Archivio delle mostre e degli eventi temporanei
2004-2009
2009
Le tenute storiche dell'agro romano. Ieri e oggi
16 dicembre 2009 - 24 gennaio 2010
Quando la campagna è in città.
Sul solco dell'ultima battaglia di Antonio Cederna
L'associazione Italia Nostra - Sezione di Roma
Mostre fotografiche, appuntamenti culturali, laboratori didattici ed esperienze sul campo, visite per le scuole, dibattiti pubblici con gli amministratori locali, questo il ricco programma che ha organizzato l'associazione "Italia Nostra – sezione di Roma" a sostegno dell'art. 9 della Costituzione allo scopo di favorire la conoscenza e la tutela del grande patrimonio culturale rappresentato dall'agro romano, oggetto dell'ultima grande battaglia di Antonio Cederna.
La mostra, organizzata in collaborazione con la Coldiretti Lazio, sarà inaugurata il giorno 16 dicembre alle ore 10.30 presso la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini".
Vengono, inoltre, esposti alcuni strumenti musicali provenienti dal Museo delle Tradizioni Musicali della Campagna Romana a cura di Alessandro Mazziotti.
Alle ore 11.00 sarà la volta di una conferenza stampa di illustrazione dell'intero progetto e del calendario degli appuntamenti culturali e degli incontri pubblici.
L'intera iniziativa si avvale del patrocinio dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, dell'Ambiente e dell'Università e della Ricerca Scientifica.
Per info: Annalisa Cipriani, Italia Nostra – 3396006916 Massimiliano Di Gioia – Colle della Strega – 328/6442061 italianostra@italianostraroma.it
Aderiscono: WWF Lazio, Coldiretti, Croma Roma Tre, Associazione Stalker, Associazione Colle della Strega, comitati dell'XI municipio, comitati della Rete Romana di Mutuo soccorso, Comitato salute ed ambiente Eur, Coordinamento Comitati e Cittadini dell'Eur.
Programma
Sabato 19 dicembre ore 10.00 - 13.00
Tavola rotonda con i Comitati e le Associazioni di tutela ambientale: partecipare al governo del territorio per
LA SALVAGUARDIA DELL'ULTIMA CAMPAGNA INTORNO A NOI
Sabato 9 gennaio ore 9.00-18.00
A Scuola di Paesaggio: Giornata dedicata a docenti e studenti con i laboratori didattici su
NATURA, STORIA E CULTURA DELL'AGRO ROMANO
- "Il Paesaggio sonoro" Gli strumenti antichi escono dalle teche e suonano: Lezione concerto di Alessandro Mazzotti musicista coordinatore e responsabile scientifico del Museo delle Tradizioni Musicali della Campagna Romana, che raccoglie ad Ardea più di 300 strumenti musicali e materiale documentario.
- "Il Paesaggio letterario e teatrale" Miti, leggende, favole: personaggi, maschere, servi furbi e servi sciocchi che rivivono nella scena agreste del teatro di strada, delle feste popolari, della commedia dell'arte, con l'attore e regista Dino Ruggiero Direttore dell'Associazione "Il Carro dei comici".
- "Il Paesaggio Agrario" La Cultura nutre, un viaggio bimillenario a cura di Annalisa Cipriani: dalle Ville agricole del Suburbio imperiale alle Aziende comunali d'oggi. Scambi, commerci e tradizioni alimentari sulle vie laziali d'acqua e di terra al Mediterraneo, cosa resta sulla nostra tavola.
Venerdì 15 gennaio ore 10.00
Dibattito sull'Art. 9 della Costituzione, Codice Urbani, Convenzione Europea, con le Istituzioni di Tutela, le Università romane, gli Enti di ricerca scientifica
I VALORI INTANGIBILI DEL PAESAGGIO STORICO DELLA CAMPAGNA ROMANA
Sono invitati a discuterne il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. Le Direzioni Generali del Paesaggio, Beni architettonici e Archeologici del MiBAC, la Soprintendente ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Roma Federica Galloni, il Soprintendente all'Archeologia di Roma Angelo Bottini, il Sovrintendente ai Beni culturali e all'ufficio speciale Carta dell'Agro del Comune di Roma Umberto Broccoli, l'Assessore alla cultura della Provincia di Roma Cecilia Delia.
Venerdì 22 gennaio ore 10.00
Confronto con Regione, Provincia e Comune di Roma: Il Piano Casa, il PRIA, i programmi integrati …
UN PATRIMONIO AMBIENTALE A RISCHIO NELLE TRASFORMAZIONI DEL TERRITORIO
Sono invitati a discuterne gli Assessori all'Ambiente e Agricoltura del Comune di Roma Fabio De Lillo, della Provincia di Roma Michele Civita e Aurelio Lo Fazio, della Regione Lazio Filiberto Zaratti e Daniela Valentini.
L'Agro Romano
La questione delle trasformazioni urbane e del rischio di eliminazione progressiva dell'Agro romano, compromesso dall'espansione urbana e dalle nuove infrastrutture di livello metropolitano, è oggi per Italia Nostra sempre più importante ed attuale nel dibattito culturale universitario e tecnico (architetti, ingegneri). Questo per il crescente processo di edificazione in aree periferiche con il relativo consumo di suolo e per l'attuazione di progetti e di strumenti di pianificazione quali le centralità urbane, il cosiddetto "Piano Casa", i Programmi Integrati, il P.R.I.A. (Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli), ecc.
Tutto ciò si pone in contrapposizione con la valorizzazione delle risorse storico-archeologiche e paesaggistiche, presenti nel territorio dell'Agro romano che potrebbero, invece, costituire gli elementi fondamentali per una riconfigurazione dei diversi paesaggi e dei contesti urbani. A questo si aggiunga la necessità di dare maggiore dignità alla qualità della rete ecologica ed alla tutela dei bacini idrografici (Aniene e Tevere), del ricco sistema dei fossi e dei corridoi ecologici; tutti elementi di biodiversità capaci di garantire un equilibrio naturale e climatico fondamentale.
La salvaguardia del sistema agricolo garantirebbe l'avvicinamento della città alla campagna, tramite lo sviluppo di processi economici di tipo innovativo e autosostenibili (per es. l'agricoltura urbana a chilometro zero), e la produzione di qualità territoriale nella direzione di un assetto territoriale integrato.
I rischi sono l'estinzione di un patrimonio storico-ambientale e del suo valore economico-produttivo, nonchè l'indebolimento dell'equilibrio che sta alla base della sostenibilità del rapporto città-campagna in una grande area metropolitana come quella del Comune di Roma, il comune agricolo più grande d'Europa. L'agricoltura urbana potrebbe costituire una componente durevole del processo di urbanizzazione, ma ciò dipenderà dalla decisione politica e dalla partecipazione delle comunità locali.
In definitiva, lo spazio agricolo va visto non più come residuo ma come risorsa per l'urbanistica sostenibile, per sviluppare una campagna urbana abitabile ed una rete di fruizione dei beni storico-paesaggistici della città di Roma.
L'Agro romano è un complesso sistema storico, geologico e naturale così unico da generare l'esempio più significativo di "Paesaggio storico" che si è venuto formando dal Rinascimento al Gran Tour. Questa Mostra didattica su "Le Tenute storiche dell'agro romano ieri e oggi" che sarà completata da una seconda sezione di analisi dell'Agro, nell'espansione e trasformazione verso il mare, diventerà itinerante nei luoghi più significativi Scuole, Biblioteche, Enti parco, Riserve naturali ecc., per promuovere una maggiore conoscenza di una realtà che è insieme risorsa ambientale e culturale. Un contributo prezioso è offerto alla Mostra, dai pannelli realizzati dalla Direzione Regionale Territorio e Urbanistica per la redazione del piano paesaggistico regionale che illustra efficacemente la disciplina che regola le tutele del paesaggio e in particolare gli ambiti e i tipi di paesaggio agrario identificativi della Campagna romana. Ugualmente preziosa la collaborazione dell'Ente parco Appia antica alla realizzazione dei pannelli che illustrano le tenute storiche della Farnesiana e di Tor Marancia nei suoi confini. Italia Nostra da sempre persegue la conservazione dei caratteri storici dell'Agro, ma anche lo sviluppo di una corretta gestione della vocazione agricola del territorio e del paesaggio che questa funzione può salvaguardare, mantenendo equilibrio ecologico e sostenibilità ambientale. Obiettivi pienamente condivisi dalla Coldiretti, a partire dalla formazione professionale, attenta a questi valori che gli Istituti Tecnici professionali della Provincia di Roma possono assicurare, con la sperimentazione di tecnologie innovative, bioagricoltura, risparmio energetico. Non a caso L'istituto Tecnico Agrario Garibaldi con la sua azienda agricola, che insiste nella Tenuta storica del Sant'Alessio, in area contigua al Parco dell'Appia antica, con i servizi integrati al territorio che ospita, costituisce un punto di riferimento per L'Associazione che ha organizzato in quella sede un corso nazionale di formazione sul Paesaggio rurale, promuovendo nel 2007, con la Presidenza dell'Istituto, un Osservatorio permanente sulle trasformazioni del paesaggio agrario, in rete con Istituti di altre Regioni, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, dell'Ambiente, della Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma.
Ideazione e coordinamento Annalisa Cipriani Testi di Emanuela Cascianelli, Luigi Cherubini, Caterina Rossetti
Progetto grafico Valeria Di Bartolomeo
Giovedì 26 novembre ore 17.00 - Sala Conferenze
Passione d'Africa, l'arte africana nelle collezioni italiane
Presentazione del volume

a cura di Chantal Dandrieu e Fabrizio Giovagnoni
con saggi di Egidio Cossa e Jean-Louis Paudrat
Officina Libraria - ISBN 978-88-89854-419
Intervengono
Stefano Malatesta e Mariano Pavanello
In occasione della presentazione del volume sarà esposta al pubblico una selezione d'arte africana della Collezione Berman.
Questo volume, introdotto da Egidio Cossa, conservartore delle collezione africane del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", riunisce in oltre 120 tavole a colori alcune delle opere più significative delle arti dell'Africa subsahariana, selezionate non soltanto per l'intrinseco valore estetico ma soprattutto perché illustrano la formazione del gusto collezionistico italiano, dall'inizio degli anni cinquanta ai nostri giorni.
Il dibattito spesso appassionato che anima oggi la cerchia sempre più ampia degli amatori ha reso necessaria la messa a punto di uno "stato dei fatti", lontana da partiti presi e dalla pretesa di esaustività. Sulla base di una cronologia sinottica che recensisce più di cinquant'anni di pubblicazioni, mostre, convegni ed aste, Jean-Louis Paudrat, opponendosi al luogo comune che vuole l'Italia un 'parente povero' nel collezionismo d'arte africana, evidenzia un dinamismo costante provato sia dalle diverse collezioni private, spesso ricche di opere di grande qualità, sia dalla regolare organizzazione di manifestazioni pubbliche, alcune delle quali senza paragoni. Inoltre, forse in Italia più che altrove, grazie a studi eruditi, si è verificata l'integrazione fortemente perseguita delle produzioni plastiche africane nell'ambito di una vera Storia dell'arte.
Sul fronte delle raccolte pubbliche, Egidio Cossa ripercorre il caso particolare di una ventina d'oggetti d'arte africana donati dall'artista Eugèene Berman (1899-1972) al Museo Pigorini.
Alcune significative testimonianze sullo sviluppo del collezionismo privato sono invece presentate in fine volume attraverso interviste, in parte inedite, di Antonio Aimi a Carlo Monzino ed Ezio Bassani, e di Chantal Dandrieu a Mario Meneghini, Aldo Tagliaferri, Franca Scamperle e Giuseppe Calabresi.
L'opera è accompagnata da un dvd che presenta i filmati di due celebri mostre "Terra d'Africa, Terra d'Archeologia" (Roma, Centre Culturel Français, 1990) e "Africa. Capolavori da un continente" (Torino, GAM, 2003-2004).
