attardamento processuale in cui da decenni versano gli studi di preistoria italiana. Il particolare impegno interpretativo di tutti i contributi, in termini contestuali, funzionali e in
qualche caso anche cognitivi, nasce soprattutto dalla volontà di riscattare resti materiali che, a causa del particolare modello deposizionale dei contesti stratificati (scarichi in fosse) e degli esiti tafonomici distruttivi, che hanno interessato le paleosuperfici neolitiche, non sono quasi mai espliciti.

Il lay-out grafico, particolarmente ricco nell'apparato grafico, è il risultato – oltre che della tradizione editoriale del Bullettino di Paletnologia Italiana – soprattutto della straordinaria professionalità del collega Gianfranco Calandra. Il restauro dei materiali è stati curato, con la consueta perizia e passione, da Francesca Quarato del Laboratorio di Conservazione e Restauro e le foto dei materiali da
Fabio Naccari del Laboratorio di Fotografia della Soprintendenza. I disegni delle conclusioni sono opera di Marisa Agrostelli. Per la revisione finale e i consigli redazionali sono in debito con altri colleghi ed ex-colleghi della Soprintendenza: Grazia Bulgarelli, Maria Antonietta Fugazzola Delpino, Elisabetta Mangani, Loretana Salvadei e Andrea Pessina; per la revisione dell'inglese con Stefano Tiné e Nicholas Vella.

Alle recenti campagne di scavo a Favella hanno preso parte gli archeologi: Lulli Bertini, Stefania Carianni, Enrico Giannitrapani, Francesca Giomi, Paula Kay Lazrus, Claudio Mastrantuono, Luisa Moser, Elena Natali, Sara Natoli, Manuela Novati, Antonio Tagliacozzo, Barbara Traversone, Giorgio Trojsi e diversi studenti del corso di Paletnologia dell'Università di Genova. Hanno partecipato alle prospezioni geoarcheologiche i geologi: Egidio Armadillo Emanuele Bozzo, Nadia Campana, Giorgio Caneva, Fulvio Merlanti, Marco Firpo, Alessandro Guerricchio, Flavio Poggi e Cristina Zamboni. I rilievi topografici sono stati realizzati da Sergio Della Mura e Alberto Oneto (1990-1998), Giuseppe Cilia (2001), Adolfo Tosti (2002); i rilievi fotogrammetrici da Silvia Magro (1994) e Adolfo Tosti (2002). L'Impresa Ing. Giovanni Volpe di Piero Galiuto (Sibari) ha curato la logistica di tutte la campagne di scavo, che sono state finanziate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con fondi della programmazione ordinaria della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria (1990-1998) e della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" (2001-2002).

Un sostegno decisivo alle varie campagne è stato offerto da: Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, Azienda Favella S.p.A. e in particolare da: Elena Lattanzi, Silvana Luppino, Isora Migliari, Vincenzo Pitrelli; Maria Antonietta Fugazzola Delpino; Giovanna De Sensi Sestito, Luigi Tarsitano e Mario Candido; Giovanni, Iva, Luigi e Nicola Rizzo, Roberto e Anna Buzi, Franco Bonifati, Franco Catapano, Giovanni Greco.

A tutte queste persone va il mio più caloroso ringraziamento, con tutta la nostalgia delle estati passate insieme nell'ancora meravigliosa Sibaritide.

 

Vincenzo Tiné

 

 

Notte dei Musei

Segnali di fumo. Al museo per una notte

Sabato 15 maggio 2010

Ore 20.00 – 02.00

 

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L.Pigorini" aderisce alla quinta edizione della "Notte dei Musei", promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l'iniziativa "Segnali di fumo. Al museo per una notte", in occasione della quale verranno esposti, in via straordinaria, oggetti delle collezioni etnografiche americane legati all'uso rituale del tabacco presso gli Indiani delle praterie.

 

Leggi il Programma

 

 

2010. Anno della Biodiversità

Il programma della Soprintendenza:

 

Domenica 14 marzo, ore 11.00.