Egidio Cossa, etnologo africanista, è direttore delle collezioni africane del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma. Ha svolto ricerche scientifiche in numerosi paesi dell'Africa subsahariana sulle dinamiche culturali in ambito sociale e formale studiando sia la produzione artistica tradizionale sia le nuove espressioni artistiche ispirate a modelli di importazione di stampo occidentale. Ha curato numerose mostre e cataloghi tra cui "Mari Capable. Africa: i tessuti parlano" (Roma, Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", 2001) e "IbridAfrica" (Cagliari, Lazzaretto Sant'Elia, 2002).
Jean-Louis Paudrat ha insegnato all'Università di Parigi dal 1971 al 2005. Attualmente ricercatore indipendente, si occupa della ricezione e della diffusione delle arti dell'Africa subsahariana in Occidente. Ha contribuito a numerose opere e cataloghi di mostre tra cui "Primitivism" in 20th Century Art (New York, MoMA, 1984), L'Art Africain (Paris, Mazenod, 1988), Dogon (Paris, Muséè Dapper, 1994), Sculptures: Afrique, Asie, Océanie, Amériques (Paris, RMN, 2000), Africa. Capolavori da un continente (Torino, GAM, 2003-2004) e Benin Könige und Rituale (Vienna, Museum für Völkerkunde, 2007).
Dal 1977 Chantal Dandrieu e Fabrizio Giovagnoni contribuiscono a diffondere la conoscenza delle arti africane, organizzando numerose esposizioni tematiche nella loro galleria romana, a Parigi e in collaborazione con istituzioni pubbliche italiane. Ricordiamo "Terra d'Africa, Terra d'Archeologia (Roma, Centre Culturel Français, 1990), "Arte Extra Arte: sguardi sull'arte africana" (Montelupo Fiorentino, Fondazione Museo Montelupo, 1996), "Immagini ed Arte d'Africa" (Roma, Museo di Roma, 2001).
Giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità
3 dicembre 2009 - 16.00-18.00 - Sala Conferenze
Didattica e non solo. Esplorare la cultura.
Ciclo di incontri in museo con persone con difficoltà cognitive e relazionali.
La Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico "L. Pigorini" da anni dedica un'attenzione particolare ai visitatori con differenti disabilità. L'esperienza è stata avviata con l'apertura dei percorsi tattili destinati a ipovedenti e non vedenti nelle sale di Preistoria ed Africa, e ci ha visti impegnati nel 2008/2009 in una serie di conferenze "tattili" per sordo/ciechi incentrate su temi antropologici ed archeologici.
Quest'anno verrà promosso un lavoro mirato ad accogliere persone con difficoltà cognitive e relazionali, costruendo un percorso di condivisione delle differenti realtà operanti in un museo preistorico ed etnografico, per offrire un ventaglio di stimoli cognitivi fondati sulle esperienze proprie del lavoro in museo e della ricerca sul campo.
Il primo incontro vedrà impegnato i ragazzi del gruppo archeologia del Centro riabilitativo Tangram, che da alcuni anni lavorano ad un progetto curato da un team di esperti. Dopo la visione di un film presentato alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto "Per una Archeologia condivisa - l'esperienza di Lubiana" che darà a tutti i partecipanti un primo impatto sul lavoro svolto dal gruppo, ci sarò un interessante esperimento che vedrà uno scambio di ruoli: da un lato i ragazzi del Tangram diventeranno operatori didattici di un laboratorio archeologico aperto al pubblico, dall'altro gli operatori didattici del museo risponderanno alle domande dei ragazzi per un primo approccio con le collezioni preistoriche ed etnografiche del Museo Pigorini.
Le Associazioni che operano nel settore possono prendere contatti con i Servizi Educativi del Museo per partecipare all'iniziativa e studiare percorsi dedicati alle esigenze dei propri utenti.
Per informazioni, Ufficio Eventi: 0654952269
alessandra.serges@beniculturali.it
I colori della magia
di Gian Gaspare Napolitano
18 aprile - 30 novembre

All'interno delle manifestazioni per l'XI Settimana della Cultura di inaugura la mostra dedicata a Gian Gaspare Napolitano, personaggio di spicco nel mondo del cinema documentario e giornalistico italiano, scrittore e sceneggiatore, e prende spunto dalla sua presenza in Messico nel 1933. In particolare va a ricercare tra le diverse esperienze giornalistiche del reporter quella che per un Istituto museale è la piu interessante e cioé quella dedicata al Messico "Indio", consistente nella descrizione, partecipata, di una spedizione etnografica presso la popolazione india dei Seris, allora in via d'estinzione. I suoi appunti sulla spedizione sono la fonte per alcuni articoli pubblicati su "La Gazzetta del Popolo" nel 1934 e di un capitolo di un libro "Magia Rossa" uscito postumo nel 1968 che raccoglie in forma di diario le sue diverse esperienze fatte durante quel soggiorno. La narrazione, sempre accattivante nello stile del racconto, rappresenta un documento antropologico di singolare interesse anche per la storia stessa della disciplina.
Visualizza parte della mostra in flash
"ROMA DA SCRIVERE" Concorso letterario, III edizione
Premiazione
Domenica 22 novembre 2009, ore 11.00
La Giuria selezionatrice, composta da otto esponenti della cultura letteraria nazionale e presieduta dal Prof. Antonio Debenedetti, ha scelto di premiare quest'anno i lavori di Giuseppe Gatto, Giulio Catanzaro e Giuseppe Cesaro conferendo anche una menzione speciale a Tea Ranno e un premio speciale, in collaborazione col Museo Pigorini, a Lorenzo Maria Posocco per il miglior racconto che ha saputo interpretare le attuali tematiche interculturali.
Le cinque opere premiate, insieme alle tredici finaliste sono state raccolte in una pubblicazione realizzata con carta ecologica dalla casa editrice Edilazio, una "preziosa antologia" come afferma il Presidente del Municipio XII Pasquale Calzetta "nella quale si rimane incantati dalla magia che aleggia tra le pagine dei vari racconti che, via via, sembrano prendere corpo ed anima. Si rimane catturati dalla forza che sprigionano le parole. Fiumi di parole, di emozioni spesso vissute in prima persona all'ombra della città eterna. Le trame che si susseguono descrivendo Roma con mille sfaccettature, rendono musicali le parole, imprimendone sonorità e fascino". Nelle pagine non troveremo soltanto descrizioni e suggestioni. I racconti contenuti in Roma da scrivere 2009 (il titolo della pubblicazione è omonimo al nome del Concorso) sono poi stati interpretati in chiave visiva dalla Scuola Romana dei Fumetti, conferendo un profilo interdisciplinare all'iniziativa.
La Scuola ha elaborato una tavola, parte integrante del libro, per ogni racconto pubblicato. Gli elaborati vengono presentati in una Mostra che sarà illuminata da una particolare e innovativa installazione ideata dall'artista Geo Florenti tramite un sistema di illuminazione a risparmio energetico che coniuga creazione artistica e ricerca scientifica.
Le compagnie teatrali "Cassandra Teatro" e "Opera Decima" cureranno due brevi Mise en espace dei primi due racconti classificati.
Echi di vita vissuta. Roma come grande entità di millenarie e secolari vicende; come crogiolo in grado di segnare nel profondo le dinamiche dell'immaginario, dando loro forma, orientando le pulsanti direttrici, colorando di passione le energie; come luogo dell'anima e del cuore; come punto cardinale di sogni, speranze e memorie, di densità umana, di incontri e scambi culturali – in una parola: di significato.
Il Municipio XII del Comune di Roma, in collaborazione con la casa editrice Edilazio, promuove il concorso letterario "Roma da scrivere", dedicato al racconto breve.
[Programma .doc]
Info: 06.69612679 – 339/4953334 (Municipio XII) 06.7020663 – 338/4680774 (Edilazio) www.municipio12.it www.edilet.it
Light '09. Accendi la luce della scienza
25 settembre 2009
Evento dedicato solo alle scuole e su prenotazione: www.eventolight.it
Cosa significa essere un ricercatore e da dove si inizia? Si tratta di persone dotate di particolari attitudini oppure la scienza è effettivamente alla portata di tutti? Come la scienza entra nella vita di tutti i giorni? E le donne, hanno pari opportunità nel mondo della ricerca? A queste e altre domande il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l'Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (IRPPS) daranno risposte concrete a Roma il 25 settembre.
All'evento, nato all'interno del progetto "La Notte dei Ricercatori", il Museo partecipa con due diverse attività:
- Antropologi per un giorno. L'obiettivo è quello di far capire cosa fa l'antropologo nel suo laboratorio, su cosa lavora, quali strumenti usa, come interpreta e elabora i dati raccolti. Gli studenti, affiancati dagli antropologi, riconosceranno e catalogheranno le ossa, attribuiranno il sesso e l'età di morte a partire dallo scheletro, ne riveleranno le dimensioni, riconosceranno ed interpreteranno le patologie. A concludere, verranno introdotti alle metodologie e ai procedimenti per la ricostruzione delle caratteristiche demografiche e delle condizioni di vita delle comunità di riferimento mediante semplici elaborazioni statistiche.
Attività per studenti della 5 elementare e delle medie inferiori Due laboratori in contemporanea. Durata 1 ora e 30 minuti dalle 9.00.
- Dalla terra ai pixel. L'obiettivo è quello di illustrare le nuove tecnologie al servizio dell'antropologo. In questo caso si mostra come le tradizionali procedure di analisi dell'osso vengono affiancate da sofisticate e innovatiche tecniche di indagine come le analisi istologiche e chimiche, le elaborazioni digitali, la realtà virtuale. Affiancati dagli antropologi, i ragazzi opereranno su PC dotati di software 3D e sperimenteranno la complessità della gestione tridimensionale dei reperti.
Attività per studenti delle scuole medie superiori Unico laboratorio di 45 minuti dalle 9.00.
Giornate Europee del Patrimonio
26-27 settembre
Anche quest'anno il MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali - partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d'Europa. Il programma si svolgerà nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre con lo slogan "Italia tesoro d'Europa". Questo Museo aderisce all'iniziative con due manifestazioni: sabato 26, una conferenza sulla fibula prenestina, domenica 27 presentazione di alcune vetrine sui materiali di Grotta Guattari. L'ingresso è gratuito.
Il giallo della Fibula Prenestina: ultimo atto
Conferenza
26 settembre 2009. Giornate Europee del Patrimonio.
La famosa fibula d'oro, trovata a Preneste alla fine dell'ottocento, con la più antica iscrizione in lingua latina - Manio mi ha fatto per Numasio - incisa sulla staffa.
Dopo più di cento anni dalla sua pubblicazione è ancora oggi oggetto di appassionate discussioni:
- è un falso creato alla fine dell'Ottocento?
- o è un gioiello autentico?
E, se è vera, quanto è stata rovinata dagli interventi di restauro operati da chi l'aveva sottratta al momento dello scavo della tomba? o dagli antiquari senza scrupoli che ne erano venuti in possesso? Un inedito documento d'archivio e nuove analisi chimiche e fisiche riportano alla ribalta l'appassionante e "tormentata" questione. Nel corso dell'incontro, che sarà coordinato da Elisabetta Mangani, sarà ripercorsa la storia della fibula e sarà aperto un dibattito con altri studiosi sulle diverse interpretazioni e teorie avanzate sino ad oggi.
Sala Conferenze alle ore 11.00-13.00.
Neandertal e animali a Grotta Guattari. Dalle fauci di una iena
Esposizione
27 settembre 2009. Giornate Europee del Patrimonio.

Il cranio neandertaliano Guattari 1 fu rinvenuto in circostanze casuali il 24 febbraio del 1939 poggiato sul pavimento di una grotta situata ai piedi della collina del Morrone, estrema propaggine orientale del promontorio del Circeo (Latina).
In occasione delle Giornate del Patrimonio 2009 ed in coincidenza del settantesimo anniversario della scoperta, la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma offre ai visitatori la possibilità di esaminare l'originale che verrà eccezionalmente esposto il giorno 27 settembre.
L'esposizione del cranio è accompagnata da reperti faunistici e strumenti litici provenienti dallo stesso contesto di ritrovamento del reperto. L'apparato didattico spiega al visitatore l'importanza del ritrovamento, uno dei reperti umani fossili più importanti d'Europa datato circa 50.000 anni orsono, e permette di conoscere quali siano state le condizioni ambientali in cui visse l'uomo di Neandertal nel Lazio. Nell'esposizione sono spiegate e riassunte le più importanti e moderne teorie e scoperte sul rapporto tra l'uomo di Neandertal e l'umanità attuale enfatizzandone l'importanza per la conoscenza delle nostre origini. 27 settembre / Sala Preistoria ore 10.30.
Visioni sonore
21 giugno - 31 agosto 2009
Il Museo è un modo di vedere. "Visioni sonore" vuole essere uno sguardo che abbraccia trasversalmente i cinque continenti attraverso oggetti significativi (strumenti musicali, ma non solo...) mai esposti provenienti dai depositi della Soprintendenza: manufatti, immagini, suoni, per offrire spunti e suggestioni sul "mondo" della musica nel "mondo". Un breve percorso per avvicinarsi alla musica non solo come esperienza artistica ma come espressione di un linguaggio culturale articolato che si riferisce ai principali ambiti in cui una società "tradizionale" si riconosce: le istituzioni sociali e politiche, le conoscenze scientifiche, la religione, la mitologia, la storia, l'ecologia e, naturalmente, l'artigianato nella sua dimensione tecnica e simbolica. La musica, come "fatto sociale totale", esprime l'essenza e lo spirito di una civiltà in modo coerente, sintetico e non discorsivo: insieme alla danza essa in qualche modo va a creare, o a ricreare, l'armonia tra corpo e spirito, tra vita terrena e forze dell'aldilà.
A cura della Sezione Etnografica della Soprintendenza.
Si ringrazia la GraffitiPress per le immagini di Gianni Pinnizzotto e Laura Montanari.
Mettiamoci in gioco! Ayo-awalé-songo-owari Un gioco africano di strategia
23-24 maggio 2009 Giornata dell'Africa

Il Museo, l'Associazione Amici del Museo Pigorini, la Libreria Griot organizzano un evento che consentirà di imparare a giocare uno dei meno conosciuti, ma più interessanti, giochi di strategia diffuso con nomi diversi (awale-ayo-adji-bao-chisolo-gabatà-omwheso-songosungka-wari… ecc.) su tutto il continente africano, in America, dove si è diffuso con l'arrivo degli schiavi, in Medio Oriente e in Asia orientale. Una maratona di gioco (workshop, tornei, incontri) che ha come obiettivo la creazione di un momento di confronto e di dialogo tra culture e tra generazioni, stimolando la reciproca comprensione e il riconoscimento delle differenze.
Sabato 23 maggio 2009 ore 10,00 – 13,00 Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" Ndjock Ngana (Camerun) ci parla del gioco che tra i Bàsáà si chiama songo. Con la guida di esperti africani, impariamo a giocare: inizio del workshop per adulti e laboratorio per bambini.
ore 16,00 – 20,00 Libreria Griot Inizio del torneo a premi. Merenda.
Domenica 24 maggio 2009 ore 10,00 – 13,00 Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" Prosegue il workshop per adulti e il laboratorio per bambini. Prosegue il torneo. Performance di tamburi di Tah Anatole Touzahouin
ore 16,00 – 18,00 Libreria Griot Fine del torneo e premiazione. Merenda.
Associazione Amici del Pigorini: tel. 06 54952238 – 349 3165928 segreteria@amicidelpigorini.it Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" P.le G. Marconi 14 - Roma. Ufficio Eventi: tel. 06 54952269 s-mnpe@beniculturali.it Libreria Griot, Via di S. Cecilia 1/A - Roma, tel. 06 58334116 info@libreriagriot.it
2008
Raràmuri. Gente dai piedi leggeri...
Luis G. Verplancken S.J.: 50 anni fra i Raràmuri
dell'Associazione Tarahumara
a cura di Simona Piccolini
15 novembre 2008 - 25 gennaio 2009

Il 15 novembre, presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" si aprirà la mostra "Raràmuri" dell'Associazione Culturale Tarahumara, a cura di Simona Piccolini. Un racconto attraverso le immagini fotografiche del padre gesuita Luis Verplancken che abitò nella Sierra con le comunità Tarahumara per ben cinquanta anni, fotografo e impegnato conoscitore della loro cultura. Nativi americani del Messico del Nord i Raràmuri (conosciuti soprattutto con il nome di Tarahumara) sono, ancora oggi, un popolo in grado di mantenere viva gran parte della loro cultura originaria. Costituiscono il gruppo indigeno più grande dello stato del Chihuahua, in cui abitavano originariamente su tutta la superficie prima di ritirarsi nei Canyon in seguito all'invasione degli esploratori spagnoli nel sedicesimo secolo. Oggi vivono in comunità sparse nella Sierra madre Occidentale (Sierra Tarahumara). Durante l'inverno abitano in caverne e in estate si spostano in piccole e modeste case di legno o pietra. Saranno esposti all'interno della mostra oggetti di uso quotidiano e per cerimonie, indumenti, artigianato, sculture in legno di pino, piccola ceramica, recipienti in foglie di palma intrecciate e vari strumenti fra cui "violini". Quest'ultimi, probabilmente introdotti in passato nel loro territorio dai missionari, poi divenuti importanti strumenti presenti ancora oggi in molte delle loro cerimonie.
Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" Piazzale Guglielmo Marconi 14 – 00144 Roma E.U.R. Tel. +39 06549521 – fax +39 0654952310
Associazione Culturale Tarahumara
Via Trionfale, 9214 00135 Roma 063382818 c/c postale 72831001
Presentazione del libro
Treat or trick? San Nicola Santa Claus Halloween
di Elvira Stefania Tiberini
Sabato 6 dicembre 2008
Sala Conferenze, ore 11.00
Il culto di San Nicola, il retroterra mitico di Santa Claus, la notte di Halloween, vengono esplorati antropologicamente nei loro aspetti e significati che definiscono scenari parzialmente condivisi.
Elvira Stefania Tiberini è professore associato presso la Sapienza, Università di Roma dove insegna Etnologia dell'America.
Un progetto per il parco
a cura dell'Associazione Colle della Strega
30 novembre
In una nuova pubblicazione tutta le bellezze della valle della Cecchignola. Sarà presentata domenica 30 novembre dalle ore 10.00 presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" all'Eur, l'ultima fatica editoriale dell'associazione Colle della Strega (www.colledellastrega.it). Si tratta del secondo volume facente parte di una collana ben più ampia relativa allo studio della valle della Cecchignola. Il testo ha per oggetto centrale la riflessione sull'ampliamento del Parco dell'Appia Antica atto a ricomprendere l'intera area del Fosso della Cecchignola secondo quanto deliberato nel 2005 dalla Regione Lazio. Lo studio vede una ricognizione sulle sopravvenienze storiche e sulla varietà biologica proprie della zona, nonché un'approfondita analisi dal punto di vista della gestione territoriale. L'ambito di riferimento è studiato sotto il profilo della ricchezza ambientale e storico-archeologica, elementi caratterizzanti di un vero e proprio ecomosaico ambientale, un frammento ancora integro di campagna romana scampato all'edificazione ed alla urbanizzazione sfrenata grazie all'impegno dei cittadini e delle istituzioni unite in una battaglia congiunta che tuttora persiste. L'area verde del Fosso della Cecchignola infatti assume una grande rilevanza all'interno del contesto romano proprio ai fini dell'esistenza stessa del parco dell'Appia Antica la cui salvaguardia rappresenta l'ultima manovra ambientale presente sulla città di Roma. Saranno presenti all'incontro: l'assessore all'ambiente della Regione Lazio Zaratti, il presidente del Parco dell'Appia Antica prof. La Regina, i responsabili delle principali associazioni nazionali ambientaliste come WWF, Italia Nostra, Lipu e Animalisti Italiani. E' stato invitato il Sindaco Gianni Alemanno.
Locandina PDF
per info: Massimiliano Di Gioia, presidente Associazione Colle della Strega 328/6442061 colledellastrega@yahoo.it www.colledellastrega.it
Johar! Territori del sacro.
Continuità e tradizione delle culture indigene in Jharkhand (India)
a cura di Daniela Bezzi (22 maggio - 28 settembre)
Prosegue fino al 14 settembre, negli spazi del Salone delle Scienze, la mostra "Johar! Territori del Sacro – Continuità e tradizione delle culture indigente in Jharkhand (India)", prima ricognizione mai tentata in Italia (e con questa ampiezza e ricchezza di motivi anche in Europa) nell'ambito così poco indagato delle culture adivasi, ovvero indigene, dell'India. Una ricognizione che - per ovviare il rischio di generalizzazione e tentare la migliore "messa a fuoco" possibile sull'intreccio tuttora vivissimo delle sue devozioni e tradizioni - si limita ad una particolare regione, il Jharkhand, e ad una particolare area, quella di Hazaribagh. Johar! , il titolo scelto per la mostra, è infatti il saluto, il benvenuto, l'invito a condividere che gli abitanti del Jharkhand si scambiano ogni volta che si incrociano lungo il cammino. Johar! dunque come "percorso di immagini" all'interno di un'India che è sempre stata remota e che sta diventano sempre più invisibile. Johar! come progetto di ascolto e ricerca da quel che resta delle sue culture e tradizioni, sotto la crescente pressione di modernità.
Principale motore narrativo della Mostra è la tradizione delle case dipinte nelle aree circostanti Hazaribagh, che ogni anno, in due particolari festival, vedono impegnate le donne-artiste dei villaggi: per celebrare la stagione dei matrimoni (Khovar Festival, da febbraio a giugno) e quella dei raccolti (Sohrai Festival, nel mese di novembre). Proprio per sottolineare la straordinaria vena creativa di questa action painting al femminile, il Museo ha inaugurato la Mostra il 22 maggio scorso (Notte del Dialogo Interculturale) con la performance che già nei giorni precedenti aveva visto in azione le artiste Putli Ganju, Philomina Tirkey Imam e Juliet Fatima Imam, all'interno dell'Evento Vicino/Lontano di Udine, partner di questa loro tournèe in Italia. Concentrate, senza bisogno di schizzi nè tavole preparatorie, con tratti e pennellate sicure, le tre artiste hanno in poche ore completato i Pannelli Giungla che fanno ora da cornice ai tre Grandi Murals già eseguiti a Udine, su tela sapientemente trattata con fango e colla per replicare con la massima fedeltà possibile la granulosità di un muro di villaggio. Ed è con questo magnifico Trittico in progress (sono già previsti ulteriori arricchimenti) che si apre il percorso espositivo della Mostra. Nelle sale successive, e particolarmente in quella centrale, lo sguardo si apre su una collezione di opere nei più vari formati e media (su carta, tela, o ricamate a punto ledra) nel dialogo con la propria originaria iconografia: la ricorrenza del Pashupati, Signore degli Animali (o della Creazione), prototipo del Shiv; la "radice" del Tridente, così simile a una pianta; la sacralità del paesaggio, la pregnanza di alcune conformazioni megalitiche. Ciò che il nostro vocabolario definirebbe "anima dei luoghi" e che i tribali di questa regione chiamano sarna, la loro religione. L'altro aspetto non meno straordinario di queste tradizioni è la mai interrotta continuità con le numerose incisioni rupestri del circondario, come la Mostra accenna nella sala successiva: dove alcuni motivi ricorrenti nelle opere, soprattutto nella tradizione del khovar (la cava originaria) sono accostati alle rilevazioni di alcune cave e siti archeologici minuziosamente catalogati da Bulu Imam, fondatore della Sanskriti Foundation di Hazaribagh e anche della Tribal Women Artists Cooperative. Tipica inquisitive mind dell'India di oggi, Bulu Imam invoca una maggiore consapevolezza di questo patrimonio ed è impegnato per tutelarne la sopravvivenza nel confronto sempre più invasivo con lo sviluppo, per lo più minerario. Su questo particolare aspetto la Mostra riserva gran parte dell'ultima sala ai fotoreportages di Mario Popham e Robert Wallis che in Jharkhand hanno lavorato a lungo. Completa la Mostra un'opera che l'artista italiano Tarshito Nicola Strippoli ha creato lavorando con la Tribal Women Artists Cooperative di Hazaribagh: intitolata Mandala dell'Unione può considerarsi una promettente germinazione tra la forza di una tradizione che si è trasmessa intatta per millenni e la pulsione sperimentale di una contemporaneità in grado di cogliere anche nell'estrema lontananza geografica e di tradizione l'espressione di un'arte che dalla Terra - vissuta come generatrice, Madre. ma anche come casa dipinta, ogni anno rinnovata e resa bella - attinge motivi, colori, materiali, ispirazione.