L'arte rupestre racconta: quando il Sahara era verde

Proiezione del documentario: Il segno sulla pietra - il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome, con Daniela Zampetti (Università LaSapienza di Roma)

Presenta: Egidio Cossa (Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini")

Un film di: Lucio e Anna Rosa. Regia: Lucio Rosa
Coordinamento scientifico: Stefano Biagetti e Savino di Lernia - Università di Roma "La Sapienza"
Durata: 59'
 

La storia millenaria del Sahara racconta di un alternarsi di fasi climatiche estreme: periodi di grandi aridità, di grandi piogge e dietro di esse le vicende di uomini che ebbero la ventura di scegliere quella terra come loro dimora. 12.000 anni fa, dopo una fase di aridità estrema, ritornò la pioggia e la vita ricominciò a germogliare lentamente. Così, nel Sahara centrale, sui massicci del Tadrart Acacus e del Messak, nel sud ovest della Libia, si formarono le prime comunità, tenaci e vitali, culturalmente compiute, che seppero definire la loro identità non solo attraverso la pura sopravvivenza materiale del gruppo, ma che riuscirono anche ad elevare a linguaggio pittorico, quindi complesso, il loro vissuto quotidiano ed il loro primitivo bisogno di trascendenza.
I ripari che li accoglievano, divennero attraverso l'arte rupestre, dalla fine del Pleistocene all'Olocene, fino all'ultima desertificazione, sede e conservazione di un sapere, libri di pietra sui quali si dipanava e si affermava una vicenda umana che ancora oggi mostra intatta tutta la sua straordinaria ed avvincente magia.
 

Premi conseguiti:
XVII Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico
- Rovereto - Secondo premio del pubblico.
II Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Roma "Capitello d'oro" 2007. Al film è stato attribuito il "Capitello d'Oro" , premio della giuria, quale migliore film con la motivazione: "Per aver raccontato una storia complessa e sfuggente con semplicità e rigore diversamente dalla maggioranza dei documentari presentati, non cede all'enfasi e alla retorica, ma riesce tuttavia a colpire ed affascinare lo spettatore. Le immagini acquistano movimento e parlano. Le storie si intrecciano, il passato più lontano dialoga col racconto della scoperta. E i richiami a Fabrizio Mori e alla sua avventura sono un omaggio allo studioso delicato e discreto" (presidente della giuria dott. Sergio Zavoli).
Festival Inernazionale del Cinema Archeolgico di Agrigento "Valle dei Templi 2007". Al film è stato attribuito il premio della giuria, quale migliore film, con la seguente motivazione: "Il film racconta in maniera rigorosa e scorrevole, sempre coinvolgente, nella cornice di un interesse ambientale che non viene mai meno, la storia millenaria di arte rupestre nel Sahara, da quella graffiante e realistica nella evidenza della incisione lasciataci da popolazioni di cacciatori e raccoglitori a quella dipinta e schematizzata nella leggerezza del colore e della linea di contorno, propria delle popolazioni pastorali e dei raccoglitori ormai verso la sedentarietà agricola. La personalità di Fabrizio Mori e della sua scuola paleontologica aggiunge in un breve commento, tocchi di riflessione, con cui lo studioso di oggi accompagna l'entusiasmo e il valore della propria scoperta che consegna importanti conoscenze all'universo delle civiltà più antiche" (presidente della giuria prof. Ernesto De Miro).
VIII Iternationales Archäologie-Film-Kunst-Festival - Kiel - CINARCHEA 2008 - Premio del pubblico.
7th International Meeting of Archaeological Film of the Mediterranean Area AGON di Atene - 2008.  Premio del pubblico - Premio per la fotografia.
The Archaeology Channel - The International Film and Video Festival - Eugene - Oregon - USA - 2008 Honorable Mention for Best Cinematography (by Jury). Honorable Mention for Best Animation (by Jury).
Daniela Zampetti è ricercatrice presso l'università degli studi "la Sapienza" di Roma, insegna "Archeologia del Paleolitico" presso la stessa università; è coordinatrice del gruppo di studio di Arte Rupestre e della missione italo-libica nel Sezzan; è inoltre membro della missione ad Assuan-Kom Ombo in Egitto, dirige attualmente una missione dedicata allo studio dell'arte rupestre della valle del Draa (sud del Marocco).

 

Domenica 30 maggio, ore 10,30
Laboratorio-conferenza: "Mai dire mais", a cura di Marco D'Aureli – Direttore del Museo della Terra di Latera.