Festa europea della Musica. MusicaMuseo. Voci, suoni e armonia. 22 giugno 2008, ingresso gratuito
in collaborazione con: Associazione "Nuova Armonia" / Coro Note Blu di San Ponziano Le voci bianche del coro "InCanto" diretto da Costantino Savelloni Al pianoforte Enrica Petroselli, al violoncello Gennaro Della Monica. musiche di: Guido Coppotelli, Tullio Visioli, Fabio De Angelis, Costantino Savelloni. Alcuni del più affermati compositori italiani saranno interpretati da questa giovane formazione di voci bianche che con particolare grazia e perizia danno vita ad una performance di grande effetto, anche grazie alla suggestiva presenza del violoncello di Gennaro Della Monica che con la pianista Enrica Petroselli accompagnano i giovani interpreti. Si segnalano brani quali Il metronomo (tratto dav Gli strumenti smusicali) di Guido Coppotelli nella riduzione per coro e pianoforte che insieme al brano Canta la capra matta di Costantino Savelloni saranno offerti in prima esecuzione assoluta. Nuove armonie e improvvisazioni Un evento unico diretto da Marina Mungai e Tullio Visioli, coordinato dal Coro Note Blu di San Ponziano. musiche di: Tullio Visioli, Lorenzo Donati, Pierluigi Morelli, Jackson Miller, Karol Pahor, Bejamin Britten, Jack Halloran. Prenderanno parte al concerto i gruppi: Coro integrato Voc'incoro Gruppo di improvvisazione della Scuola Popolare di Musica del Testaccio Gruppo Vocale Enarmonie Coro Note Blu di San Ponziano La voce cantata può ancora stupirci, regalarci momenti di intensa emozione, dirci la bellezza dell'umanità che cerca la pace e l'armonia. Interessantissimo programma di musica contemporanea, fra cui si segnala l'esecuzione in prima mondiale il brano per doppio coro O Clarissima Mater di Pierluigi Morelli*eseguito dal Coro Note Blu di San Ponziano sotto la sapiente direzione di Marina Mungai. Facendo riferimento ai principi che sottendono questa importante manifestazione che si svolge simultaneamente in tutta l'Europa, in questa terza edizione si vuole proporre un'esperienza musicale che coinvolga in modo sinergico pubblico e musicisti: nell'intento di far scoprire anche al pubblico l'esperienza fisico emotiva di essere parte dell'armonia, un gruppo di coristi provenienti da varie formazioni canteranno intorno al pubblico per avvolgerli nel suono e guideranno un esperimento di improvvisazione corale collettivo. L'evento si avvale della preziosa collaborazione di Tullio Visioli, musicista attento al "mondo sonoro", affermato autore di composizioni vocali e corali, che ha scritto appositamente per MusicaMuseo il brano: Aurea aura d'arie, per cori guida, coristi spontanei, visitatori di musei e flauto dolce contralto Musica ovunque, musica di tutti, musica per tutti: la partecipazione all'esperienza è aperta a tutti coloro che vogliono parteciparvi. In PDF lo schema dell'esperimento musicale proposto dal maestro Visioli. ** Pierluigi Morelli - Nato a Roma nel 1963, si diploma in Organo e Composizione organistica sotto la guida del M° J. E. Goettsche, in Musica Corale e Direzione di Coro sotto la guida del M° C. N. Bellandi, ottenendo inoltre il Diploma triennale di I livello "Maestro al cembalo" conseguito al Cons. S. Cecilia di Roma con una tesi sull'Op. 3 di Roberto Valentine il il Diploma del corso biennale in "Educazione Musicale-Elementi di didattica e repertori di ascolto" conseguito presso la II Università "Tor Vergata" di Roma. Compie studi di Canto e Direzione di coro con il M° G. Piccillo e di Flauto Dolce con S. Mielke, C. Dionisi. Segue vari "Corsi di perfezionamento in musica d'insieme rinascimentale" a Sermoneta (Lt) e Celleno (Vt) sotto la guida di Sabine Mielke, Ludolf Luetzen e Sergio Siminovich e di "Canto Gregoriano" con B. Baroffio. Dal 1987 al 2001 ha diretto il Coro polifonico "T. L. da Victoria", iscritto all'Associazione Regionale Cori del Lazio, specializzandosi in repertorio sacro tra tardo rinascimento e primo barocco. Cofondatore e flautista nell'Ensemble Romano Musica Antiqua (ricordiamo gli interventi in varie manifestazioni e per varie istituzioni quali: AGIMUS di Perugia, Museo degli Strumenti Musicali di Roma, Monastero di Camaldoli, etc.) e dell'Ensemble Accademia Consort, specializzato in musica barocca eseguita su copie di strumenti originali, ensemble che si è distinto in vari Festivals (Theate Musica Antiqua di Chieti, Festival Barocco di Novara, Festival Barocco di Santulussurgiu, etc..) e manifestazioni musicali per l'originalità della scelta di repertorio e l'interesse delle opere presentate. Ho curato la revisione e trascrizione completa dell'oratorio S. Maria Maddalena de Pazzi di Giovanni Lorenzo Lulier, eseguito in prima moderna da L'Arte Dell'Arco diretto da F. Guglielmo nell'ambito del Festival Barocco di Roma nel Novembre 2005. Ha insegnato Canto Gregoriano presso il monastero Benedettino Camaldolese di S. Gregorio al Celio.Dal 1995, ricopre l'incarico di Assistente Musicale e Redattore presso i Programmi musicali della Radio Vaticana, occupandosi in special modo di programmi di musica organistica, polifonica e antica in generale,con particolare riguardo al periodo barocco.
Museo e Diaspora Maschere e identità plurali
5, 6 e 7 giugno 2008 – ore 9,30-18,30
Vedi il programma
Nei giorni 5, 6 e 7 giugno 2008 si tiene al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" di Roma l'atelier scientifico internazionale "Museo e Diaspora. Maschere e identità plurali". L'iniziativa fa parte del progetto europeo READ-ME, Réseau Européen des Associations de Diasporas & Musées Ethnographiques, teso a promuovere un rapporto più maturo e consapevole tra i musei e le comunità degli immigrati, nella prospettiva di una nuova Europa multiculturale. Il programma dei tre giorni è articolato in sessioni tematiche che prevedono confronti e dibattiti tra curatori di museo, studiosi di antropologia, scrittori, artisti e membri delle associazioni della diaspora. Giovedì 5 giugno: Il museo etnografico, la maschera, le diaspore. Oltre a presentare il progetto europeo, si illustreranno i significati del nesso esistente tra maschera e identità culturale in relazione ai problemi della diaspora europea. Le diverse associazioni, romane ed europee avranno inoltre modo di proporre il loro punto di vista e di confrontarsi con i rappresentanti delle associazioni provenienti dal Belgio, dalla Francia e dalla Svezia. Venerdì 6 giugno: Io, l'altro, la maschera. Si affronteranno i temi delle relazioni interculturali in contesti di immigrazione e le questioni collegate alla dimensione femminile. Sabato 7 giugno: Scritture della diaspora e maschere dell'identità. L'attenzione si sposterà sulle letterature e sulle espressioni artistiche della diaspora per poi confrontarsi e discutere sulle prospettive offerte dal progetto READ-ME al rilancio della politica culturale sia dei musei etnografici che dell'associazionismo delle comunità diasporiche ("Per una rete europea diaspore-musei"). L'atelier vuole permettere alle comunità della diaspora di "riscoprire" il proprio patrimonio culturale e di costruire un rapporto con il museo. Inoltre vuol dare al pubblico del museo la possibilità di comprendere meglio il fenomeno dell'immigrazione, che si intreccia quotidianamente con le nostre vite, e di conoscere più a fondo le questioni che hanno a che fare con il discorso della diversità culturale La scelta del tema della maschera, un oggetto presente in tutte le culture del mondo, vuole favorire la discussione sui problemi legati alla diaspora e al dialogo interculturale. La maschera interpreta infatti i rischi e l'ambivalenza dell'incontro con la diversità, l'ambiguità inscritta nei processi di integrazione, le strategie identitarie giocate attraverso la reciprocità dello sguardo. Il museo etnografico è esso stesso una maschera dell'identità: mostra occultando, disvela i segreti nascosti dietro i suoi reperti, di cui solo pochi conoscono il senso, occultato dal velo del tempo e dalla distanza che c'è tra la vita culturale cui appartiene e il luogo dell'esposizione. I musei etnografici sono da tempo impegnati nella ridefinizione del loro rapporto con le culture del mondo che hanno prodotto le opere e le testimonianze custodite nei depositi e che reclamano una nuova visibilità. In quanto "zona di contatto" oggi il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" si candida a divenire spazio di confronto tra le culture e le generazioni, per stimolare la reciproca comprensione dei patrimoni nel rispetto delle differenze che contraddistinguono l'odierna società multiculturale. Coordinamento del progetto: Vito Lattanzi (vito.lattanzi@beniculturali.it) Comitato organizzativo dell'atelier scientifico: Vito Lattanzi (MNPE "Luigi Pigorini"), Egidio Cossa (MNPE "L. Pigorini"), Donatella Saviola (MNPE "L. Pigorini"), Marco Wong (AssoCina), Godwin Chukwu (Federazione della diaspora africana di Roma e del Lazio), Saber Mounia (Acmid Donna), Mabel Rivas Monzon (Comunità Peruviana di Roma), Rossana Di Lella, Francesco Staffa.
Saperci fare. Educazione e comunicazione interculturale al Museo
5 aprile - 8 giugno 2008
In occasione dell'Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008, la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" è lieta di presentare al pubblico la manifestazione "Saperci Fare". Educazione e comunicazione interculturale al Museo, evento incluso nell'Agenda di attività promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il progetto europeo Mosaico: Melting the Colours of Europe.
L'evento è organizzato in collaborazione con le comunità della diaspora africana, marocchina, peruviana e cinese, che offriranno dimostrazioni di tecniche e saperi legati al patrimonio culturale tradizionale. Il programma include la presentazione di libri, proiezioni di film, performances e spettacoli di teatro e musica. Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini", in considerazione della sua storia, della natura delle sue collezioni, della sua vocazione e della sua specifica missione, dedica da tempo un'attenzione particolare alla realizzazione di progetti incentrati sull'educazione alle differenze culturali. Il tema del Dialogo Interculturale oggi è una priorità per l'Unione Europea e interessa in modo trasversale i settori della Cultura e della Comunicazione, dell'Educazione e della Scienza, delle migrazioni e delle minoranze, ai quali si lega il tema del multilinguismo, fino a interessare i settori della Gioventù e del Lavoro. In quanto "zona di contatto" e possibile spazio del confronto tra le culture e le generazioni, il museo etnografico rappresenta una straordinaria risorsa per stimolare la reciproca comprensione dei patrimoni nel rispetto delle differenze che contraddistinguono lìodierna società multiculturale. Dal 5 aprile all'8 giugno 2008, il Museo si apre al confronto e al dialogo tra le culture e le generazioni, con l'obiettivo di stimolare la comprensione e il riconoscimento delle differenze che contraddistinguono l'odierna società multiculturale. Nei saloni del Museo dedicati all'Etnografia sono stati creati quattro ambienti che riproducono particolari atmosfere di uno specifico contesto urbano di immigrazione. Qui il visitatore potrà tra l'altro giocare a mah-jong, creare decori con l'henné, sperimentare le forme coreutiche e musicali delle culture africane, scoprire i rituali agrari delle Ande.
Uno sguardo sulle strade dell'Asia... seguendo le orme di Tiziano Terzani e Federico Rampini
5 aprile - 10 maggio
Dal 4 aprile inizia la settimana edizione FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma promosso dal Comune di Roma, e Graffiti sarà presente nel circuito del Festival con due mostre dislocate al Museo Pigorini e in due librerie Feltrinelli a Roma. Libreria Feltrinelli – Galleria Alberto Sordi – Piazza Colonna, 31/35 Dal 4 aprile al 30 aprile 2008 Inaugurazione il 5 aprile alle ore 18.00 Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" dal 5 aprile al 10 maggio 2008 Inaugurazione il 12 aprile alle ore 12.00 In linea con i temi fotografici che da sempre hanno caratterizzato l'attività della Graffiti, concentrata prevalentemente sul reportage sociale e di viaggio, si propone questo progetto - frutto dei numerosi reportage realizzati dal 2000 in Asia - volto a percorrere i luoghi visitati, abitati e raccontati da due grandi giornalisti e scrittori: Tiziano Terziani e Federico Rampini. I loro scritti sono stati illuminanti per una migliore conoscenza dell'Oriente, dove una grandissima parte della vita quotidiana si svolge lungo la strada: giocano i bambini, mangiano gli adulti, camminano i monaci, si incontrano i vecchi in una comunione di abitudini e convivenza. Un viaggio sulle strade delle metropoli, dei piccoli centri, dei villaggi, delle campagne, delle rive dei fiumi, delle montagne e delle pagode. Realtà a confronto.
Fotografi: Paolo Beltrame, Valentina Bottini, Andrea Catapano, Paola Del Sole, Cristina De Paoli, Stefano Focardi, Antonio Mazzarella, Stefano Mirabella, Giuseppe Pantano, Emiliano Pinnizzotto, Gianni Pinnizzotto, Alessandra Zappaterreno, Sabrina Zimmitti, Simona Zimmitti.
Curatore mostre: Cristina De Paoli Direzione artistica: Gianni Pinnizzotto.
perpeTUAmente
8-16 marzo
Una personale di Sonia Giambrone
Dal mito dell'ermafrodito allo sguardo introspettivo di una donna che si interroga alla ricerca di un nuovo linguaggio che esprima una differenza in cui riconoscersi. Un percorso espositivo che narra tre momenti della produzione dell'artista come pretesto per una riflessione filosofica sul sé e sulla donna.
Creare, ricreare, trasformare, evocare il mondo "magico" cui la corda vibrante fa da sempre riferimento. Un racconto che vuole intrecciare antichi sentori con nuove chiavi di lettura, offrendo uno spaccato del repertorio musicale europeo dalle sue origini tra tradizioni orali e scritte, passando attraverso la fioritura musicale del Rinascimento, i salotti della nascente borghesia dell'Europa moderna, gli incontri e gli scambi tra musica colta europea e tradizioni diverse, fino alle reinterpretazioni e le sperimentazioni dei nostri giorni. Un racconto che non può prescindere dal naturale legame fra le corde vocali e le corde dello strumento, capaci di amplificare il potere di penetrazione della musica nelle corde più intime delle emozioni.
Tempo d'arte ... nelle Banche del Tempo
26-29 febbraio 2008
Le Banche del Tempo (BdT) sono associazioni che funzionano in base ad un principio di reciprocità e di pari dignità delle attività oggetto di scambio. L'ottica non è quella semplicemente del "dare", ma del "dare" correlato ad un "avere": naturalmente non si tratta di denaro, ma di tempo e disponibilità, risorse di cui sempre di più si avverte la mancanza nel nostro vivere quotidiano. Utilizzando la metafora della Banca, i soci sono chiamati "correntisti": i cittadini di ogni età e provenienza vengono coinvolti in forme reciproche di scambio e aiuto, valorizzando i bisogni e le risorse di ognuno, instaurando nel contempo un sistema di rapporti di buon vicinato e di relazioni sociali. Scambi culturali, lezioni di lingua, ricette di cucina, giardinaggio, piccole commissioni, sono solo alcune delle attività oggetto di scambio. Tutti possono dare e ricevere attività e tempo, secondo le proprie possibilità ed interessi. Il Comune di Roma ha da tempo offerto il patrocinio alle Banche del Tempo del territorio capitolino, in virtù della convergenza con i principi ispiratori del progetto dell'Assessorato per la Semplificazione, La Comunicazione e le Pari Opportunità "Tempi e orari della città".
Nate nel 1996, le BdT romane oggi contano 27 "sportelli" in tutti i Municipi per un totale di 7500 iscritti: visto l'elevato numero di adesioni si è reso necessario creare un "Coordinamento delle Banche del Tempo di Roma", per dare maggiore concretezza all'idea del "buon vicinato" su tutto il territorio. Accanto allo scambio quotidiano di attività presso i correntisti, le BdT organizzano iniziative rivolte alla cittadinanza, come manifestazioni, convegni, seminari. Le "Banche del Tempo" costituiscono una particolare tipologia nella più vasta categoria dei "Sistemi locali di scambio", sperimentati in varie forme e in diverse nazioni, tutti accomunati dal tentativo di integrare la dimensione economica con quella sociale.
Lhasa. Maschere di modernità sul volto di una città antica
21 novembre - aprile
Durante il corso dei secoli, il Tibet ha sviluppato nel cuore dell'Asia una civiltà straordinaria, frutto del sincretismo delle correnti artistiche e culturali dell'India, della Cina e dell'Asia centrale. Il patrimonio artistico dei tibetani è immenso. I templi, gli affreschi, gli stupa, che i tibetani hanno costruito senza sosta in ogni valle e in ogni luogo del loro territorio, documentano il genio di un popolo che ha saputo attuare una grande sintesi dell'eredità buddhista asiatica e del suo retaggio più antico. Purtroppo gli eventi storici dell'ultimo secolo hanno messo in estremo pericolo questo importante patrimonio artistico e culturale, distruggendo la quasi totalità delle opere d'arte.
La mostra ha l'obiettivo di introdurre gli aspetti più significativi dell'architettura tibetana e condurre il visitatore in un percorso che illustra i cambiamenti e le metamorfosi che la città di Lhasa ha subito negli ultimi decenni. Verrà sottolineata la relazione fra la conservazione architettonica e l'identità culturale tibetana, e i rischi che tale relazione corre, soprattutto a causa della realizzazione di progetti di sviluppo urbano che non tengono conto del patrimonio culturale tradizionale ma mirano a trasformare Lhasa in una città 'moderna', priva di identità.
La mostra, nata dalla collaborazione tra ASIA Onlus e Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma, rientra nel progetto 'L'eredità culturale e lo sviluppo sostenibile delle città storiche dell'Asia. Salvaguardia delle tradizioni e delle antiche conoscenze per promuovere lo sviluppo urbano', co-finanziato dalla Commissione europea e realizzato da ASIA Onlus (Associazione per la Solidarietà Internazionale in Asia), in partenariato con il Tibet Heritage Fund e il CICSENE.
La mostra sarà inaugurata martedì 20 novembre, alle ore 16.00, presso la Sala Conferenze del Museo Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.
2007
I popoli preromani nel Lazio. Un mondo scomparso che torna a vivere
30 novembre 2007 - 6 gennaio 2008
VII Edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia
24 ottobre - 15 novembre 2007
Notte Bianca
7-8 settembre 2007
Aroldo Marinari. Meridionale
21 giugno - 9 settembre 2007
Corinfesta 2007
Rassegna di musica corale dell'Associazione Regionale Cori del Lazio
21-22-23 giugno 2007
Luigi Maria Ugolini. Un archeologo italiano a Malta
12 maggio - 12 giugno 2007
Eyton Walker. Un fotografo alle Hawaii
12 maggio - 12 giugno 2007
Lavori in Corso. Immigrazione e lavoro in positivo
14 aprile - 12 giugno 2007
Nanas Benz. Donne e potere in Africa
8 marzo - 8 aprile 2007
Hina-Matsuri. La festa delle bambine.
3 marzo - 3 aprile 2007
2006
Nikifor (1895-1968) genio dell'arte naif.
18 novembre 2006 - 25 gennaio 2007
Settimane Palestinesi in Italia. Arte, comunicazione, cooperazione.
6 dicembre 2006 - 14 gennaio 2007
Io viaggio ... equo e solidale
19 ottobre - 17 novembre 2006
Slovacchia. Crocevia delle civiltà europee. La preistoria.
24 marzo - 23 giugno
PRÆ - ARS. Radici preistoriche nell'arte contemporanea del centro Europa.
24 marzo - 23 giugno
Eritrea: Colori, ritratti, emozioni.
24 febbraio - 23 marzo
2005
Finis Terrae. Viaggiatori, esploratori e missionari italiani nella Terra del Fuoco.
5 marzo 2005 - marzo 2006
La montagna parla ... dipinti poema in Mali
15 giugno - 23 ottobre
I tappeti del sogno. L'arte delle tessitrici berbere dell'Alto Atlante.
novembre - dicembre
Tracce. Raccolte etnografiche dal Marocco.
novembre 2005 - febbraio 2006
2004
2003
Lo sguardo e l'anima. La poetica africana di Paolo Bocci.
7 febbraio - 30 aprile
Nomadi tibetani: l'ultima transumanza.
maggio - luglio
2002
La Casbah araba. Mostra-itinerario nel cuore della città araba.
febbraio - marzo (II edizione)
Impatti visivi. Immagini dall'India.
22 marzo - 20 giugno
Luigi Maria Ugolini.Un archeologo italiano a Malta.
aprile - settembre
Che bambole! Immagini di identità in viaggio.
14 aprile - 15 ottobre
Il dono della donna ragno
9-20 settembre
Gioco e sacrificio. Rito e competizione nelle società umane.
settembre 2002 - marzo 2003
Tra meridiani & paralleli. Viaggio intorno al mondo della corvetta "Vettor Pisani".
novembre 2002 - gennaio 2003
In Mozambico. Appunti di due "insider".
5 dicembre 2002 - 6 gennaio 2003
Civiltà dell'argilla. Le prime comunità del Neolitico.
dicembre 2002 - marzo 2003
2001
La Casbah araba. Mostra-itinerario nel cuore della città araba.
febbraio - marzo
Donne, uomini, animali. Oggetti d'arte e di culto nella Preistoria.
marzo - maggio
La tigre e il fiore di loto. I tappeti e l'arte sacra del Tibet.
marzo - giugno
Mari capable. Africa - I tessuti parlano
18 luglio - 30 settembre
2000
Hinamatsuri. La festa delle bambine.
marzo - settembre
Il Brasile preistorico.
giugno - agosto
Boomerang, echi d'Australia.
settembre 2000 - gennaio 2001
Il Tesoro Celeste. L'arte tibetana della medicina.
novembre 2000 - gennaio 2001
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I popoli preromani nel Lazio. Un mondo scomparso che torna a vivere
30 novembre 2007 - 6 gennaio 2008
La mostra multimediale "I Popoli Pre-romani nel Lazio" è un progetto ambizioso, che vuole raccontare un mondo affascinante, ormai scomparso ma da riscoprire; e tenta di farlo rivivere attraverso ricostruzioni virtuali, grazie alle possibilità offerte dalle tecnologie moderne. Viene ripercorso il periodo storico che parte dall'Età del Bronzo finale e arriva alla prima età del Ferro: infatti, è proprio allora che si osserva il passaggio dai villaggi agli agglomerati urbani più complessi. L'itinerario espositivo si articola in diverse sezioni: i territori, i villaggi, la vita quotidiana, l'artigianato, i legami sociali, i riti funerari. Un ampio spazio è dedicato ai laboratori di archeologia sperimentale, un modo nuovo e coinvolgente non solo per "scoprire" ma anche per "esperire" il passato, attraverso alcuni aspetti caratteristici dell'attività umana di quel tempo. Il tema dominante è "la quotidianità", ritratta nei suoi aspetti più usuali e concreti ma filtrata dallo sguardo contemporaneo del visitatore, che in questo modo riesce a superare le distanze temporali e culturali. L'archeologia, utilizzando la moderna tecnologia multimediale, si dota così di inusuali strumenti di apprendimento e di studio: diventa archeologia virtuale, comunica una nuova alfabetizzazione culturale piena di informazioni complesse, ricostruisce il passato e traduce in sapere digitale e conoscenza, immediatamente fruibili, il lavoro dell'archeologo, fatto di ricerche, scavi, documentazione, archivi.