 

Il laboratorio fa parte del pacchetto didattico "Percorsi nel gusto. Passeggiata nello spazio e nel tempo tra i prodotti della terra" messo a punto dal Museo della Terra di Latera. Assieme a Pane di grano, saltami in mano!, Diario-ricettario e Formaggio, cibo da saggio! Mai dire mais rappresenta una occasione di riflessione sul nostro mondo quotidiano a partire dalla prospettiva antropologica, ed in particolare da quella dell'antropologia dell'alimentazione.

Finalità: partendo dalla vicenda della diffusione della coltivazione e dell'uso alimentare del mais in Europa, far comprendere ai ragazzi come il nostro panorama alimentare contemporaneo sia frutto di un lunghissimo processo di plasmazione culturale che ha comportato l‛affermazione o l‛abbandono di determinate pratiche culturali e sociali legate alla cucina.

Metodo: visione di una presentazione per affrontare, in chiave antropologica, concetti come il gusto e il disgusto, per arrivare a riflettere sulla dialettica natura/cultura in cucina. La parte teorica è seguita da una pratica che prevede l'utilizzo del mais per la costruzione di piccoli manufatti.

 

 

Il Museo per le famiglie

gennaio-maggio 2010

 

Laboratori e visite guidate nei fine settimana.

Un'opportunità per adulti e bambini per imparare insieme.

A cura dell'Associazione Amici del Pigorini

 

Domenica 24 gennaio, ore 10,30

Laboratorio "Gli animali nell'archeologia" *

Sabato 30 gennaio, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 7 febbraio, ore 10,30

Laboratorio " Maschere e travestimento in Africa" *

Sabato 13 febbraio, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 21 febbraio, ore 10,30

Laboratorio "Alla scoperta del lavoro dell'antropologo" *

Sabato 27 febbraio, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 7 marzo, ore 10,30

Laboratorio "La tela di Penelope. Intrecci di culture" *

Sabato 13 marzo, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 21 marzo, ore 10,30

Laboratorio "La ceramica preistorica" *

Sabato 27 marzo, ore 16,00

Visita guidata "L'America prima di Colombo"

Sabato 10 aprile, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 11 aprile, ore 10,30

Laboratorio "Quante spezie riconosci?" *

Sabato 17 aprile, ore 16,00

Visita guidata "Scambi e contatti tra culture"

Domenica 18 aprile, ore 10,30

Laboratorio "Alla scoperta del lavoro dell'antropologo" *

Domenica 25 aprile, ore 10,30

Laboratorio "Gli animali nell'archeologia" *

Domenica 9 maggio, ore 10,30

Laboratorio "La ceramica preistorica" *

Sabato 29 maggio, ore 16,00

Visita guidata "Viaggio nella preistoria"

Domenica 30 maggio, ore 10,30

Laboratorio "Mai dire mais" *

Le attività sono gratuite, l'ingresso al Museo è di 6,00€ (intero) e 4,00€ (ridotto). Ad ogni incontro potranno partecipare un massimo di 25 persone. Si consiglia pertanto la prenotazione. Le nostre guide vi attenderanno all'orario stabilito presso la biglietteria del museo.

*I laboratori sono rivolti alle famiglie con bambini di età compresa tra i 5 e i 13 anni.

 

 

(Bio)diversità, riciclo e rinnovo dei saperi
Imprenditoria al femminile qui e altrove

Sabato 6 marzo

In occasione della Festa della donna 2010, la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" in collaborazione con 'noidonne' e con l'Associazione Amici del Museo Pigorini, organizza una giornata dedicata alla riflessione sul ruolo della donna nello sviluppo e trasformazione di attività tradizionali alla luce della modernità.

 

ore 10.00 - 13.00

La mattina vedrà come protagonista la nuova imprenditoria agricola al femminile del Lazio ed il suo contributo alla valorizzazione della biodiversità e della tutela del patrimonio ambientale e culturale della nostra regione attraverso la presentazione del volume e la proiezione del documentario "Donne e agricoltura nel Lazio. Ieri, oggi e domani" realizzato da 'noidonne' con il contributo della Regione Lazio, Assessorato all'Agricoltura. Saranno presenti al dibattito Tiziana Bartolini e Nadia Angelucci di 'noidonne', Annalisa Cipriani di Italia Nostra e Paola Ortensi dell'Associazione Rea Silvia; coordina Alessandra Serges (Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini - Archeologa).