La mostra è parte di un progetto interregionale finanziato nell'ambito della Legge n. 135/2001, al quale partecipano tre Regioni: il Lazio (ente capofila), la Liguria e la Toscana. L'iniziativa è promossa dalla Regione Lazio, in particolare dall'Assessorato Sviluppo Economico, Ricerca Innovazione e Turismo, in collaborazione con Sviluppo Lazio S.p.a. Raccontare una parte di storia del "Lazio prima di Roma", vale a dire prima dell'avvento della vis aggregativa della civiltà romana: questo si propone la mostra, descrivendo gli usi e le abitudini delle popolazioni che hanno contribuito a costruire l'identità non solo della regione, ma di tutta l'Italia centrale. Video, immagini e ricostruzioni offrono al visitatore un percorso virtuale che tocca alcuni luoghi sparsi nel territorio laziale, un vero e proprio "museo a cielo aperto", ricco di bellezze archeologiche e pieno di siti dal fascino ineguagliabile.
VII Edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia
24 ottobre - 15 novembre 2007
Con un programma ricco di appuntamenti ed eventi si celebra la VII Edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia. Promossa dalla Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba e dall'Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, in collaborazione con la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma (sede dell'intera manifestazione) e il patrocinio del Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Culturali) e la Regione Lazio (Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport), l'evento è costituito da tre esposizioni:
- una grande installazione di altare santero,
- una mostra fotografica,
- una mostra di pittura "Mis orishas" dell'artista Maria Giulia Alemanno.
Sono previsti un ciclo di conferenze - a cui partecipa un riconosciuto ed apprezzato gruppo di esperti e studiosi della cultura afrocubana - e una Rassegna filmica "Sguardi su Cuba". Il cinema di Tomàs Gutiérrez Alea, regista cubano che di fatto ha saputo rinnovare il cinema di quel paese, rappresentandolo con maestria artistica e volontà politica, al punto di modificarne coerentemente le tecniche moderne per renderle accessibili a un vasto pubblico.
Notte Bianca 2007
7-8 settembre 2007
Venerdì 07 Settembre
apertura Museo dalle 20.00 alle 24.00, ingresso libero
ore 21,00 Visita alle collezioni africane - Il segno e la forma: introduzione all'estetica africana, a cura di Egidio Cossa, direttore coordinatore delle Collezioni Africane del Museo.
ore 22,00 La voce come strumento nella tradizione e nella musica africana, Ascolti guidati a cura di Sekou Diabaté, esperto di Musica Africana.
ore 23,00 Capire la danza africana, a cura di Anathole Tah, ballerino coreografo.
Sabato 08 Settembre
apertura Museo dalle 20.00 alle 2.00, ingresso libero
ore 21,00 Conferenza e visita alle collezioni - Hic sunt hominides: sempre qualcosa di nuovo dall'Africa, a cura di Luca Bondioli, direttore coordinatore del Laboratorio di Antropologia Fisica del Museo.
ore 22,30 I segni e i simboli nella tradizione e cultura africana, interviene il poeta, scrittore, mediatore culturale e coordinatore del movimento degli africani Theodor Ndjock Ngana.
ore 24,00 Concerto: al pianoforte Karim Blal, alla chitarra e al n'goni Djiby, canta Josette Martial.
ore 01,00 Lettura di poesie e testi letterari africani, con Theodor, Josette e Caterina (attrice).
ore 01.30 Balletto Africano, coreografia di Anathole Tah.
Aroldo Marinai. Meridionale
21 giugno - 9 settembre 2007
Tele e lavori su carta dell'artista fiorentino che ha subito la fascinazione delle antiche mappe dei cieli australi. Tra rievocazioni di miti e racconto fantastico i colori vividi e le forme accattivanti di Marinai ci accompagnano verso un viaggio imprevedibile, a ritroso nel tempo, avanti-indietro nello spazio, o forse ci suggeriscono una strada da percorrere con la fantasia: sarà la via lattea, che vista dal sud pare di una bellezza inimagginabile?
L'esposizione è corredata da un catalogo, da una mappa inglese del 1790. Scritti di Giorgio van Straten, Gianni Tumino e lo stesso Marinai. Catalogo edito da "Edizioni La Stamperia" Firenze +39055051556 grafichelastamperia@hotmail.it
Luigi Maria Ugolini. Un archeologo italiano a Malta
12 maggio - 12 giugno 2007

È offerto oggi alla conoscenza di tutti l'archivio di Luigi Maria Ugolini, preziosissimo archivio che per quasi settanta anni era stato creduto definitivamente "scomparso". Il valore di tale "riscoperta" per la storia dell'archeologia italiana nel Mediterraneo e per il patrimonio culturale maltese è enorme non solo per la grande quantità di foto, disegni e appunti inediti che documentano in modo eccellente i templi preistorici di Malta, universalmente riconosciuti patrimonio dell'umanità, ma anche perché questo insieme di materiali permette di approfondire la conoscenza di un periodo storico – quello tra i due conflitti mondiali – di grande interesse. Se la piccola esposizione realizzata a Roma nel 2002 presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", in occasione della settimana della cultura, ci aveva permesso di presentare una prima selezione di fotografie e di documenti, questa mostra – nata dalla collaborazione tra la nostra Soprintendenza e l'Heritage Malta sotto l'egida dell'Istituto Italiano di Cultura a Malta – segna il vero avvio di un importante progetto di edizione e valorizzazione del cosiddetto "Fondo Ugolini", progetto che vede lavorare in felice collaborazione Enti e ricercatori dei nostri due Paesi.
Nel periodo tra il 1924 e il 1935 l'archeologo italiano Luigi Maria Ugolini visitò l'arcipelago maltese per condurvi delle ricerche archeologiche. Egli voleva compiere una ricognizione dei siti preistorici, catalogare il materiale conservato al Museo della Valletta e pubblicare i risultati di tale lavoro. L'archivio di foto e di appunti di Ugolini – che si credeva irrimediabilmente perso – è stato "riscoperto" al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma nel 2000 e la sua integrale edizione, a cura di Andrea Pessina (già funzionario presso il Museo "Pigorini") e Nicholas C. Vella (Università di Malta) è prevista entro il 2007. Questa mostra vuol celebrare le ricerche di Ugolini, esponendo per la prima volta a Malta parte dell'Archivio che documenta il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori. La mostra getta inoltre luce sul contesto politico e ideologico che fece da sfondo alle ricerche di Ugolini, nel periodo in cui l'Italia era fascista e Malta colonia britannica. Questi manoscritti e le fotografie dell'archivio costituiscono non solo un importante documento storico, ma sono anche un utile strumento per la gestione e la conservazione dei monumenti preistorici di Malta. L'archivio, inoltre, merita di essere diffuso presso un più ampio pubblico, in quanto testimonianza dell'impegno delle generazioni passate nel modellare la nostra comprensione del patrimonio archeologico maltese.
Lo scopo ufficiale delle visite di Ugolini a Malta era quello di condurre uno studio definitivo dei monumenti preistorici dell'arcipelago. Benché da oltre un secolo antiquari e archeologi avessero messo in luce i monumenti preistorici, non era infatti ancora disponibile per gli studiosi e il pubblico un dettagliato inventario dei siti e un catalogo generale di tutti i rinvenimenti noti. Luigi Maria Ugolini visitò Malta nel 1924 e, in più occasioni, tra il 1930 e il 1935. Non potendo intraprendere scavi archeologici nelle isole, l'archeologo italiano si concentrò sullo studio dei siti preistorici e dei materiali conservati nel Museo della Valletta. A Malta, Ugolini strinse rapporti di salda amicizia con alcune famiglie di sentimenti filo-italiani e, nei suoi lavori, ebbe l'aiuto di Themistocle Zammit. Ugolini ricevette sovvenzioni per le ricerche dal Reale Istituto d'Archeologia e Storia dell'Arte. Nel 1931, un finanziamento gli fu concesso direttamente dal Partito Fascista su interessamento di Mussolini. A giudicare dai manoscritti e dalle centinaia di fotografie conservate negli archivi, Ugolini assolse il suo compito in maniera ammirevole. Se non fosse stato per il contesto politico nel quale si trovavano allora l'Italia e Malta, il suo lavoro non sarebbe stato diverso da una semplice missione archeologica all'estero, ma come era successo in Albania, le ricerche archeologiche promosse dal governo italiano erano indirizzate ad alimentare i sentimenti nazionalisti dei Maltesi. Accettando l'incarico di Malta, Ugolini si legò strettamente al sistema di appoggi e raccomandazioni costruito dal regime fascista e, per aiutare la causa dell'italianità, tenne alcune conferenze nell'isola. Ugolini era comunque sinceramente interessato alla Preistoria maltese. Egli voleva confermare l'età neolitica dei templi preistorici maltesi, già affermata da Zammit, e provare che Malta – piuttosto che Creta – era stata la fonte della civiltà mediterranea. Questa teoria – da Ugolini riassunta nella frase ex medio lux – si opponeva all'idea, allora dominante nell'ambiente scientifico archeologico, che tutte le civiltà fossero nate sotto l'influenza di centri orientali – ex oriente lux. Le ricerche di Ugolini venivano a fornire una base archeologica alle teorie che l'antropologo italiano Giuseppe Sergi aveva già enunciato alla fine dell'Ottocento. Sergi non accettava la tesi che le invasioni ariane fossero state responsabili della diffusione della civiltà nel Mediterraneo, un'idea fortemente sostenuta dagli studiosi tedeschi e poi ripresa dai Nazisti. Al contrario, Sergi credeva che, durante il Neolitico, fosse stata la stirpe mediterranea a diffondere la civiltà verso l'Europa settentrionale. Malta, con i suoi eccezionali templi preistorici, sembrava dare la più chiara testimonianza dell'alto livello culturale raggiunto dalla stirpe mediterranea.
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F.G. Eyton-Walker. Un fotografo alle Hawaii
12 maggio - 12 giugno 2007

Dall'Archivio Fotografico Storico del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" provengono 18 albumine incollate su cartone recanti la dicitura "F.G. Eyton-Walker, Photographer, Honolulu, H.I." (Hawaii Islands). Il nome di F.G. Eyton Walker, come fotografo, non viene citato in nessuna pubblicazione né d'epoca, né su recenti studi sulla fotografia storica. L'unica traccia sull'origine e motivazione di questo piccolo reportage relativo alla situazione di alcune delle isole Sandwich, è riscontrabile sulla pubblicazione di Walter Rothschild "The Avifauna of Laysan and her neighbouring islands" sulla avifauna di Laysan Island e delle isole vicine. In questo volume sono contenute una serie di tavole fotografiche attribuite ad un fotografo di cognome Williams e sei callotipie ottenute secondo quanto riferisce il W. Rothschild da alcuni negativi rotti o bruciati ottenuti durante il viaggio del suo procacciatore di specie Henry Palmer a Laysan Island. L'elemento guida che ha permesso l'avvicinamento all'identità del fotografo è stato il nome di un Capitano Walker citato nel diario della spedizione del H. Palmer a Laysan, pubblicato dal Rothschild subito di seguito alla nota introduttiva. Da una successiva ricerca si è appreso che che tra i componenti dello shooner Kaalokai, l'imbarcazione utilizzata, comandata dal capitano F.D. WALKER vi erano anche due suoi figli con il grado di secondo di bordo e di secondo ufficiale. Di questo viaggio il capitano F.D. WALKER tenne un diario di bordo che fu pubblicato nel 1909 con il titolo: WALKER, F.D. "Log of the Kaalokai",
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Lavori in Corso. Immigrazione e lavoro in positivo
14 aprile - 9 giugno 2007
Il lavoro che la Graffiti presenta nasce dall'esigenza di testimoniare, attraverso le immagini fotografiche, la massiccia immigrazione che il nostro Paese sta registrando in questi anni, sia europea sia extraeuropea.
La presenza degli immigrati in Italia è ormai diventata una realtà cha fa parte della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti: la scuola, il lavoro, le relazioni sociali, i rapporti umani, le attività culturali, le credenze religiose.
Medici, farmacisti, psicologi, dentisti, giornalisti, attori stilisti, librai, imprenditori, commercianti insegnanti, garagisti, operai specializzati, meccanici elettricisti ..., si sono alternati davanti agli obiettivi dei fotografi che hanno contribuito, con l'efficacia che caratterizza il linguaggio fotografico della Graffiti, a diffondere un'idea positiva dell'immigrazione.
Hina-Matsuri. La festa delle bambine
3 marzo - 3 aprile 2007

Preparativi per la festa
Alcuni giorni prima della festa le bambole e gli accessori sono tirati fuori dalle scatole, in cui sono stati riposti l'anno precedente, e accuratamente spolverati. Contro il muro della stanza più grande vengono montati una serie di ripiani, disposti a scaletta su più livelli (hina dan). La gradinata viene ricoperta da un tessuto rosso, il colore della buona sorte. I gradini debbono essere almeno tre: cinque è il numero più usuale, ma si può arrivare fino a sette. Mentre l'allestimento è piuttosto libero e dipende sia dalle dimensioni che dal numero delle figure, lo schema di base è fisso ; il principe e la principessa (dairi-bina), siedono sempre nel mezzo del gradino superiore, in splendido isolamento. La coppia di bambole dairi siede su pedane multicolori, alle spalle ha magnifici paraventi, simili a quelli usati nelle case nobili. A volte è protetta da una specie di tetto con tende laterali, il cosiddetto goten o Palazzo. Altre tende cerimoniali con disegni di fenice e paulonia possono essere poste dietro alla coppia, mentre due lanterne piuttosto grandi, dette bombori, sono disposte ai fianchi. Subito sotto vengono poste tre dame di corte, chiamate sannin-kanjo. Si pensa che esse rappresentino la giovinezza, la mezza età e la vecchiaia e servono il sakè, l'elisir della vita. Due di queste bambole sono in piedi, mentre quella di mezzo è in ginocchio. Nel ripiano successivo ci sono cinque musicisti di corte, gonin-bayashi (l'orchestra). Si dice che essi siano giovani scelti per la loro bellezza e sono spesso rappresentati come ragazzi. A queste figure si aggiungono spesso due nobiluomini e tre servitori. I due nobili, detti anche zuishin, attendenti o kerai, vassalli, sono più comunemente noti come il Ministro della Destra e il Ministro della Sinistra, sadaijin e udaijin, e rappresentano i più alti dignitari dell'antico governo imperiale. Sul penultimo gradino si possono trovare tre guardie, eji, o tre popolani, detti anche i tre ubriaconi, sannin-jogo. Questi ultimi incarnano gli umori umani, uno ride, uno piange e il terzo ha l'espressione arrabbiata. Accanto ad essi sono spesso posti un albero di ciliegio e uno di arancio, conosciuti rispettivamente come sakon no sakura e ukon no tachibana, di significato augurale.
Oltre alle figure umane, può essere esposta una serie di vassoi e di contenitori per le offerte di cibo destinate al principe e alla principessa e, indirettamente, agli spiriti degli antenati, come nell'usanza originaria. Accanto a queste offerte, a seconda della ricchezza dell'esposizione, possono comparire vari oggetti -dogu- (suppellettili, arredi), usati abitualmente in casa, che illustrano aspetti della vita quotidiana della classe dominante e dei ceti abbienti dei tempi passati. Tutti gli accessori, solitamente in lacca nera e oro, sono rifiniti in maniera squisita: il fronte e il retro, così come i lati e il fondo, mostrano la stessa cura nella decorazione. Molti di essi possono essere ornati con i motivi della buona sorte o della fertilità. Nell'ultimo gradino, infine, sono posti una portantina norikago o il carro da viaggio del principe gosho-guruma per indicare che il principe e la principessa si presentano in questo giorno come visitatori. Il giorno di Hina matsuri, le bambine invitano a casa i loro amici per fare festa. Vengono preparati cibi particolari, quali l'hamaguri, un mollusco bivalve che viene arrostito nella sua conchiglia, la cui forma sta a ricordare l'unione indissolubile della coppia , sushi di pesce crudo e riso, kagami-mochi, dolcetti rotondi di riso glutinoso. Come bevanda si usa un leggero e dolce vino bianco di riso, shirozake. Alle bambole vengono offerti dolci di riso detti hishi-mochi a forma di losanga, con tre strati di diverso colore : il bianco simboleggia il manto nevoso, il verde la nuova crescita primaverile e il rosa la fioritura dei peschi. Le bambole rimangono esposte solo per un mese. Dopo la festa debbono essere riposte in fretta, perché si dice che altrimenti la bambina si sposerà tardi.
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Nanas Benz. Donne e potere in Africa
8 marzo- 8 aprile 2007

Quando, alla fine degli anni '60 risultò chiaro che il potere economico era alla base dell'emancipazione della donna in Africa, un gruppo di imprenditrici togolesi che commerciavano in tessuti (pagnes) si riunirono nell'Association des revendeuses de pagnes du Togo dichiarando guerra alle società straniere che avevano fin'allora detenuto il monopolio della distribuzione al dettaglio dei tessuti sul mercato africano.
L'Association des revendeuses instaurò relazioni commerciali in esclusiva direttamente con le grandi imprese olandesi e inglesi produttrici dei famosi wax print - base dell'abbigliamento femminile ed espressione dell'identità della donna africana contemporanea – e le imprenditrici divennero in breve tempo le ricchissime regine dei grands marchés, trattando affari per diversi milioni di franchi CFA al giorno. Conosciute in tutto il Golfo di Guinea come Nanas Benz, dal marchio di fabbrica delle loro lussuose Mercedes Benz guidate da giovani e aitanti ragazzi/gigolo e che rimanda a una delle più diffuse icone di ricchezza e prestigio in tutta l'Africa occidentale, queste donne gestiscono con pugno di ferro vasti imperi economici con un giro d'affari pari a metà dell'economia del Paese. L'impero delle Nanas Benz ha sede nel mercato di Lomé, nel quartiere di Assigamé, cuore dell'universo del pagne. Nell'imponente edificio, il più grande del mercato, realizzato con fondi dell'Associazione, sormontato dalle antenne di Radio Nana-FM (95.00), dagli scaffali i wax print olandesi, inglesi e nigeriani destinati alla vendita "abbagliano" con i loro mille colori e disegni: è uno spazio femminile per eccellenza dove gli uomini restano comparse e dove le imponenti Nanas Benz, sedute su alti scranni, sembrano incarnare Mami Wata, il potente spirito sincretico della seduzione, della ricchezza e della fascinazione per il consumismo di stampo occidentale.
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Nikifor (1895-1968) genio dell'arte naif.
18 novembre 2006 - 25 gennaio 2007
Mostra a cura di Jadwiga Migdał. Organizzata dall'Istituto Polacco di Roma. Le opere provengono dalla collezione del Museo Etnografico di Varsavia.
Con proiezione del film "Mój Nikifor" (Mio Nikifor), 2004, di Krzysztof Krauze, premiato come miglior film al festival di Karlove Vary.
Il più celebre pittore-autodidatta polacco, paragonato allo stesso Celnik Rousseau, è Nikifor (1895–1968), per la precisione Epifan Drowniak – mendicante ed analfabeta di Lemków, dodato di talento e laboriosità straordinari. Legato per alcune decine di anni a Krynica, una cittadina nella zona di Beskid Sadecki, nei suoi semplici acquarelli svela la bellezza del paesaggio di Podkarpacie: solitarie stazioni ferroviarie, paesini in mezzo ai campi, ma anche l'architettura fantastica delle città. Nikifor è stato strettamente legato alla ricca liturgia ortodossa. La fine coloristica e l'originale composizione ritmica delle sue composizioni svela l'influenza delle iconostasi delle chiese ortodosse.
Settimane Palestinesi in Italia.
Arte, comunicazione, cooperazione
6 dicembre 2006 - 14 gennaio 2007
Mostra collettiva "Passaggi di tempo"
Partecipano alla mostra: Hazem Harb, Mohammad Joha, Max Bienati, Alessia Leonello, Carla Pagano, Giorgio Palmera, Windows from Gaza for Contemporany Art, Associazione Graffiti.
Hanno partecipato alla manifestazione: Provincia di Roma-Vicepresidenza, Comune di Roma-Municipio Roma XI, A.M. Qattan Foundation, CRIC-Centro Regionale di Intervento per la Cooperazione, Windows from Gaza, Fotografi senza frontiere, Graffiti Associazione Culturale, Arte Studio, Tallusa Sfizi Mediterranei.
Io viaggio ... equo e solidale.
19 ottobre - 17 novembre 2006
Mostra riservata alle scuole, prenotazione obbligatoria, sabato e domenica chiusa.
Il CIES (Centro Informazione Educazione allo Sviluppo), in collaborazione con UCODEP e FAIRTRADE TRANSFAIR ITALIA, presenta "IO VIAGGIO…EQUO E SOLIDALE", una mostra gioco/interattiva co-finanziata dal Ministero Affari Esteri e realizzata con il contributo di COOP-ANCC che celebra quest'anno il decennale del suo impegno per la promozione del commercio equo e solidale. Dopo l'iniziativa di Roma, la mostra-itinerante, sarà realizzata in gennaio ad Arezzo e successivamente a Padova nel mese di marzo. L'iniziativa nasce da una riflessione congiunta sulle problematiche generate dalla globalizzazione e riguardanti gli squilibri tra nord e sud del mondo, e sul ruolo che il commercio equo e solidale può svolgere nei meccanismi di produzione-commercializzazione più umani, al contempo permettendo di educare i consumatori del nord. Obiettivo del progetto è un'azione di educazione ai diritti umani, svolta attraverso la formazione sul tema del commercio equo e solidale, nello specifico su:
- Il problema delle precarie condizioni di lavoro nei Paesi del Sud del mondo
- Il dramma dello sfruttamento del lavoro minorile
- I meccanismi del commercio tradizionale
- Il funzionamento del Commercio Equo e Solidale
L'iniziativa si rivolge in particolare ai bambini in età scolare (scuole elementari del secondo ciclo e medie inferiori), nella convinzione che da consumatori passivi possano diventare veicoli di comportamenti più consapevoli di acquisto e di consumo. In particolare verrà riprodotto il viaggio di tre prodotti tipici del commercio equo: banane, palloni e cacao. I ragazzi seguiranno il percorso dei prodotti provenienti da Africa Centrale, Centro America e Sud Est Asiatico, interpretando durante il viaggio, sia il ruolo di produttori che dei prodotti stessi. Il percorso sarà realizzato da animazioni, video, scenografie a grandezza naturale, fotografie, suoni e "canovacci" appositamente gestiti da animatori che accompagneranno e guideranno i visitatori.
La metodologia del gioco di ruolo permetterà di mantenere alta la soglia dell'attenzione dei partecipanti e consentire un processo di apprendimento "empatico". Il percorso sfocia in uno spazio finale in cui, attraverso manifesti pubblicitari, campagne di educazione al consumo critico, immagini dai luoghi di produzione, si ripercorrono i 10 anni dell'impegno di Coop sul versante del commercio equo e solidale. Coop è stata infatti la prima insegna della grande distribuzione organizzata a offrire sui suoi scaffali i prodotti Solidal (nel '96 il caffè e oggi 25 referenze) ed è attualmente in Italia con un giro d'affari che ha superato gli 11 milioni di euro il primo distributore.
"Io viaggio equo e solidale" si modella su due iniziative simili, già realizzate dal CIES in diverse edizioni, le mostre interattive e multimediali rispettivamente su migranti e rifugiati e sui minori non accompagnati "SOLA ANDATA – UN VIAGGIO DIVERSO DAGLI ALTRI" e "IO VIAGGIO DA SOLO". La mostra rientra nel programma dell'iniziativa "Io faccio la spesa giusta". PER INFORMAZIONI: cies@cies.it p.giordani@cies.it l.bernardi@cies.it a.bernardini@cies.it CIES sede Via Merulana: 06 77264646 Oppure Centro Documentazione del CIES 06 46207711 Silvia Mastagni – responsabile Ufficio Stampa COOP: 06 441811 – 335 78884168
Slovacchia. Crocevia delle civiltà europee. La preistoria.
24 marzo - 23 giugno 2006
Uno sguardo alla preistoria slovacca attraverso i suoi materiali. Dal Paleolitico all'antica età del Ferro.
Enti promotori ed organizzatori: Ministero degli Affari Esteri e Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca, Istituto di Archeologia - Accademia Slovacchia delle Scienze, Istituto Slovacco a Roma, Ambasciata della Repubblica Slovacchia in Italia Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.