 

ore 12.00

concerto con
Giovanna Marini
e il Coro di "Estetica del Canto Contadino"
della Scuola di Musica Popolare di Testaccio

 

15.00 - 18.00

Nel pomeriggio sarà in scena il mondo delle donne immigrate, introdotte dall'antropologa Rosanna Gullà, attraverso le testimonianze di Katirisa Kahindo (BarazAvenir) e Sevla Sejdic (Occhio del riciclone), due donne che, lavorando creativamente sull'abbigliamento, sono riuscite a reinterpretare le rispettive tradizioni culturali attraverso una modalità tutta femminile di affermazione nella società contemporanea; coordinano Egidio Cossa (Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini – Antropologo) e Rossana Di Lella (Amici del Museo Pigorini – Antropologa).

 

ore 17.00

"Sfilata di moda africana"
presentata da Katirisa Kahindo
accompagnata da canti e ritmi congolesi

 

L'ingresso all'evento è gratuito.

Nei giorni 6-7 marzo biglietto gratuito per tutte le donne

 

Noi e il Cibo

Mostra chiusa il 31 gennaio

 

Noi e il cibo. Nutrirsi/cibarsi - Mangiare/gusture

 

Le pratiche relative all'alimentazione umana, oltre a dipendere da fattori ambientali, biologici, economici e tecnologici, spesso implicano precise scelte ideologiche e investono significati fondamentali per comprendere la diversità delle culture umane.

Procurarsi il cibo, cucinare e mangiare sono, infatti, azioni che rispondono a bisogni nutrizionali ma hanno anche, quasi sempre, una valenza culturale che contribuisce a fare la differenza tra un'epoca e l'altra e tra una società e l'altra.

  • "Ciò che mangiamo" definisce la nostra identità e ci consente di autorappresentarci;
  • il "come mangiamo" ha una funzione identitaria altrettanto importante e comprende comportamenti, atteggiamenti, rituali, regole ed etichette diversificate.

L'appetito accomuna tutti gli esseri viventi ma i modi di soddisfarlo sono molteplici e variano a seconda delle epoche e dei contesti. Raccontare la storia dell'evoluzione delle pratiche alimentari ci permette di ripercorrere la storia dell'alimentazione dalle sue origini, mentre posare uno sguardo comparativo su diversi modi di mangiare ci aiuta a comprendere la straordinaria relatività culturale del comportamento e delle scelte compiute dall'uomo.
Nel percorso espositivo, che sarà ampliato nel corso dei prossimi mesi, si racconterà della relatività del gusto, dei vari "stili alimentari" e del loro ruolo sociale, del consumo simbolico di alcune sostanze, del cibo degli dei e del cibo dei morti, delle offerte primiziali, ecc.; verranno descritti i modi e gli strumenti di produzione ed elaborazione del cibo attraverso testimonianze archeologiche e delle culture "altre". Il filum narrativo sul cibo è stato articolato in diversi spazi, cronologici e tematici, che, partendo dalla più lontana preistoria, ripercorrono le tappe di un'"evoluzione del gusto".
 

Gli spazi cronologici e tematici proposti sono:

  1. Le origini: da "raccoglitori" a "spazzini";
  2. La caccia e la pesca: da "spazzini" a "predatori";
  3. L'allevamento e l'agricoltura: da "cacciatori-raccoglitori" ad "agricoltori-allevatori";
  4. La rivoluzione dei prodotti secondari: l'uomo trasforma e conserva il cibo;
  5. Un banchetto preistorico
  6. Relatività del gusto e stili alimentari
     

Inoltre, sono esposti:

  • armi paleolitiche usate per la caccia,
  • falcetti e macine usati nel Neolitico per la raccolta e la molitura del grano,
  • coppe e boccali utilizzati nei banchetti dell'età del Bronzo e del Ferro per il consumo di vino e birra
  • alcuni prodotti alimentari conservatisi dalla Preistoria ai giorni nostri, tra cui un panino neolitico!

 

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Ultima modifica: mercoledì 15 giugno 2011

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