Curatori della mostra: Vaclav Furmanek e Rudolf Kujovsky (Istituto di Archeologia dell'Accademia Slovacca delle Scienze), Margareta Musilova (Istituto Slovacco a Roma), Gianna Dotti Messori
PRÆ - ARS. Radici preistoriche nell'arte contemporanea del centro Europa.
24 marzo - 23 giugno 2006
Ogni eredità è il risultato di metamorfosi, di trasformazioni continue, di amputazioni e omissioni perfino: ci arriva il frammento, una statua bianca quando invece era colorata, e così l'oggetto da poco dissepolto non ha vissuto al buio invano, senza conseguenze, perché il rapporto con la terra lo ha cambiato, stravolto. Oggi ne è il frutto. Ecco, sono tutte cose che mi tornano in mente a proposito di questa mostra di scultori slovacchi: c'è così tanto di arcaico in loro, di intenzionalmente barbarico, da agire come un richiamo, una specie di purificazione. Leggo i titoli delle loro opere, di questi solidi ideogrammi: Veneri e Madonne, eco, angelo, fonte, segno, urna… Toccano le cose essenziali, fondamentali. Evocano l'idea di un'Europa leggendaria – tutta foreste e tombe, direbbe André Malraux - dove est e ovest diventano espressioni prive di significato e dove, casomai, riprendono forza termini come fulcro, centro, profondità. Suppongo che questi artisti si rivolgano a ciò che, forse confusamente, percepiamo come radici, le nostre radici. Il loro stile è una precisa scelta di campo, esclude qualsiasi funzione o tensione edonistica, e c'è come un furore implicito che sembra individuare nella patina traslucida che avvolge l'attuale profusione di immagini – questo flusso ininterrotto, questo versamento che sbocca dai media - il suo nemico privilegiato.
[tratto da Il prima e il dopo, di Marco Di Capua]
Eritrea: Colori, ritratti, emozioni.
24 febbraio - 23 marzo 2006
L'Eritrea mette in mostra le sue bellezze: la natura, il paesaggio, il patrimonio culturale ed architettonico. Dal 23 febbraio al Museo Nazionale preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma, fino al 23 marzo, la mostra fotografica "Eritrea: colori, ritratti, emozioni" curata dall'Ambasciata dello Stato eritreo in Italia espone le opere di tre valenti fotografi innamorati del Corno d'Africa: Maurizio Frullani, Giuseppe De Marchi e Fulvio Magurno. «La mostra sarà una buona occasione – annuncia l'ambasciatore eritreo in Italia Zemede Tekle - per dare al pubblico italiano, sia adulto che giovane, la possibilità di scoprire l'Eritrea attraverso le immagini esposte. Inoltre, vogliamo anche rafforzare le già ottime relazioni fra le istituzioni del nostro paese e quelle italiane, frutto di un legame storico e culturale». La mostra, composta da tre sezioni fotografiche e una dedicata agli strumenti musicali tradizionali, è aperta dalle opere di Maurizio Frullani che ritraggono personaggi appartenenti alle nove etnie eritree, rilevando l'immenso patrimonio di tradizioni e religioni del popolo eritreo. La sezione della mostra dedicata al naturalista Giuseppe De Marchi immerge il visitatore nella bellezza paesaggistica e sottomarina delle isole Dahalak, considerate le perle del Mar Rosso. L'archeologia e l'architettura sono protagoniste della sezione dedicata alle opere del fotografo genovese Fulvio Magurno: i resti dell'antica civiltà axumita, il fascino arabo ed orientale di città come Massawa, Keren ed Agorat, con l'impronta razionalista degli edifici della capitale Asmara, rilevano le molteplici forme che l'uomo ha scelto per abitare l'Eritrea. Gli strumenti musicali tradizionali eritrei, in particolare quelli dell'Altopiano, chiudono la mostra in un'esposizione curata dalla Professoressa Marianna Valentini che espone i tanti strumenti collezionati durante gli anni vissuti ad Asmara come insegnante di musica presso la scuola italiana. La mostra "Eritrea: colori, ritratti, emozioni" sarà inaugurata giovedì 23 febbraio 2006 ore 17,00 alla presenza dell'Ambasciatore dello Stato eritreo in Italia S.E. Zemede Tekle, il corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica italiana, e rappresentanti del ministero degli Esteri, della regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Roma.
La mostra è stata organizzata dall'Ambasciata Eritrea in Italia; con il patrocinio di: Regione Lazio, Regione Marche, Provincia di Roma, Comune di Roma, Comunità Eritrea a Roma e nel Lazio, Iscos Marche, Assiter. Con il contributo di: Eritrean Airlines, Piccini Group, LAC di Firenze, Yemen Airlines, Eriythros.
Informazioni e contatti stampa: 06-97848219 / 20 presso l'associazione Erythros www.erythros.org Note biografiche ed artistiche degli autori
Maurizio Frullani È nato a Ronchi dei Legionari (GO) nel 1942, dove vive tuttora. Ha iniziato a fotografare nel 1964, curando dei reportages da diverse parti del mondo: Turchia, Afghanistan, Iran, India, Nepal, Ladakh. Il suo interesse per le culture orientali sono state l'oggetto di una cinquantina di mostre che ha realizzato in Austria, Ungheria, Italia, Francia, Slovenia, Croazia, India. Nel 1984 ha partecipato a Lubjana alla rassegna "Nuove esperienze fotografiche del Friuli Venezia Giulia" e nel 1985 al XXII Fotoforum internazionale di Graz. Nel 1987, nell'ambito dell'iniziativa "Quaderni del territorio", ha pubblicato un importante lavoro relativo ai ritratti di 50 artisti del Friuli Venezia Giulia. Nel 1993 si è trasferito in Eritrea dove ha insegnato presso la Scuola Statale Italiana di Asmara sino al 2000. Il reportage di Frullani è profondamente legato alla conoscenza dei luoghi e delle tradizioni culturali e religiose della gente del posto. Il fascino delle sue fotografie sta proprio nel saper cogliere, con uno scatto, l'essenza di un luogo e i sentimenti dell'anima di chi lo vive.
Giuseppe De Marchi È nato a Seregno (Mi) nel 1961 e si è laureato in Scienze Biologiche all'Università Statale di Milano. Appassionato di ricerche etologiche sulle libellule, dal 1987 ha iniziato ad insegnare nelle scuole secondarie a Milano, quindi nel 1995 in Ungheria e infine dal settembre 1995 in Eritrea, presso il liceo "Marconi" di Asmara, dove lavora tuttora. Contemporaneamente si è appassionato alla fotografia naturalistica pubblicando, tra l'altro, servizi fotografici su Tutti Fotografi (Collemboli, a tu per tu, agosto 1992), Oasis (Uniti si vince, aprile 1995 e Il giardino delle Dolomiti, maggio 1996), Airone (Chi l'ha visto?, giugno 1996 e Il fungo che uccide, febbraio 1997) e BBC Wildlife (Slime moulds, settembre 1995 e Minibeasts, agosto 2001). Attualmente è impegnato in ricerche ornitologiche in Eritrea in collaborazione con il Prof. G. Chiozzi del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, con il Dr. M. Fasola dell'Università di Pavia e con il Dr. D. Semere del Ministero della Pesca eritreo.
Fulvio Magurno È nato a Ravanusa (AG) nel 1958, si è formato a Napoli e attualmente vive a Genova. Affianca al lavoro professionale di reporter lavori di ricerca. Ha vinto nel 1991 il premio Y. Geffroy e nel 1992 il premio European Kodak Panorama. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all'estero ed ha pubblicato vari libri fotografici tra cui "Viaggio in Marocco" (1994), "Lisboa Lisboa" con A. Tabucchi (1995), "Le città di Montale" (1996) e "Librarium" con M. Maggiani (1999). Alcuni suoi lavori sono esposti presso la Galleria d'Arte Moderna a Bergamo, la Fondazione Italiana Fotografia a Torino, le Cabinet des Etampes - Bibliothèque National a Parigi, la Fondazione Lanfranco Colombo a Milano, il Museo Ken Damy a Brescia, la Fondazione Antonio Mazzotta a Milano, il Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze, il Museo d'Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova, le Centre Méditerrané de la Photografie a Bastia, e in diverse collezioni private.
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Finis Terrae. Viaggiatori, esploratori e missionari italiani nella Terra del Fuoco.
5 marzo 2005 - marzo 2006
L'esposizione evidenzia il contributo dato dai viaggiatori italiani tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento alla conoscenza dell'estremo limite meridionale del continente americano.Dopo una parte dedicata ai Viaggi di scoperta della Terra del Fuoco (a partire da Magellano fino alla fine dell'Ottocento) l'area successiva – Una tappa nei viaggi intorno al mondo – trasporterà il visitatore nello studio di un viaggiatore italiano dell'Ottocento, fornendogli una testimonianza viva della curiosità intellettuale e della sete di sapere che spinsero molti italiani ad affrontare lunghi e pericolosi viaggi. Successivamente vi saranno tre aree dedicate a personaggi diversi per formazione ed esperienze, ma accomunati dal desiderio di scoprire nuovi luoghi e comprendere altre culture.
L'area dedicata a Enrico Hillyer Giglioli racconta una delle imprese più significative dell'Italia post-unitaria: la prima circumnavigazione italiana del globo terrestre, compiuta dalla pirocorvetta "Magenta" tra il 1865 e il 1868, e presenta la collezione etnografica sulla Terra del Fuoco raccolta da E. H. Giglioli, poliedrica figura di studioso ed etnografo.Nell'area sul viaggio australe di Giacomo Bove, si incontrerà la figura di un militare dalle grandi passioni e dal destino tragico (morì suicida a soli trentacinque anni), che ha anche lasciato un segno nella toponomastica della Terra del Fuoco: portano il suo nome un ghiacciaio, un fiume ed una montagna. Con la sua esperienza di cartografo, G. Bove contribuì inoltre all'esatta definizione delle coste delle estreme propaggini del continente sudamericano. Nell'area dedicata ad Alberto Maria De Agostini, missionario ed alpinista, fotografo e pioniere dell'arte cinematografica, è presentata l'attività delle missioni dei Salesiani, presenti nella regione dal1886. Rapito dalla bellezza selvaggia della Terra del Fuoco, tra il 1910 e il 1929 A.M. De Agostini compì numerose esplorazioni, raggiungendo luoghi impervi in condizioni climatiche estreme e dedicandosi con passione all'osservazione dei popoli autoctoni. Egli riuscì a documentare con fotografie e filmati modi di vita, attività e cerimonie purtroppo destinate, di lì a poco, a scomparire per sempre.
Infine il visitatore conoscerà meglio Le genti che popolarono la Terra del Fuoco attraverso le testimonianze più significative della loro cultura materiale. È di particolare rilievo la presentazione, su un grande scenario pittorico, di una rarissima canoa fuegina, acquisita tra le collezioni del Museo Nazionale Preistorico Etnografico alla fine dell'Ottocento. In questa stessa area saranno presentati due particolari elementi dell'abbigliamento indigeno: un manto in pelle di guanaco e un altro in pelliccia di nandù. Tra gli altri rari oggetti che verranno esposti al pubblico, alcuni per la prima volta, si ricordano il modello di un grande veliero di metà Ottocento, il modello di una baleniera di fine Ottocento, antichi strumenti per la navigazione (bussole, sestanti, ecc.), un prezioso mappamondo, numerose carte e disegni autografi.
La mostra è posta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri Ministero degli Affari Esteri Ministero per gli Italiani nel Mondo Regione Lazio Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali Ambasciata dell'Argentina in Italia Ambasciata del Cile in Italia Ambasciata d'Italia in Cile Istituto Italo-Latino Americano
Alla realizzazione dell'esposizione collaborano: Società Geografica Italiana Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" di Torino Museo Etnologico Missionario di Castelnuovo Colle Don Bosco, Asti Musei Civici di Reggio Emilia Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste
Saranno organizzate varie iniziative culturali: conferenze, proiezioni cinematografiche, visite guidate e seminari.
Il catalogo, che accoglie contributi di studiosi italiani e internazionali e una ricca documentazione fotografica, sarà edito dalla Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini".
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